Juventus, Allegri l'uomo del futuro: il progetto bianconero per la prossima stagione
di Domenico MarcheseTORINO — La conferma di Allegri sulla panchina della Juventus, nel presente e soprattutto per il futuro, è una "ovvietà" per il diretto dell'area sportiva bianconera, Francesco Calvo. Ovvio dall'interno, chiaramente, visto che fuori dalla Continassa la posizione del tecnico, arrivato alla quarta partita senza vittorie in campionato, bilancio che migliora minimamente con le coppe (una vittoria nelle ultime otto), è tutt'altro che salda. Una parte sempre crescente di tifosi vorrebbe un cambio in panchina, mentre la maggioranza silenziosa, pur consapevole che la qualità del gioco lasci a desiderare, riconosce la capacità del tecnico di affrontare le difficoltà. Con la corsa per il secondo posto ancora aperta e le semifinali di Europa League dietro l'angolo, sarebbe stata un'imprudenza esprimere l'opposto da parte della società: ma oltre alle questioni di opportunità a stagione in corso, c'…
TORINO — La conferma di Allegri sulla panchina della Juventus, nel presente e soprattutto per il futuro, è una "ovvietà" per il diretto dell'area sportiva bianconera, Francesco Calvo. Ovvio dall'interno, chiaramente, visto che fuori dalla Continassa la posizione del tecnico, arrivato alla quarta partita senza vittorie in campionato, bilancio che migliora minimamente con le coppe (una vittoria nelle ultime otto), è tutt'altro che salda. Una parte sempre crescente di tifosi vorrebbe un cambio in panchina, mentre la maggioranza silenziosa, pur consapevole che la qualità del gioco lasci a desiderare, riconosce la capacità del tecnico di affrontare le difficoltà. Con la corsa per il secondo posto ancora aperta e le semifinali di Europa League dietro l'angolo, sarebbe stata un'imprudenza esprimere l'opposto da parte della società: ma oltre alle questioni di opportunità a stagione in corso, c'è anche molta sostanza dietro le parole di Calvo.
Juve, ruolo centrale per Allegri
La Juventus, salvo cataclismi, ha scelto di continuare con Allegri e sta provando a tracciare le strategie future: si sapeva, ma sentirlo dalla viva voce della dirigenza fa tutto un altro effetto. Già quest'anno il ruolo dell'allenatore è stato centrale, specialmente in fase di mercato: ha voluto fortemente Di Maria e l'ha ottenuto. Anche se il rapporto con il Fideo è tutt'altro che idilliaco, come dimostra la tensione durante la rifinitura di sabato e l'esclusione dell'argentino. Ha preteso Pogba e anche in quel caso ha ottenuto quanto voluto: tuttavia la stagione del ritorno del Polpo è, al momento, da dimenticare. "Stiamo pianificando il futuro - ha spiegato Calvo -. Lo stiamo facendo con Cherubini e il mister insieme a me. Siamo un blocco granitico che lavora sul futuro oltre a concludere la stagione al secondo posto e in finale di Europa League. Chi arriverà in futuro si dovrà integrare con la Juventus: la nostra solidità non dipende da una sola persona". Colpisce il lessico "allegriano" di Calvo, quel riferimento al blocco granitico ripetuto due volte in conferenza stampa dall'allenatore. Una conferma che il ruolo di Allegri sarà sempre più centrale, specialmente in fase di definizione delle strategie e nell'assunzione di responsabilità per le scelte.
Juventus, le scelte per il futuro
La notizia della conferma di Allegri circolava da tempo: due anni di contratto a 9 milioni netti sono una bella assicurazione e una forte rassicurazione. Ma oltre alle questioni economiche, il tecnico gode della stima della proprietà, che non ha mai nascosto di apprezzare il lavoro del tecnico: ci si affiderà a lui per le scelte sul futuro. La conferma dell'allenatore comporta inevitabilmente anche addii e conferme sul piano tecnico. Il concetto di "stare zitti e lavorare", espresso nella scoppiettante conferenza stampa, ha trovato alcuni sostenitori ma anche ostacoli: la reazione di Di Maria di sabato non è piaciuta, per quanto la leggera contusione alla caviglia ci sia stata, l'atteggiamento mostrato da Paredes in diverse occasioni neanche. Ecco perché il Fideo, a cui è stato proposto il rinnovo di contratto alle medesime cifre di quest'anno anche se con gli effetti del Decreto crescita si attenuerà il suo impatto a bilancio, non è scontato rimanga mentre per il centrocampista l'addio pare scontato. Il riscatto obbligatorio dal Psg non è scattato e la volontà è quella di chiudere un'esperienza decisamente negativa. Almeno, e questo è un dato positivo, il suo nome non si ripresenterà come ciclicamente avviene in tutti i mercati estivi. Si proverà a confermare Rabiot, che con il tecnico è riuscito a diventare quello che ha sempre promesso ma che non era mai riuscito a essere: un centrocampista moderno, dotato di fisico e tecnica oltre a prolificità in zona gol. Sono già dieci i gol realizzati quest'anno dal francese, che ha diverse offerte visto il contratto in scadenza anche se vorrebbe rimanere a Torino. Alle sue cifre, naturalmente.
Juventus, gli addii e i giovani
Anche se alcuni gli imputano di aver addossato le colpe del pareggio con il Bologna ai giovani, è indubbio che Allegri li abbia fatti esordire e li abbia fatti crescere. Un pò per scelta, un po' per necessità, Miretti, Fagioli, Iling-Junior hanno dimostrato di poter giocare in Serie A e di essere un fattore. Anzi, nel match di domenica sera hanno mostrato più voglia e determinazione di compagni ben più pagati. Nessuno sarà sicuro del posto in vista della prossima stagione, a eccezione dei giovani più promettenti. Potrebbero far le valigie in molti se arrivassero le offerte giuste: da Vlahovic, che ha mercato ma il cui valore è diminuito dopo due stagioni altalenanti, metà della scorsa e quella attuale, a Kostic. Centrale sarà anche la questione rinnovi: l'allenatore non escluderebbe un rinnovo con Cuadrado e Alex Sandro, anche se le cifre sono impegnative, mentre resta in bilico il futuro di Bonucci, Milik e Kean. Prima naturalmente sarà fondamentale capire se il prossimo anno la Juventus parteciperà alle coppe europee: in caso di risposta affermativa, gli scenari potrebbero cambiare radicalmente.
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