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Allegri: “La Juve è diventata una squadra, ma ancora non basta. Scudetto? Inter favorita, lo ha detto Zhang”

Massimiliano Allegri

Massimiliano Allegri

 (reuters)

Bianconeri a Genova contro i rossoblù per l’ennesimo sorpasso alla capolista. Stop per Kean

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Dieci risultati utili consecutivi e il fiato sul collo dell'Inter non bastano a far dormire sonni sereni a Max Allegri. La trasferta di Genova contro i rossoblù è "uno scoglio difficile da superare" che i bianconeri dovranno affrontare senza Kean, "che starà fuori 3-4 settimane per risolvere il problema alla tibia" che lo attanaglia da tempo, ma anche con la leggerezza di chi non ha obblighi ma solo opportunità. Attenzione al Genoa degli ex, una squadra che "in casa ha numeri importanti, sono aggressivi, gioca un buon calcio e troveremo 3 ragazzi cresciuti nella Juve come Dragusin, De Winter e Vogliacco".

La corsa scudetto e le parole di Zhang

Perché l'obiettivo dei bianconeri è arrivare tra le prime quattro, magari strizzando l'occhio alla corsa scudetto, senza però la pressione dei favoriti: "Quest'estate credo che era difficile immaginare questa classifica - è il pensiero del tecnico -. La Juve è partita sapendo i propri limiti, ha lavorato sul costruire una squadra: lo siamo diventati ma non basta ancora. Bisogna avere i piedi per terra, tenere l'equilibrio, un risultato che va male può cambiare la visione del futuro e non deve succedere. Bisogna gestire i momenti, dobbiamo pensare a Genova domani perché è uno scoglio molto grosso e importante da superare".

Eppure se dovesse vincere a Marassi si realizzerebbe l'ennesimo sorpasso alla capolista, in attesa dell'impegno dell'Inter contro la Lazio. Nerazzurri che, secondo il tecnico, sono i veri favoriti: "Lo sono perché la squadra è stata costruita per vincere, l'hanno detto loro, l'ha detto Zhang alla cena di Natale. L'obiettivo è la seconda stella e quindi vincere il campionato. Il nostro percorso é diverso, ci sono giocatori che stanno facendo bene ma non dobbiamo accontentarci e lavorare per migliorare. Una partita non decide il campionato, ci sono da gestire i momenti in cui arrivano le cose difficili".

Il forfait di Kean e il recupero di Rabiot

In mezzo al campo ci sarà Rabiot, che ha recuperato dopo il problema fisico emerso in settimana, mentre si fermerà per un mese Kean, che ha alzato bandiera bianca dopo aver stretto a lungo i denti: "Abbiamo deciso di fermarlo, quel problema alla tibia l'abbiamo portato avanti, lui è stato bravo ad allenarsi e soffrire con il dolore. Tuttavia è arrivato il momento di fermarlo per 3-4 settimane per risolvere. Gli altri invece sono a disposizione, compreso Weah, mentre De Sciglio il prossimo anno saremo vicini a riaggregarlo al gruppo". Senza Kean ci sarà "più spazio per Yildiz, che sta crescendo come gli altri ragazzi", anche se il ruolo di titolari spetta a Chiesa e Vlahovic: "Sono molto contento degli attaccanti, nelle ultime 3 soprattutto Dusan ha fatto buone partite tecniche anche se non ha fatto gol, è anche in buona condizione fisica e mentale, magari domani può far gol. All'inizio i gol di Chiesa e Vlahovic hanno garantito i punti, poi hanno segnato centrocampisti e difensori per fortuna. L'importante è l'atteggiamento, gli attaccanti che pressano ci permettono di difenderci meglio".

Chiellini e Bonucci, passato e futuro della Juventus

Si pensa al presente ma anche al passato, specialmente nella settimana in cui Chiellini ha salutato il mondo del calcio giocato e Bonucci ha esternato la sua volontà di allenare in futuro, magari proprio la Juventus: "Giorgio da ragazzo intelligente ha fatto una carriera straordinaria, ora ha finito un pezzo della sua vita e ne comincia una nuova. Dovrà decidere, ha tutte le caratteristiche per ricoprire diversi ruoli, starà a lui scegliere, sarà un percorso diverso. Dovrà rimettersi in discussione e Giorgio ha queste caratteristiche. Su Bonucci credo sia sua intenzione fare l'allenatore, gli auguro il meglio per quando smetterà e inizierà un percorso di allenatore e magari ne avrà le qualità e le possibilità. Se uno è intelligente deve iniziare un percorso diverso".

La scelta compiuta da Allegri in passato, che l'ha portato a sedersi su panchine prestigiose come quelle di Milan e Juventus ma soprattutto ad entrare nel novero dei grandi allenatori, come evidenziato da Ancelotti: "Se mi ha messo insieme a lui e Mourinho è un onore, è uno dei più vincenti del mondo, Mourinho dimostra anche quest'anno che è sempre criticato ma la Roma è quarta. Ci sono tanti giovani bravi che devono fare carriera, gli anziani prima o poi dovranno essere sostituiti, noi cerchiamo di difenderci bene. Ho sempre sentito dire da chi ha più esperienza che non c'è un metodo vincente, nessuno ha la verità sul calcio, ci sono troppe variabili". Smentito anche il luogo comune sul suo amore per l'1-0: "Il risultato perfetto è 3-0, soffrirei di meno, ma se facciamo 1-0 va bene lo stesso, l'importante è vincere". Anche a Genova, dove la Juve ha sempre fatto fatica ma dove potrà sorpassare nuovamente l'Inter

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