Juventus: tra penalizzazione, filone stipendi e Uefa. Una stagione che non finisce mai
di Domenico MarcheseTORINO - Una sentenza che non chiude la stagione dei processi. I dieci punti di penalizzazione emessi dalla Corte federale d'appello sono stati il penultimo grado di giudizio, almeno per la giustizia sportiva, sulla questione plusvalenze. La Corte presieduta da Ida Raiola ha di fatto sbattuto fuori dalla Champions la Juventus, anche se l'ufficialità è arrivata con il ko di Empoli, visto che con una vittoria la qualificazione sarebbe stata comunque alla portata. Eppure a due giornate dalla fine del campionato, i 10 punti di penalizzazione sono teoricamente una pena ancora modificabile: "Juventus Football Club prende atto di quanto deciso poco fa dalla Corte d'Appello della FIGC e si riserva di leggere le motivazioni per valutare un eventuale ricorso al Collegio di Garanzia presso il CONI". L'ultimo grado di giudizio prima di archiviare il primo filone e pensare al secondo, con l'udienza fissata per il 15 giugno.
TORINO - Una sentenza che non chiude la stagione dei processi. I dieci punti di penalizzazione emessi dalla Corte federale d'appello sono stati il penultimo grado di giudizio, almeno per la giustizia sportiva, sulla questione plusvalenze. La Corte presieduta da Ida Raiola ha di fatto sbattuto fuori dalla Champions la Juventus, anche se l'ufficialità è arrivata con il ko di Empoli, visto che con una vittoria la qualificazione sarebbe stata comunque alla portata. Eppure a due giornate dalla fine del campionato, i 10 punti di penalizzazione sono teoricamente una pena ancora modificabile: "Juventus Football Club prende atto di quanto deciso poco fa dalla Corte d'Appello della FIGC e si riserva di leggere le motivazioni per valutare un eventuale ricorso al Collegio di Garanzia presso il CONI". L'ultimo grado di giudizio prima di archiviare il primo filone e pensare al secondo, con l'udienza fissata per il 15 giugno.
I prossimi passi della Juventus
Dopo aver letto le motivazioni la Juventus valuterà se fare appello al Collegio di garanzia. Tuttavia bisogna evidenziare che la Corte d'appello federale ha accolto le richieste della "Cassazione" dello sport, che aveva rimandato il provvedimento per rimodulazione o riscrittura delle motivazioni: l'assoluzione dei sette dirigenti è stata quantificata in cinque punti di "sconto". Entro dieci giorni saranno disponibili le motivazioni e, in caso di ricorso, serviranno almeno altre due settimane prima di presentarsi davanti al Collegio di garanzia: la fine della stagione sarebbe dietro l'angolo. C'è però un altro procedimento che si appresta a irrompere sulla scena: il 15 giugno si aprirà il dibattimento sul secondo filone, che comprende le manovre stipendi della stagione 2019-2020 (per 21 calciatori più l'allenatore Sarri) e di quella successiva, oltre ai rapporti irregolari con alcuni agenti e le partnership sospette. Anche se il procedimento si aprirà il 15 giugno, non è da escludere che possa incidere sulla stagione attuale.
La Juve e la questione Uefa
Proprio l'incertezza sulle eventuali sanzioni del secondo filone apre diversi scenari. In questo momento con la Champions ormai irraggiungibile e la prossima stagione senza penalizzazioni, non è da escludere un accordo, un patteggiamento prima dell'inizio del processo. Se prima del deferimento lo sconto di pena sarebbe stato del 50%, prima del dibattimento sarebbe del 33%. In alternativa c'è anche la possibilità di procedere con un nuovo processo e altri tre gradi di giudizio. Non solo il fronte interno, visto che c'è anche il procedimento Uefa, una spada di Damocle sulla testa del club. Anche in caso di qualificazione europea (restano aperte le strade che portano alla Conference League e all'Europa League, anche considerando gli impegni in finale delle tre italiane), la Uefa a giugno potrebbe escludere dalle competizioni internazionali il club.
Il processo penale
Nel commentare la sentenza di ieri, il club ha evidenziato una questione delicata: "Pur non ignorando le esigenze di celerità, alle quali la Juventus non si è mai sottratta nel corso del procedimento, si sottolinea che si tratta di fatti che debbono ancora essere giudicati dal giudice naturale". Dopo l'udienza dello scorso 10 maggio, che ha rimandato alla Cassazione la quesitone della competenza territoriale e ha registrato le costituzioni di parte civile, si ritornerà al Tribunale di Torino il prossimo 26 ottobre, quando si saprà la decisione della Corte Suprema sulla sede del processo. I pm Marco Gianoglio e Mario Bendoni sostengono che Torino sia il tribunale competente, mentre la difesa della Juventus ritiene che il processo si debba svolgere a Milano, sede della Borsa, o in seconda istanza a Roma, dove hanno sede i server dell'azienda che gestisce le comunicazioni ai mercati. Gli ex vertici del club bianconero sono accusati di aggiotaggio, false comunicazioni sociali, false fatturazioni e ostacolo all'attività di vigilanza della Consob: si stabilirà cioè se gli imputati debbano essere giudicati dal tribunale di Torino, di Milano oppure da quello di Roma e poi si procederà anche qui.