Allegri: “Alla Juve nessuno rifiuta la parola scudetto, ma serve realismo”
di Domenico Marchese , Domenico MarcheseTORINO – Trentacinque giorni dopo aver vanificato la prima occasione di andare a dormire da sola in testa alla classifica, la Juventus di Allegri proverà nuovamente a rivivere quell'ebbrezza che manca ormai dal lontano 1 agosto 2020. Servirà una vittoria nel match del sabato sera contro il Verona all'Allianz Stadium per mettere il naso davanti e addormentarsi da capolista solitaria: riuscirci permetterebbe di mettersi alle spalle il precedente tentativo vanificato, quello naufragato contro lo scoglio Sassuolo e contro il calo di concentrazione di tutta la squadra.
La parola scudetto non è tabù
Vincere e conquistare la vetta, in attesa delle partite di Milan e Inter, vorrebbe dire aver compiuto quel passo in avanti che era mancato in precedenza, aggiungendo un altro tassello alla solidità di squadra e alla capacità di focalizzarsi sulla corsa per le posizioni che valgono un posto in Champions. Non solo, perché come si dice da tempo, lo scudetto si vince e si perde contro le piccole: "Nessuno rifiuta la parola scudetto, il calcio si vive di momenti - spiega Allegri -. Ma bisogna essere realisti, stiamo lavorando bene quotidianamente per migliorare, perché la Juventus abbia un futuro e consolidarlo, facendo crescere la squadra a livello tecnico e mentale. Bisogna essere molto bravi a fare questo, avere chiaro che l'obiettivo è entrare nelle prime quattro. Poi le valutazioni le faremo a fine stagione".
L'euforia prima del Sassuolo
Alla vigilia della partita persa 4-2 con i neroverdi, Allegri mise tutti in guardia sull'eccessiva euforia presente nell'ambiente e non solo. Contro il Verona, per non incappare negli stessi errori, la Juventus dovrà mettersi in pari con gli scaligeri a livello di intensità, provando a far valere il maggior tasso tecnico e la maggior qualità: "Ero sereno anche prima di Reggio Emilia, ma domani giocheremo in casa, ci sarà l'aiuto del pubblico. Noi dobbiamo giocare le partite mettendoci al pari degli altri, indipendentemente dalla qualità dell'avversario. Dobbiamo prendere tre punti per mantenere una buona media, tenere lontane le inseguitrici e fare un passo avanti. Ma serviranno concentrazione, pazienza e non sarà semplice: non dobbiamo buttare a mare quanto fatto domenica a San Siro". Sarà fondamentale avere le giuste motivazioni, perché le sfide contro le grandi si preparano da sole, vista l'importanza e il prestigio della partita, mentre contro chi lotta per non retrocedere è sempre più complicato toccare i giusti tasti: "Domani a livello di motivazioni è più difficile da preparare. Invece il Verona si deve salvare, fisicamente è forte quindi non bisogna cadere nella trappola che sia tutto più facile. Detto questo, da qui a fine anno deve regnare l'equilibrio, avremo anche delle difficoltà ma dobbiamo lavorare tutti i giorni".
Da Vlahovic e Chiesa ai dubbi di formazione
Ad esclusione di Alex Sandro, Danilo e De Sciglio, che staranno ancora fuori anche nelle prossime partite, non ci saranno forfait dell'ultima ora. Allegri potrà contare su Chiesa e Vlahovic, candidati a partire titolari anche se non ancora al meglio, specialmente l'italiano: "Chiesa è rientrato dopo tre settimane senza allenarsi, ma ha fatto una buona settimana. Vlahovic era già più avanti, il resto della squadra sta bene ma a parte i singoli". Sta guadagnando rapidamente posizioni Iling Junior, fino a oggi ai margini nonostante le aspettative riposte in lui e un'estate vissuta da obiettivo di mercato per le grandi della Premier League. L'inglese "si sta allenando bene", ma per il ruolo di esterno sinistro sarà corsa a due tra Kostic e Cambiaso. Infine un capitolo a parte le meritano le punizioni, visto che dopo i 4 gol della scorsa stagione, quest'anno le reti su calcio piazzato diretto sono mancate fino a oggi: "Forse bisogna prendere qualche punizione in più dal limite dell'area, perché calcianti ne abbiamo".