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Bonucci, quale futuro dopo che la Juve lo ha messo fuori rosa? Dalla Lazio al Newcastle passando per gli Usa, tutte le ipotesi sul tavolo

Leonardo Bonucci

 
Il difensore non rientra più nei piani della società e soprattutto di Allegri. Ora deve trovarsi una sistemazione
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L'ultimo capitolo della saga bianconera di Bonucci è stato il finale a sorpresa di una storia d'amore trasformatasi in un divorzio traumatico. Niente tournée negli Usa, allenamenti individuali e non con il gruppo squadra, la dura realtà spiattellata in faccia da Giuntoli: non rientra più nei piani della società e, soprattutto, del tecnico Allegri. La resa dei conti è arrivata, dopo anni di alti e bassi con l'allenatore, iniziati con il famoso sgabello di Porto e proseguiti con l'addio al bianconero per un anno, vestendo la maglia del Milan, prima del ritorno alla Continassa. Una scelta "tecnica" non può che coinvolgere chi la gestisce, cioè Max Allegri: sul campo il rendimento di Bonucci è crollato, anche per via dei tanti problemi fisici, dopo la vittoria agli Europei 2021 mentre in spogliatoio la sua è una personalità complicata da gestire. Specialmente se il gradimento dell'allenatore non è più plebiscitario come in passato.

L'ultimo capitolo della saga bianconera di Bonucci è stato il finale a sorpresa di una storia d'amore trasformatasi in un divorzio traumatico. Niente tournée negli Usa, allenamenti individuali e non con il gruppo squadra, la dura realtà spiattellata in faccia da Giuntoli: non rientra più nei piani della società e, soprattutto, del tecnico Allegri. La resa dei conti è arrivata, dopo anni di alti e bassi con l'allenatore, iniziati con il famoso sgabello di Porto e proseguiti con l'addio al bianconero per un anno, vestendo la maglia del Milan, prima del ritorno alla Continassa. Una scelta "tecnica" non può che coinvolgere chi la gestisce, cioè Max Allegri: sul campo il rendimento di Bonucci è crollato, anche per via dei tanti problemi fisici, dopo la vittoria agli Europei 2021 mentre in spogliatoio la sua è una personalità complicata da gestire. Specialmente se il gradimento dell'allenatore non è più plebiscitario come in passato.

La cruda verità e il futuro in bilico

Se si è arrivati a questo punto, è perché le "buone" non sono bastate. A differenza degli altri calciatori messi fuori rosa, tra cui i partenti (nelle speranze bianconere) Arthur, McKennie, Zakaria, Pjaca, i colloqui con l'ormai ex capitano sono stati inizialmente meno bruschi rispetto all'ultimo, per quanto comunicare di persona a un calciatore la sua esclusione raggiungendolo in vacanza è un trattamento riservato a pochi: difficile dimenticare gli scudetti vinti insieme e l'appartenenza alla BBC, una leggenda nel mondo bianconero. Poteva finire diversamente la storia d'amore tra Bonucci e la Juventus, ma ha influito molto la "testardaggine" con cui il difensore ha lottato per ricostruire un rapporto sportivo che ormai era logorato. Sarebbe potuta finire la scorsa stagione, con la passerella alla fine del campionato, il saluto del mondo bianconero come avvenuto con Chiellini: ma Bonucci di lasciare la Juventus non aveva minimamente intenzione. Convinto di poter scalare le gerarchie, nonostante gli fosse stato prospettato di essere l'ultimo nelle gerarchie del tecnico, Leo ha lottato fino all'ultimo e non è da escludere che voglia continuare, aspettando magari il momento giusto. Ieri le offerte sul tavolo erano pochissime e decisamente in contrapposizione con la volontà di giocare un campionato allenante per convincere Mancini a portarlo a Euro2024. Chissà se da oggi la sua condizione non possa stuzzicare la fantasia di qualche club disposto a puntare su di lui.

La Samp di Pirlo e le altre strade

Bonucci non ha ricevuto telefonate soltanto dalla Juventus. Tutti sapevano che difficilmente sarebbe rientrato nei piani bianconeri, solo uno ha avuto il coraggio, e soprattutto la confidenza, per proporre un'avventura decisamente particolare, cioè far risalire in Serie A la Sampdoria. È stato Andrea Pirlo, suo ex compagno alla Juventus e in Nazionale, oltre che suo ex allenatore nell'anno della Supercoppa e della Coppa Italia prima del ritorno di Allegri, a cercare di convincerlo. Probabilmente se i blucerchiati fossero stati in Serie A, oggi Leo avrebbe un altro presente da vivere invece che un futuro da decifrare e costruire: ma la cadetteria, pur ricca di fascino e stimolante sportivamente, non è un percorso che può condurre alla Nazionale. Meglio pensare ad altre destinazioni, magari riallacciando i rapporti con il Newcastle, che si è informato su di lui a inizio mercato per il ruolo di centrale esperto, una guida che faccia orientare i giovani difensori anche loro bianconeri nel primo anno di Champions League. In Premier League il minutaggio sarebbe decisamente ridotto: meglio pensare a una permanenza nel campionato italiano. La Lazio è stata una voce circolata negli scorsi giorni, Bonucci si sarebbe proposto ai biancocelesti del suo ex allenatore alla Juventus, Sarri. Una strada praticabile, che non gli impedirebbe di mettersi in mostra per convincere Mancini, è quella che porta nella MLS, dove gioca il suo ex compagno Chiellini: a 36 anni potrebbe esserci la svolta, potrebbe giocare per la prima volta all'estero dopo aver sfiorato qualche anno fa il passaggio al Manchester City. Allora fu l'amore per la Juventus a trattenerlo in Serie A: chissà se la decisione sarebbe stata la stessa riuscendo a scrutare i piani che il destino aveva in serbo per lui.

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