Juventus, la restaurazione di Giuntoli: monte ingaggi abbattuto e rosa più giovane. Ma ora bisogna tornare in Champions
di Domenico MarcheseTimothy Weah
La rivoluzione di Giuntoli si è rapidamente trasformata in una restaurazione. Il mercato più temuto degli ultimi anni non ha cambiato il volto della Juventus e non ha intaccato le sue ambizioni: questa è stata la miglior notizia di mercato per i bianconeri. Arrivato con il curriculum dello scopritore di talenti, Giuntoli si è affiancato a Manna e ha abbattuto il monte ingaggi e fatto cassa con chi non era più nel progetto tecnico del club, preservando Vlahovic, Chiesa e Bremer, i tre pezzi pregiati della rosa. La permanenza dei due attaccanti è stata il vero colpo pregiato del mercato bianconero: senza nulla togliere a Weah, l'unico nuovo arrivo oltre alla prima occasione per Cambiaso, la loro conferma vale oro.
Una rosa ringiovanita in attesa d…
La rivoluzione di Giuntoli si è rapidamente trasformata in una restaurazione. Il mercato più temuto degli ultimi anni non ha cambiato il volto della Juventus e non ha intaccato le sue ambizioni: questa è stata la miglior notizia di mercato per i bianconeri. Arrivato con il curriculum dello scopritore di talenti, Giuntoli si è affiancato a Manna e ha abbattuto il monte ingaggi e fatto cassa con chi non era più nel progetto tecnico del club, preservando Vlahovic, Chiesa e Bremer, i tre pezzi pregiati della rosa. La permanenza dei due attaccanti è stata il vero colpo pregiato del mercato bianconero: senza nulla togliere a Weah, l'unico nuovo arrivo oltre alla prima occasione per Cambiaso, la loro conferma vale oro.
Una rosa ringiovanita in attesa delle coppe
L'undici titolare di Allegri, con tutte le variabili del caso che hanno portato il tecnico a cambiare sempre formazione, è a grandi linee lo stesso della passata stagione. L'unico cambio strutturale è stato la sostituzione del 35enne Cuadrado con il 23enne Weah a destra, mentre Cambiaso, rientrato dal prestito al Bologna, ha scalzato Kostic prendendosi la fascia sinistra. É in attacco, però, con le conferme di Vlahovic e Chiesa e la loro condizione fisica in miglioramento dopo un'annata travagliata, che la Juventus ha saputo resistere alla voglia di cambiamento di entrambi. Giuntoli, in collaborazione con Allegri, li ha riportati al centro del progetto nonostante lo scambio tra Vlahovic e Lukaku che, in certi frangenti, è sembrato prossimo alla conclusione. Sono mancate le offerte irrinunciabili, quelle in grado di far crollare il termine "incedibili" pronunciato a inizio insediamento dal dirigente toscano. Nei piani societari, i due si dovranno riprendere la scena in questa stagione e il prossimo anno, quando arriveranno le attenzioni dei grandi club, la Juventus sarà più "forte" e magari in Champions.
Le cessioni e i prestiti
Come risolvere il problema dei mancati introiti Champions e della sostenibilità? Vendendo chi non rientrava più nel progetto. È qui che la Juventus ha mostrato un vero cambio di marcia, piazzando Zakaria al Monaco per 20 milioni, colpo in uscita da dieci e lode, e De Winter al Genoa per 10 milioni. Non solo, perché anche Rovella e Pellegrini sono stati una buona iniezione di liquidità seppur tra due anni dopo il prestito biennale. L'esterno non rientrava nei piani del club mentre il regista è stato sacrificato anche per i dubbi sulla sua continuità. È stato ceduto in prestito con diritto di riscatto anche Arthur, l'oggetto misterioso di questi anni: il suo ingaggio sarà pagato metà dalla Juventus e metà dalla Fiorentina, abbattendo il monte ingaggi che era già stato alleggerito degli stipendi di Di Maria, Paredes e Cuadrado. L'ultima operazione di mercato del club è stato il rinnovo di Yildiz, che ha firmato un prolungamento fino al 2027: a soli 18 anni il turco-tedesco è diventato un punto di riferimento per il futuro ma anche una risorsa per il presente. Una vera svolta per il progetto Next Gen.
Massimiliano Allegri
I possibili addii
Se in Italia il mercato è definitivamente chiuso fino alla finestra invernale, in Arabia Saudita resterà aperto fino al 7 settembre. Con Vlahovic, Chiesa e Bremer intoccabili, lo sguardo rapace della nuova Saudi Pro League potrebbe posarsi su due elementi della rosa di Allegri, Kostic e Pogba. Il serbo è sceso nelle gerarchie visto il grande inizio di stagione di Cambiaso e Iling-Junior, la sua valutazione lo rende appetibile a diversi club sauditi: la Juventus lo valuta 25 milioni di euro ma i dubbi sulla sua partenza permangono. A destra, con De Sciglio indisponibile fino alla fine dell'anno, c'è il solo Weah o Cambiaso con la sua versatilità: anche se c'è una sola competizione nel calendario bianconero, Allegri vuole contare su una rosa completa in ogni zona del campo. Per quanto riguarda Pogba, già al centro delle avance arabe, la sensazione è che voglia rimanere a Torino dove sta iniziando ad accumulare minuti: il passato tormentato potrebbe iniziare a dissolversi e nonostante i tanti soldi proposti, restituire la fiducia concessa dalla Juventus lo scorso anno è la scelta definitiva del Polpo. La Juve resta questa, senza cessioni eccellenti ma senza grandi acquisti: nonostante le novità siano sempre affascinanti, la ricostruzione parte con solide basi.