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Juventus e Palladino, intimi nemici: Allegri ritrova l’ex che sa far male ai bianconeri

Raffaele Palladino, 39 anni

Raffaele Palladino, 39 anni

 (fotogramma)

L’allenatore del Monza ospita la Signora, che ha già punito più volte dalla panchina e, ancor prima, da attaccante

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Già da calciatore, Raffaele Palladino non ha mai avuto pietà del suo primo amore a strisce bianconere. Nonostante le giovanili nella Juventus e l'esordio in prima squadra, ogni volta che l'ha incrociata sulla sua strada non ha mai lasciato spazio ai sentimenti, tranne nelle esultanze. Un'abitudine che l'allenatore del Monza non ha cambiato neanche quando è passato dal campo alla panchina, anzi l'ha addirittura perfezionata. Venerdì all'U-Power Stadium il tecnico dei brianzoli si presenterà al cospetto del suo passato, che secondo molti potrebbe diventare il suo futuro, con un ruolino di marcia più unico che raro: tre partite giocate, due vittorie in campionato e una sconfitta in Coppa Italia. Con lui il gol dell'ex ha raggiunto una nuova dimensione.

L'esordio in panchina contro la sua Juventus

Sedutosi sulla panchina del Monza a metà settembre 2022 al posto dell'esonerato Stroppa, Palladino si è subito ritrovato di fronte la Juventus di Allegri, assente per squalifica e sostituito da Landucci. L'esordio assoluto in Serie A fu un momento storico per l'ex attaccante: il 18 settembre il Monza conquistò il primo successo nel massimo campionato proprio alla prima assoluta di Palladino, sfruttando l'espulsione di Di Maria e un'amnesia di Gatti con una zampata di Gytkjaer. L'ennesimo dispiacere inflitto al suo passato ma anche il primo passo di una carriera che è solo all'inizio ma che promette benissimo. I brianzoli tentarono il bis a gennaio 2023 in Coppa Italia, prendendo le misure ma venendo sconfitti per 2-1 ed eliminati: dieci giorni dopo Ciurria e Dany Mota, un altro ex "irriconoscente", perfezionarono il tutto espugnando in campionato l'Allianz Stadium. Uno sceneggiatore di Hollywood non avrebbe saputo fare di meglio.

Un'abitudine iniziata in campo

Dopo le giovanili e i nove gol in 51 partite in bianconero, Palladino ha incontrato la Juventus con le maglie di Genoa e Parma, segnando due gol alla Vecchia Signora. L'11 aprile 2009, quando vestiva la maglia rossoblù, realizzò la rete del 3-2 finale all'88', dopo uno scatto da centometrista per sfruttare l'assist di Rossi: dopo aver superato Buffon, ha strozzato l'esultanza a fatica, sforzo necessario per non rinnegare il suo amore per il bianconero. Due anni dopo il teatro cambia, da Marassi allo Stadio Olimpico di Torino, ma non il finale: la Juventus di Del Neri crolla in casa contro il Parma per 1-4, con l'ultimo gol segnato proprio da Palladino. Anche in quel caso l'attaccante aveva da poco iniziato la sua nuova avventura: acquistato a titolo definitivo dai ducali due giorni prima della partita, subito in rete contro il suo passato.

Il futuro a breve e lungo termine

Allegri, che con Palladino ha un bilancio di una vittoria e due sconfitte, per quanto una "incassata" da Landucci, ha già messo in guardia i suoi: "Con il Monza non abbiamo mai vinto in campionato". Quando drizza le antenne la Vecchia Signora è difficile da sorprendere, ma il Monza non è più una sorpresa: sotto la guida di Palladino, Colpani ha spiccato il volo e la squadra gioca bene, è efficace ed esprime un calcio moderno, di ispirazione gasperiniana. Il Gasp è uno dei suoi maestri insieme a Juric, entrambi molto legati a Torino per diversi motivi. Con il contratto di Allegri in scadenza nel 2024, la Juventus deve decidere il suo futuro e Palladino è una delle soluzioni sul tavolo: giovane, juventino, moderno. Prima però c'è un tabù da rompere provando a batterlo per la prima volta in campionato da avversario. Per poi magari costruire insieme il futuro mettendo da parte i dispiaceri che solo un ex come lui sa dare.

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