TORINO — I primi giorni di Carlos Alcaraz alla Juventus sono stati un concentrato di emozioni, dall'arrivo alla Continassa fino all'esordio inaspettato a San Siro contro l'Inter. Una manciata di minuti che sembravano presagire a un impiego massiccio, per lenire le fatiche della mediana sfibrata dai tanti minuti e dai pochissimi cambi a disposizione. Oggi, quasi tre settimane dopo il suo sbarco nel mondo bianconero, l'esordio è stato un episodio isolato: il centrocampista scuola Racing sta scalpitando ma contemporaneamente faticando a trovare spazio. Anche se i segnali lanciati da McKennie e Rabiot lasciano presagire a un suo impiego imminente, probabilmente già dalla trasferta di Verona.
McKennie e Rabiot sono stanchi
Nelle ultime tre partite il reparto più in difficoltà della squadra di Allegri è sembrato il centrocampo. McKennie sta pagando le fatiche di una stagione che l'ha visto trasformarsi da punto interrogativo della rosa in esclamativo, metamorfosi che l'ha reso indispensabile per Allegri specialmente dopo le squalifiche di Pogba e Fagioli. L'unica partita saltata dallo statunitense è stata quella con il Sassuolo al ritorno, fermato dai cartellini gialli accumulati. Rabiot, invece, sta ancora pagando lo stop per il problema al polpaccio, riacutizzatosi a ridosso della sfida con l'Inter e che l'ha costretto a fermarsi contro Lecce ed Empoli: al rientro ha perso lo smalto di un tempo. Nonostante ciò le scelte di Allegri contro l'Udinese sono ricadute su altri: Nicolussi Caviglia al posto di Locatelli e il dirottamento di Yildiz nel ruolo di mezzala.
Le condizioni di Alcaraz e le scelte di Allegri
La decisione del tecnico bianconero di non inserirlo è stata puramente tecnica, dovuta anche alla necessità di rinforzare l'attacco con l'inserimento di Cerri: "C'era bisogno di altri in campo e sono contento di quanto sta facendo", ha raccontato Allegri. Perché fino a oggi Alcaraz ha stupito per le condizioni in cui si è presentato alla Continassa, tirato a lucido dal lavoro svolto con il Southampton che gli ha permesso di eccellere nei test fisici eseguiti subito dopo il suo arrivo. Inoltre l'inserimento nel finale contro l'Inter testimonia la fiducia o quantomeno la curiosità di Allegri nello sfruttare l'unico innesto arrivato dal mercato di gennaio: difficile ipotizzare una bocciatura in un tempo così breve.
Alcaraz e l’occasione di Verona
Nelle prossime partite iniziando dalla trasferta di Verona ci sarà spazio per lui, magari già dal match del Bentegodi a partita in corso. Tra Verona e Frosinone in casa, Allegri dovrà capire quanto potrà dare Alcaraz alla causa bianconera presente e, naturalmente, futura: i 49,5 milioni di riscatto sono una cifra ingente, che potrebbe essere leggermente limata da una trattativa estiva. Servirà però la volontà di confermarlo a Torino, di puntare su di lui: per farlo sarà fondamentale conoscerlo a fondo. Dopo il Frosinone, infatti, la Juve andrà in trasferta a Napoli, ospiterà Atalanta e Genoa per poi volare a Roma contro la Lazio: un ciclo al termine del quale Allegri potrebbe avere in tasca la qualificazione alla Champions, dando il via alla programmazione per la prossima stagione. Due partite, Verona e Frosinone, per capire quanto potrà apportare Alcaraz alla causa bianconera e trasformarsi da oggetto misterioso del mercato in un tassello per la ricostruzione bianconera.
