TORINO – Mai titolare e mai in gol: quella del Franchi è una maledizione da sfatare per Vlahovic. Nel periodo in cui sta progettando e programmando il futuro insieme alla Juventus, il serbo si ritroverà di fronte il suo rumoroso passato. Per il centravanti il distacco è ancora recente e soprattutto mai affrontato direttamente: nelle due precedenti uscite toscane dei bianconeri, ha infatti collezionato la miseria di 14' in campo e naturalmente mai da titolare. Domenica nel turno che precede la sosta per le nazionali, Vlahovic giocherà dal primo minuto contro i viola, il colore che fino a due stagioni fa era una seconda pelle.
Mai titolare contro la squadra che l'ha lanciato
Dopo l'addio alla Fiorentina, consumatosi tra la positività al Covid e le voci di mercato che hanno mandato in fibrillazione la piazza toscana, Vlahovic non ha mai iniziato una partita da titolare al Franchi, lo stadio che l'ha adorato e supportato a lungo prima di quello che i tifosi viola considerano un tradimento. "Mai alla Juve" è una regola che in passato era un dogma ma che negli ultimi anni si è trasformata in una semplice indicazione, quasi mai rispettata: Bernardeschi, Chiesa e Vlahovic sono gli ultimi tre esempi. Nell'anno del passaggio alla Juventus, Vlahovic tornò a Firenze all'ultima giornata, il 21 maggio 2022: entrò in campo a 14' dalla fine venendo travolto dal risentimento dei suoi ex tifosi nei suoi confronti. Vinse la Fiorentina per 2-0, guadagnando la qualificazione in Conference League: il serbo diede appuntamento all'anno successivo al suo passato. L'anno seguente, però, rimase in panchina tutti i 90': non fu la pubalgia a metterlo fuori gioco ma una scelta tecnica di Allegri, forse la voglia di preservarlo da una nuova dose di fischi e non solo.
Un altro tabù da sconfiggere
Domenica al Franchi non ci sarà soltanto la sfida contro il passato viola per Vlahovic. Il centravanti non sta vivendo un momento brillante, dopo aver iniziato la stagione con quattro gol in altrettante partite. Anche se la pubalgia è alle spalle, la lombalgia, conseguenza del malanno precedente, lo ha messo fuori gioco quando sembrava lanciato verso un'annata in linea con le aspettative. Dalla doppietta con la Lazio del 16 settembre, Vlahovic non ha più ritrovato il gol, astinenza che domenica raggiungerà i 50 giorni. Tuttavia il minutaggio è in crescita dopo aver saltato Atalanta e Torino, altre due partite delicate per lui: contro il Milan è rimasto in campo poco più di mezz'ora mentre contro il Verona è partito titolare lasciando poi il campo per Milik, che ha di fatto deciso il risultato insieme a Cambiaso, autore del gol. Proprio la concorrenza è il vero problema del serbo: anche se è lui il titolare, oggi Kean e Milik danno più certezze ad Allegri vista la loro condizione fisica e mentale. Tornare al gol permetterebbe di sfatare due maledizioni: quello del Franchi e l'astinenza da quasi due mesi.
Un calciatore di carattere
Allegri è intenzionato a puntare su di lui per la prima volta a Firenze. Vlahovic è un ragazzo che in campo mostra grinta e un atteggiamento combattivo ma che soffre la pressione, essere il bersaglio delle tifoserie avversarie. La soffre ma riesce anche a reagire nel modo migliore: è successo a Bergamo lo scorso anno, quando la curva Pisani lo bersagliò con pesanti insulti razzisti e lui li punì con il gol proprio sotto la curva più calda del tifo, gol festeggiato zittendo gli avversari. Allegri si aspetta lo stesso a Firenze, la stessa reazione: ecco perché contro il suo passato Vlahovic avrà la prima occasione per affrontarlo. Se non dovesse essere dal primo minuto, vista la concorrenza, potrebbe avvenire a partita in corso e non certamente per uno spezzone: quella con la Fiorentina è una partita troppo importante per Dusan e per la Juventus, che a Firenze in campionato non vince dal 1 dicembre 2018. Una missione per entrambi, ribaltare il recente passato e continuare a correre per le posizioni che contano, in campionato e nella classifica marcatori.
