Dai fischi dell'Allianz Stadium alle dichiarazioni d'amore in diretta tv: "Amo questo club e indossare la fascia da capitano è un onore". Sembra passata un'eternità da quando Adrien Rabiot era un esoso oggetto misterioso, potenzialmente un clamoroso flop sul mercato degli svincolati. Anzi, il francese aveva ampiamente deluso le tante aspettative riposte in lui: sette milioni a stagione e la convinzione che potesse diventare il centrocampista del futuro o, nella peggiore delle ipotesi, una succosa plusvalenza dopo l'ingaggio a parametro zero. Quando la sua parabola alla Juventus sembrava conclusa, sotto la guida di Sarri prima e Pirlo poi, il ritorno di Allegri ha cambiato la sua vita professionale. Dopo il rinnovo estivo, per quanto annuale, oggi si parla di un'ulteriore estensione di contratto: la fascia da capitano indossata con il Milan ha completato la rinascita di Adrien in bianconero.
La fascia da capitano e il rinnovo di contratto
Contro il Milan a San Siro, Rabiot è stato il quarto francese a vestire la fascia di capitano della Juventus. L'infortunio di Danilo ha permesso al centrocampista di iscrivere il proprio nome dopo mostri sacri del calcio come Platini, Zidane, Trezeguet: la storia della Vecchia Signora. Servirà ancora tempo per poter accostare Rabiot a nomi di questo calibro, ma forse sarebbe anche un errore provarci: fantasisti che hanno vinto il Pallone d'oro come Roi Michel e Zizou, bomber da 171 reti come Trezegol.
Adrien invece è un centrocampista tutta sostanza e fisico, capace di iscrivere il proprio nome in quasi tutte le statistiche del club. La svolta della sua storia bianconera, come dicevamo, è stato l'arrivo di Allegri sulla panchina: "Ha un motore diverso dagli altri" ha sempre spiegato il tecnico, mostrando una particolare ammirazione per il suo modo di giocare, per la sua capacità di coprire ma anche di scatenare la sua progressione.
L'anno scorso ha scollinato oltre i dieci gol, arricchendo ulteriormente il proprio bagaglio tecnico grazie ai consigli e alla serenità che infonde in lui Allegri. I colloqui con mamma Veronique, la sua agente, sono in corso di svolgimento: allo studio il rinnovo pluriennale alle medesime cifre di quest'anno. I sette milioni che all'inizio sembravano una follia, oggi sono un affare almeno secondo la Juventus.
Un calciatore completo
Dall'infortunio di Danilo, da cui ha ereditato la fascia, è diventato l'unico calciatore della Juventus a non essere mai stato sostituito in questa stagione. Un attestato di stima ma anche una necessità, viste le difficoltà del centrocampo dopo le squalifiche di Fagioli e Pogba, che Rabiot ha ripagato nel migliore dei modi. Attualmente è il ventesimo in Serie A per chilometri percorsi in media con 11,298, ma è osservando all'interno della Juventus che le sue performance diventano fondamentali. Oltre alla rete segnata, ai due assist distribuiti e ai 4 gialli collezionati, è 3° per tiri tentati a partita con 1.7, davanti ad attaccanti come Milik, Kostic e Kean e dietro ai soli Vlahovic e Chiesa. Terzo anche per duelli aerei vinti dietro a due specialisti come Bremer e Danilo, primo per percentuale di passaggi completati con l'89%, prendendo in considerazione giocatori che abbiano totalizzato almeno metà delle partite. Efficace in attacco, dove è secondo per dribbling effettuati con 1.4 a partita dietro Chiesa (1.5), ma anche in difesa: primo per contrasti a partita con 2.3 contro gli 1.8 di Danilo, ma anche primo per dribbling subiti.
Il senso d'appartenenza
Domenica sera, dopo la vittoria contro il Milan, i social si sono scatenati tra chi si disperava per la fascia indossata da lui e chi ha ritenuto doveroso il premio nei confronti di un calciatore che con la maglia della Juventus ha sempre lottato. Divide la platea Rabiot, esattamente come Allegri: forse anche per questo sembrano fatti l'uno per l'altro. Entrambi, nei periodi delle tante critiche ricevute, non hanno mollato ma non hanno neanche abbassato il capo, rispondendo quando necessario per prendersi rivincite poi sul campo.
Se Allegri non è un predicatore del bel gioco, Rabiot non ruba l'occhio come i grandi fantasisti del passato: eppure oggi sono loro, insieme a Danilo e Bremer, Chiesa e Vlahovic, il ritratto della Juventus capace di soffrire e di far soffrire. Il futuro di Rabiot sembra essere ancora bianconero, specialmente se, come sembra, la squadra rimarrà in lotta per la qualificazione Champions fino all'ultimo. Tornare in Europa con il club che ha dichiarato di amare e continuare la grande tradizione dei calciatori francesi in bianconero: sembrava impossibile qualche anno fa, sembra la naturale prosecuzione oggi.
