Finisce dopo neanche un anno l'avventura alla Juventus di Angel Di Maria. Una notizia già anticipata nelle scorse settimane ma diventata ufficiale con il saluto dell'argentino ai tifosi bianconeri, fatto attraverso un messaggio sui social. "Sono giunto alla fine di una tappa difficile e complicata - è la considerazione iniziale del Fideo -. Me ne vado con la tranquillità di chi ha dato tutto per aiutare il club a continuare a vincere titoli, ma non è stato possibile. Me ne vado con il sapore amaro di non esserci riuscito, ma con la felicità di portare con me molti amici di questo meraviglioso spogliatoio del quale ho fatto parte". Una stagione iniziata con difficoltà, con il rifiuto da parte del calciatore di assecondare la Juventus che chiedeva un biennale, qualche lampo ma anche un rapporto mai sereno con Allegri, colui che l'aveva voluto in estate. Nella sua testa c'è sempre stato il ritorno al Rosario Central per chiudere la carriera: le voci di mercato, però, fanno presumere che il ritorno in Argentina potrà attendere.
Di Maria, il Mondiale e la fiammata di inizio 2023
Anche se vincere, mutuando le parole dell'argentino, "non è stato possibile", è vero che ci si aspettava infinitamente di più dall'uomo delle finali, dal campione del Mondo. Il fatto che la Juventus quest'anno non ne abbia giocate, di finali, non giustifica il rendimento decisamente al di sotto delle aspettative: certe sue giocate hanno trasmesso un senso di onnipotenza, altre sembravano esecuzioni sterili senza anima. Forse la verità sta nel mezzo, specialmente nella seconda parte di stagione: ha iniziato il 2023 con il piede giusto, ha incantato a tratti e poi, quando è iniziata la crisi della Juventus, si è sciolto come neve al sole. Pensando probabilmente alla sua prossima avventura. Già dopo il raduno, e con il Mondiale in avvicinamento, Di Maria ha giocato a singhiozzo, preferendo non forzare come d'altronde tutti i calciatori impegnati in Qatar. Sette partite giocate in campionato nelle prime sedici, fermato da un problema agli adduttori, un altro al bicipite femorale e dal colpo di testa di Monza, quando si fece espellere per un fallo di reazione su Izzo. Il periodo migliore è stato l'inizio del 2023, quando in nove partite segnò 3 gol con altrettanti assist in campionato aggiungendo anche la tripletta contro il Nantes in Europa League e il gol dell'1-0 finale con il Friburgo.
La fine del rapporto e gli errori imperdonabili
Sotto il post tanti attestati di stima, compreso quello di Dybala, colui che in pratica era stato chiamato a sostituire, ma anche tanta amarezza per quello che avrebbe potuto essere ma che in realtà non è mai stato, neanche lontanamente. I tifosi imputano lo scarso attaccamento alla causa, anche se qualche giorno fa fu proprio Di Maria a mettere in riga un fan sui social, e soprattutto il grave errore davanti a Bounou nella semifinale di Europa League con il Siviglia. Non si perde una partita per un errore, ma Di Maria era stato ingaggiato proprio per quello, per decidere le partite, per piegare gli avversari con una giocata: missione fallita. Resta il piacere di aver potuto godere di alcune sue giocate di livello superiore, ancora più preziose nel panorama impoverito della Serie A odierna: un po' pochino per un calciatore con il suo curriculum e il suo stipendio da 7 milioni di euro netti. Mentre per Di Maria il ricordo da conservare sarà quello dello spogliatoio: "Grazie a tutti i miei compagni per l'affetto che mi hanno riservato sin dal primo giorno, mi sono sempre sentito come a casa. Un grande saluto a tutti gli Juventini per il loro affetto quotidiano. Un grande abbraccio. Vi porto nel cuore".
