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Allegri ora resiste, i piani della Juve sono da scoprire

Il futuro del tecnico si deciderà al termine della stagione. John Elkann: "Ho parlato con lui, è determinato ad affrontare con la squadra le prossime due partite per meritare l'Europa sul campo"
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Il problema della Juve, adesso, è l'orizzonte, che non è una linea che sfuma in lontananza ma un limite vicino e senza prospettiva. "È un momento difficile in campo e fuori, ma la Juventus ha sempre affrontato le avversità e in quelle si è rafforzata", diceva ieri John Elkann indicando nient'altro che un futuro di prossimità. "Ho parlato con il nostro allenatore Max Allegri. Sente la responsabilità della nostra storia ed è determinato ad affrontare le due prossime partite per meritare l'Europa sul campo", ha aggiunto il proprietario del club bianconero, rinchiudendo il destino di Allegri, con cui la sintonia resta comunque elevata, nei confini di un orizzonte appunto limitatissimo, piazzato appena dieci giorni più in là. Poi si vedrà, sembra il sottinteso.

Allegri, stessi punti di un anno fa

E non pare casuale quel riferimento all'Europa ancora da conquistare, perch…

Il problema della Juve, adesso, è l'orizzonte, che non è una linea che sfuma in lontananza ma un limite vicino e senza prospettiva. "È un momento difficile in campo e fuori, ma la Juventus ha sempre affrontato le avversità e in quelle si è rafforzata", diceva ieri John Elkann indicando nient'altro che un futuro di prossimità. "Ho parlato con il nostro allenatore Max Allegri. Sente la responsabilità della nostra storia ed è determinato ad affrontare le due prossime partite per meritare l'Europa sul campo", ha aggiunto il proprietario del club bianconero, rinchiudendo il destino di Allegri, con cui la sintonia resta comunque elevata, nei confini di un orizzonte appunto limitatissimo, piazzato appena dieci giorni più in là. Poi si vedrà, sembra il sottinteso.

Allegri, stessi punti di un anno fa

E non pare casuale quel riferimento all'Europa ancora da conquistare, perché vale sia per quella fattuale, -10 incluso, sia per quella teorica, al netto delle penalizzazioni: Allegri ha fallito Champions, Europa League e Coppa Italia, ha gli stessi punti di un anno fa. Nella realtà deve ancora conquistare la qualificazione a una coppa. Nella teoria anche senza la penalizzazione non avrebbe ancora portato la squadra fra le prime quattro, un elemento che può avere un peso nel giudicare il suo rendimento.

 

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A fine stagione si decide il futuro

Elkann, in pratica, ha circoscritto il futuro dell'allenatore in quest'ultimo scorcio di stagione, dopodiché ci saranno le valutazioni già preannunciate da Calvo a Siviglia e quindi si capirà che piega prenderà il destino di Allegri: i risultati di certo non lo aiutano, così come la qualità scadente del gioco, il fatto che molti giocatori gli avrebbero voltato le spalle e i rapporti freddi (eufemismo) con Calvo, che sta diventando l'uomo forte all'interno del club e che ha caldeggiato la candidatura di Giuntoli. Il diesse del Napoli è un dirigente che ama controllare ogni settore della società e potrebbe portare con sé sei collaboratori: come si integrerebbe con Allegri, a sua volta investito a suo tempo da Elkann del ruolo di riferimento dell'area sportiva, con competenze e influenze che vanno oltre alle funzioni dell'allenatore? Come minimo Max rischia un demansionamento, che potrebbe però anche stargli bene visto che in questi mesi ha dovuto caricarsi di responsabilità soverchianti, reggendo sulle sue spalle il peso di una situazione complicatissima. "Sono stanco come persona", diceva l'altra sera a Empoli, dove ha faticato a trattenere un'insolita emotività. Ha dovuto barcamenarsi tra giocatori infortunati, acquisti sbagliati, tifosi inviperiti e punti diminuiti: il rendimento complessivo della stagione è negativo, però qualche alibi ce l'ha.

Il club non ha ancora deciso cosa fare di Allegri

Il problema resta però l'orizzonte. Oggi come oggi la Juve non ha deciso cosa fare di Allegri, il cui licenziamento rappresenterebbe un salasso economico, ma più in generale non può pianificare alcunché, visto che non sa se potrà o no andare in Europa. Al momento si può ragionare soltanto sul rientro dai prestiti di Rovella e Cambiaso e sulla conferma dei giovani emersi quest'anno con l'aggiunta di Yldiz, 18enne centravanti turco che sta spopolando in Primavera. La società non ha ancora fatto una proposta di rinnovo a Rabiot e teme di perdere 70 milioni preventivati, visto che il Leeds, se retrocederà, non riscatterà McKennie e lo stesso dovrebbe fare il Tottenham con Kulusevski. E per un ipotetico dopo Allegri, ai nomi di Palladino e Tudor si è aggiunto quello di Dionisi. Ma è inutile pensarci adesso: per dieci giorni l'orizzonte è a due passi da qui.