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Giuntoli ds, un valore aggiunto per la Juve: Chiesa, Vlahovic e Bremer i primi nodi da sciogliere

Giuntoli ds, un valore aggiunto per la Juve: Chiesa, Vlahovic e Bremer i primi nodi da sciogliere
(ansa)
Ormai a un passo dalla liberatoria dal Napoli, il dirigente sarà libero di trattare il suo arrivo in bianconero in un organigramma che non verrà modificato
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Dopo la tensione di ieri, con l'ultimatum della Juventus a smuovere le acque fin troppo tranquille della trattativa, oggi si conclude l'avventura di Cristiano Giuntoli al Napoli. L'ufficialità non è ancora arrivata, sarà decisivo l'incontro "virtuale" in programma nel pomeriggio con De Laurentiis: le sensazioni sono molto positive. Dopo essersi liberato dal contratto in scadenza nel 2024, Giuntoli e la Juventus dovranno sistemare alcuni particolari: c'è ottimismo per la fumata bianca, attesa per la prossima settimana. Da tempo la Juventus aveva individuato in Giuntoli il responsabile dell'area tecnica e solo il mancato accordo con il presidente del Napoli ha rinviato il tutto all'ultimo momento disponibile. Nel giorno della fine della stagione 2022/23 e dell'inizio della successiva, oltre che del mercato, il dirigente è libero di trattare il suo trasferimento alla Continassa.

Un nuovo organigramma per la Juventus

Il contratto di Giuntoli con il Napoli scadrà il 30 giugno 2024: era necessario quindi trovare un accordo con De Laurentiis per liberarsi. Per raggiungere la Continassa, il dirigente toscano ha portato avanti una trattativa estenuante, con alti e bassi ma anche con una consapevolezza che l'ha reso più forte: a Torino l'avrebbero aspettato. L'unico punto fermo che hanno fissato i dirigenti bianconeri è stato il limite del 30 giugno: non avrebbero chiesto alcuna deroga per tesserare Giuntoli dopo quella data, preferendo aspettare l'anno successivo. La struttura dirigenziale della Juventus, infatti, avrebbe potuto andare avanti anche senza il dirigente: Manna è il direttore sportivo, Tognozzi il suo vice, Claudio Chiellini alla guida della Next Gen. Ma l'innesto di Giuntoli al vertice dell'organigramma sportivo, con Calvo nel ruolo di direttore generale e Maurizio Scanavino di amministratore delegato, sarà il vero valore aggiunto: sul mercato verrà data continuità al lavoro di Manna e Tognozzi, la struttura rimarrà la stessa in attesa di capire come intervenire in vista della prossima stagione.

Una scelta di vita

Per sposare il progetto della rinascita bianconera, Giuntoli ha sacrificato parte degli emolumenti già maturati con il Napoli. Per la precisione tre mensilità e il premio scudetto, un totale di circa un milione di euro. Dopo otto anni di proficuo lavoro in Campania, culminato con lo storico terzo scudetto partenopeo, volterà pagina provando a ricostruire la Juventus. Una scelta coraggiosa, lo dimostra il fatto di aver lasciato i campioni d'Italia per approdare a Torino nell'anno senza Champions, con conseguente ridimensionamento sul mercato. Ad attenderlo nel suo prossimo ufficio, alcuni fascicoli spinosi: dopo gli acquisti di Milik e Weah e il rinnovo di Rabiot, operazioni portate a termine da Manna, ci sono i nodi delle cessioni, con i nomi di Chiesa, Vlahovic e Bremer sulla lista di diverse big europee, e dei sostituti. Il 10 luglio, giorno del raduno e delle prime visite mediche, è ormai dietro l'angolo: alla Continassa ci sarà anche Giuntoli, l'ultimo acquisto in ordine di tempo nell'opera di ristrutturazione tecnica e dirigenziale della Juventus.
 

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