TORINO – La Juventus mette in pausa il campionato per concentrarsi sulla Coppa Italia, l'unica competizione alternativa alla Serie A che i bianconeri giocheranno in questa stagione anomala. Un obiettivo concreto, reale e da inseguire fino all'ultimo, come da tradizione per il club: "Ci teniamo, la Juve ci ha sempre tenuto - è la conferma di Allegri -. Giochiamo per Coppa Italia e campionato, domani iniziamo contro una squadra che ha vinto a Verona, è in buon stato. Dobbiamo cercare di approdare ai quarti". Se non si tratta di un testacoda, però, poco ci manca, visto che la Salernitana attualmente è all'ultimo posto: nella coppa delle sorprese, come dimostrano i ko di Inter e Napoli, bisognerà comunque tenere alta l'attenzione. "Il campionato è un percorso di 38 partite, ed è diverso dalla coppa. Le eliminazioni di Inter e Napoli ci devono far tenere le antenne dritte. In una partita può succedere di tutto".
L'undici titolare e i turni di riposo
Allegri ha confermato che schiererà la miglior formazione possibile, anche se qualche titolare riposerà necessariamente. Non tanto per la necessità di riprendere fiato, un solo impegno a settimana è facilmente gestibile da un calciatore, quanto per la necessità di coinvolgere anche chi gioca meno durante la stagione: "Sicuramente giocherà Perin in porta, poi Rugani e Chiesa. Locatelli è squalificato domenica in campionato: andrà in campo la migliore formazione per ottenere il massimo risultato". Anche per continuare a far sognare i tifosi dell'Allianz Stadium, impianto che sarà esaurito anche in Coppa Italia così come è stato spesso in campionato. Perché anche i tifosi sognano un trofeo, di tornare ad alzare una coppa mentre si coltiva il sogno scudetto: "La Coppa Italia è sempre importante, giochiamo per vincere trofei. Bisogna allenarsi per fare un passettino alla volta, domani Salernitana poi in campionato contro di loro".
Un "passettino alla volta"
L'espressione è stata abusata da Allegri in conferenza stampa, quasi a voler rimarcare la necessità di non farsi prendere dall'entusiasmo ma di continuare a lavorare come sempre. Lo dovranno fare tutti, compreso il giovane Yildiz, che sta bruciando le tappe mettendosi in mostra al grande calcio europeo con prestazioni incredibili per un diciottenne: "Domani non giocherà. Per quanto riguarda il momento, quando un giovane gioca viene sempre esaltato, ma l'importante è restare sereno, continuare a lavorare. Non sono due partite a decidere se sarai un campione, bisogna lavorare giorno per giorno. Il resto sono chiacchiere che vengono strumentalizzate: è un giocatore bravo ma che ha giocato solo due partite alla Juventus". Meglio pensare alla Salernitana in coppa, per poi concentrarsi alla trasferta a Salerno di domenica in campionato: "Al campionato non ci sto pensando, domani c'è la coppa. Rappresentiamo la Juventus e qualunque partita si giochi va sempre fatta al meglio, con il giusto approccio. Sappiamo benissimo che un pareggio fatto in campionato dalla Juventus è diverso dagli altri, la pressione è diversa, mediaticamente è diverso: oneri e onori, è il bello di essere qui".
Il mercato e i giovani
Dopo le tante voci dei mesi scorsi, è arrivato il periodo del mercato che la Juventus, a meno di clamorosi colpi di scena, dovrà affrontare con l'intento di far quadrare i conti. Acquistare, insomma, solo dopo aver fatto cassa: "Ci sono i direttori che vigilano e guardano l'andamento del mercato. Pensiamo a lavorare, Pogba e Fagioli sono usciti da 4-5 mesi, la squadra sta crescendo singolarmente e collettivamente". Meglio attingere dal serbatoio delle giovanili, considerando anche che alcuni giovani, come Miretti, sono stati utilizzati poco nell'ultimo periodo: "Di Fabio sono molto contento. Dopo Firenze, dove ha fatto un gol importante, troverà il suo spazio, è un giocatore importante, può solo crescere quindi rimarrà alla Juventus e non andrà in prestito".
