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Vlahovic è pronto a riprendersi la Juve: sarà il leader contro l’Atalanta

Vlahovic è pronto a riprendersi la Juve: sarà il leader contro l’Atalanta

Il serbo titolare su un campo dove la scoirsa stagione visse un brutto episodio di razzismo. Al suo fianco ballottaggio tra Chiesa e Milik

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TORINO – Dusan Vlahovic ha ricaricato le batterie ed è pronto a prendersi la Juventus sulle spalle. Nel trittico di partite che dirà qualcosa in più sulle reali ambizioni stagionali dei bianconeri, il centravanti serbo, a mezzo servizio contro il Lecce, è pronto a riprendersi una maglia da titolare al fianco di Chiesa, anche se non è da escludere che Allegri possa affidarsi nuovamente a Milik. L'azzurro non ha ancora staccato la spina ed è il quinto calciatore più utilizzato in questo primo scorcio di stagione, leader tra gli attaccanti: considerando la stagione passata, in cui ha faticato a trovare continuità, e l'importanza che Allegri dà ai cambi a partita in corso, immaginare una coppia Milik-Vlahovic non è un azzardo.

Vlahovic, il riposo prima del ritorno

Contro il Lecce, Vlahovic ha iniziato dalla panchina, venendo da una settimana in cui il suo utilizzo è stato centellinato anche in allenamento. Niente di preoccupante, semplice precauzione: il percorso del centravanti è stato studiato nei minimi dettagli, tra pause e riprese, terapie e lavoro specifico per trasformare in un lontano ricordo la sfibrante pubalgia che lo ha trasformato per un periodo in un calciatore mediocre. tormentandolo nel fisico e nella testa. Ecco perché è stato lui il primo a fermarsi, visto anche il nervosismo emerso contro il Sassuolo: ormai lo staff conosce alla perfezione il serbo, il suo umore condizionato spesso dalla stanchezza. Soprattutto conosce le motivazioni che lo animano, che lo fanno andare oltre: tornare al massimo della condizione a Bergamo, dove qualche mese fa visse uno dei momenti più brutti della sua carriera con gli insulti razzisti da parte dei tifosi atalantini, è un desiderio del serbo.

Tenere il passo delle prime

Se la partita con l'Atalanta di domenica pomeriggio è un appuntamento chiave per Vlahovic, lo sarà anche per la Juventus. "Uno scontro diretto" è stata la sintesi di Allegri, che contro i nerazzurri affronterà il primo appuntamento di un ciclo di tre partite chiave, che dirà quanto i bianconeri siano in grado di gestire la pressione e l'importanza dell'appuntamento. Tre sfide che fungeranno quasi da esame di riparazione post Sassuolo, quando la vetta era alla portata, anche solo per una notte, e la Juventus si è sciolta. Contro i nerazzurri l'osservato speciale sarà Vlahovic, le cui frizioni con il tifo bergamasco sono iniziate quando vestiva ancora la maglia della Fiorentina, esattamente come accaduto prima a Chiesa: l'episodio della scorsa stagione ha contribuito a rendere ancora più infuocato l'avvicinamento alla sfida contro la squadra di Gasperini. Juventus e Atalanta sono separate da un solo punto in classifica, graduatoria che vede sette squadre in quattro punti: se Fiorentina e, soprattutto, Lecce sono lì dopo una partenza oltre le aspettative, tenere il passo di Milan, Inter e Napoli sarà fondamentale per presentarsi nelle prime quattro a Natale.

Tre partite chiave a metà girone d'andata

Dopo la sfida con l'Atalanta, si tornerà in campo nel pomeriggio di sabato 7 ottobre, quando all'Allianz Stadium ci sarà il derby contro il Torino. La differenza di valori in campo, specialmente considerando gli ultimi 18 anni, è evidente: tuttavia l'aspetto psicologico sarà fondamentale e la rosa di Juric, rinnovata e con l'ex atalantino Zapata al centro dell'attacco, non permette di sottovalutare l'impegno. Dopo la sfida con il Torino, ci sarà la trasferta di San Siro contro il Milan, una finestra sulla corsa scudetto che, a metà del girone d'andata, potrà dare indicazioni interessanti sulla lotta per il tricolore. A patto che le due uscite precedenti dei bianconeri forniscano punti e soprattutto spunti tattici interessanti: dopo le prime giornate, la vittoria di Lecce è stata un passo indietro dal punto di vista del gioco ma un netto miglioramento per la tenuta difensiva e mentale. Servivano i tre punti e niente di più, numeri per corroborare l'animo ferito a Reggio Emilia e niente altro: aver compiuto la missione è stato un segnale positivo dopo il tracollo mentale contro il Sassuolo.

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