A una manciata di giorni dall'inizio del campionato con la trasferta di Udine, il bagaglio tecnico della Juventus è un intreccio di certezze accumulate in questi anni, ma anche di dubbi che animano il mercato e l'infermeria. Sarà una stagione fondamentale per i bianconeri dopo la mancata qualificazione alla Champions League: entrare nelle prime quattro, come anticipato da Allegri in conferenza stampa, è un passaggio fondamentale per le grandi del calcio italiano, visti gli introiti che garantisce la coppa, specialmente dopo la riforma che entrerà a regime dalla prossima annata. Ecco perché se da un lato la squadra è ancora in via di costruzione, con i dubbi relativi alle partenze dei big e ai nuovi arrivi, dall'altra l'allenatore livornese ha fissato dei punti fermi per evitare false partenze che potrebbero mettere in salita il cammino bianconero.
Il precampionato e le buone indicazioni
Il primo impatto della stagione, con l'annullamento dell'amichevole con il Barcellona per i tanti casi di gastroenterite che hanno colpito i catalani, sembrava un presagio funesto. In realtà fin dalla tournée negli Usa, le prove in campo della squadra sono state decisamente incoraggianti: l'approccio alla partita ha segnato una rottura con il passato, la costruzione in campo ha confortato tifosi e tecnico. Anche se non si può parlare di rivoluzione copernicana, qualcosa è cambiato alla Continassa anche grazie alle certezze ereditate dalla scorsa stagione: difesa a tre, moduli sempre meno importanti a favore della copertura degli spazi. Nel 3-5-2 scelto dall'allenatore, evoluzione di quello adottato nella scorsa stagione per ritrovare continuità, anche gli esterni sono stati convincenti: non era così scontato, visto che alla coppia Cuadrado-Kostic, con quest'ultimo ancora in rosa ma meno fondamentale rispetto al passato, sono subentrati due giovani come Cambiaso e Weah. Anche con gli infortuni di Rabiot e Fagioli, che li hanno limitati per tutta la preparazione, il centrocampo ha retto contro avversari come Milan, Real Madrid e Atalanta. I segnali sono positivi, ma come anticipato da Allegri servirà la prova del campo con i tre punti in palio.
Dusan Vlahovic
Le certezze in attacco e i possibili cambi di scenario
Nel giorno del suo arrivo a Torino, Giuntoli aveva precisato che a dispetto di quanto si leggeva, Vlahovic e Chiesa erano incedibili. Una dichiarazione d'obbligo, specialmente quando ci si ritrova a dover sopperire con il mercato ai mancati introiti della Champions. Ma mentre tutti osservavano e scommettevano sulle future destinazioni di Chiesa e Vlahovic e sul numero di maglia di Lukaku, Giuntoli e Manna hanno fatto cassa con Rovella, Zakaria, Pellegrini, De Winter. Oggi le percentuali di permanenza dei due attaccanti bianconeri sono in deciso rialzo: si tornerà a parlare nei prossimi giorni di Lukaku, dello scambio con Vlahovic: domenica al Friuli, però, saranno ancora il serbo e Chiesa a guidare l'attacco bianconero, a meno che Allegri non decida per un altro assetto. Sarà una scelta tecnica e non il frutto di operazioni di mercato. Almeno per ora.
L'attesa per Pogba e le vie del mercato
Non ci sono solo certezze, ovviamente. La rosa è ancora in fase di costruzione e le trattative per Berardi e un centrocampista che possa aumentare il tasso tecnico e fisico in mezzo al campo potrebbero cambiare volto alla squadra ma anche porre nuovi quesiti. Con il possibile arrivo dell'attaccante del Sassuolo, Allegri potrebbe contare su un cambio di assetto passando al tridente: scelta che ha provato a giocarsi anche lo scorso anno, fin quando gli infortuni non hanno tolto di mezzo Di Maria e rallentato il recupero di Chiesa.
Paul Pogba
Potrebbe cambiare volto anche il centrocampo, nonostante nella rosa bianconera non manchi il fuoriclasse in quella zona del campo: Paul Pogba potrebbe tornare una scelta affidabile seppur con un anno di ritardo, passato a cercare inutilmente una soluzione ai suoi annosi problemi fisici acuiti dal problema al menisco. I 45' con gol disputati contro l'Alessandria sono un buon segnale ma devono essere presi con le molle: al momento è ancora in dubbio la sua convocazione per Udine, eppure l'ottimismo in questo momento è il sentimento dominante. Un dubbio che può trasformarsi in certezza, un calciatore vicino all'addio che si potrebbe trasformare nel grande acquisto dell'estate. Il suo pregresso non lascia spazio a voli pindarici: ma con i punti fermi accumulati e una sola competizione in calendario, ci si può permettere di attendere senza ansia.
