TORINO - Un fiume in piena straripato veementemente. Alla vigilia della sfida con il Bologna, Max Allegri rompe gli argini e dà il via alla resa dei conti. Arrivato in conferenza stampa con il sorriso, ci ha impiegato pochissimo a cambiare registro. Mostrando i muscoli ai giornalisti, sulle voci circa il nervosismo post Inter, alle valutazioni sulla stagione, alla compattezza in società. Domande a cui il tecnico ha risposto creando un confronto duro e spigoloso. Le critiche nei suoi confronti? "Per me è un divertimento e succede soprattutto a me. Un domani quando non ci sarò ne dovrete prendere un altro di mira". Il nervosismo e le dure parole rivolte agli avversari dopo Inter-Juventus? "Chi l'ha detto? Da chi sono stati riportati? Mi dica i nomi. Bisogna pensare alla partita di domani". Prima di sbottare alla domanda sul risultato da raggiungere per essere soddisfatto della stagione e meritevole di conferma: "Scrivilo te, dillo te. Non sono stato soddisfatto neanche quando abbiamo perso la Champions. Che domanda è? Ci sono domande più intelligenti. Scrivi un tuo pensiero".
Allegri, segnali di nervosismo
Il sorriso di Allegri ha iniziato ad incrinarsi quando è stata tirata in ballo la questione del post partita di San Siro, per poi scatenarsi alle valutazioni sul suo operato in questi due anni. Prima però ci ha tenuto a rimarcare che in questo momento è necessaria compattezza. Quasi evidenziandone l'assenza: "Ora è il momento più difficile, non quando abbiamo avuto il -15 - ha attaccato -. Non parlo solo della squadra, ma di tutto. La società dev'essere un blocco unico, abbiamo 35 giorni che sono i più importanti della stagione, come sempre, a meno che non si sia fuori da tutto. Siamo dentro a due obiettivi e dobbiamo essere un blocco granitico. Parlo a 360 gradi". L'allenatore ha fatto un parallelo tra le valutazioni sul suo lavoro e la conferenza stampa di Antetoukoumpo, in cui il cestista greco affronta il concetto di fallimento nello sport: "Se a fine stagione il lavoro non è stato soddisfacente, la società deciderà perché l'allenatore è responsabile di tutto. Mi chiedete se sono soddisfatto? Lo sarei se vincessi il campionato, la Champions, la Coppa Italia, ma è impossibile. Sennò devo ritornare alla conferenza di Giannis dell'altra sera". Per poi girare la domanda alla giornalista che l'aveva interrogato sull'argomento: "Ci sono obiettivi. Sei soddisfatta del lavoro che stai facendo se l'anno prossimo sei qui a fare le domande? Te lo domando! Se ti trovo qui hai fallito nel tuo lavoro? Ora non posso dirti se sono soddisfatto, mancano 35 giorni. A fine anno valuteremo".
Allegri: "Zitti e lavorare"
Eppure poco prima lo stesso Allegri aveva fornito la ricetta per uscire dalla crisi, per lasciarsi alle spalle le tre sconfitte nelle ultime quattro uscite: stare in silenzio e lavorare. Rifiuta il concetto di colpa, visto che "non devo stare qui a difendermi di niente", smentisce il confronto in spogliatoio tra i calciatori: "Il confronto con i giocatori non c'è stato. Mi hanno detto che c'è stato dentro lo spogliatoio, ma quando perde una squadra come la Juventus vengono tirate fuori illazioni. La gente ha molta fantasia". Meglio tornare quindi sul campo, sugli obiettivi del finale di stagione, tra qualificazione in Champions ("per come è in crisi economica il calcio italiano, l'obiettivo di tutte le grandi è entrare in Champions") e semifinali di Europa League. Prima però, è necessario pensare al Bologna: "Veniamo da un periodo negativo, perché abbiamo perso 5 delle ultime 6 partite (in realtà sono 3 delle ultime 4, ndr). Domani abbiamo la possibilità di invertire la rotta contro un Bologna che sta facendo ottime cose. È molto difficile. A 73 punti sei dentro alla Champions. Dobbiamo cercare di vincere la prima, tornare alla vittoria, e non sarà facile, il Bologna che è un'ottima squadra. Va fatta una partita di grande attenzione".
Le motivazioni delle sconfitte della Juve
Difficile trovare una spiegazione ai tanti ko accumulati dalla Juventus: "Non è facile, io ho vissuto un'esperienza così a Cagliari dove ne ho perse cinque in avvio di stagione. Ora abbiamo 7 partite di campionato e 2 di Europa League, ma speriamo diventino 3. Da questi momenti dobbiamo uscirne tutti insieme senza vedere tutto più nero di quello che è: nonostante i disastri che abbiamo fatto, siamo ancora terzi in campionato". Per mantenere la posizione e provare magari ad attaccare il secondo posto della Lazio, serve però tornare alla vittoria già al Dall'Ara: "Domani è una partita molto difficile, abbiamo 7 partite per rimanere tra le prime 4. A 73 punti sei dentro. Servirà avere una squadra più compatta, aggressiva, per fare una partita importante. Tutte le partite sono difficili, prima della gara un può dire che la Juve vince, ma bisogna giocare sul campo".
Di Maria infortunato: salta il Bologna
Contro il Bologna Allegri dovrà fare a meno di Angel Di Maria, che si è fermato durante l'allenamento del sabato per un trauma contusivo alla caviglia destra. Lo stesso problema che affliggeva Vlahovic, ma che il centravanti serbo pare essersi messo alle spalle visto che risulta nella lista dei convocati. Allegri dovrà quindi trovare un'alternativa all'argentino: il favorito è Chiesa.
