Allegri: “Ho avuto la fortuna di far parte di questo club. Il Dna della Juve va rispettato”

Massimiliano Allegri, 56 anni 
Le parole del tecnico bianconero alla vigilia della sfida contro la Roma che potrebbe regalare la matematica certezza del pass Champions
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A tre punti dalla Champions, a patto che arrivino domenica sera all'Olimpico. La Juventus prepara la partita più importante di questa volata finale per gli ultimi obiettivi stagionali: per i bianconeri è il pass per la principale coppa europea, per il prestigio nel partecipare alla prima edizione rinnovata, ma soprattutto per i benefici economici che la qualificazione porterebbe nelle casse societarie. Contro la Roma di De Rossi l'unico risultato da evitare sarà la sconfitta, che riporterebbe a -3 i giallorossi e farebbe riavvicinare anche l'Atalanta. Di contro vincere significherebbe qualificazione matematica, la fine di una via crucis iniziata alla fine di gennaio, il primo passo di un percorso che ha portato dalla lotta scudetto all'incertezza del pass Champions: "Il calcio è quasi impossibile da spiegare - ha raccontato Allegri in conferenza stampa -. Ci sono momenti della stagione in cui va tutto bene e altri in cui diventa più difficile ottenere risultati positivi. Ora dobbiamo …

A tre punti dalla Champions, a patto che arrivino domenica sera all'Olimpico. La Juventus prepara la partita più importante di questa volata finale per gli ultimi obiettivi stagionali: per i bianconeri è il pass per la principale coppa europea, per il prestigio nel partecipare alla prima edizione rinnovata, ma soprattutto per i benefici economici che la qualificazione porterebbe nelle casse societarie. Contro la Roma di De Rossi l'unico risultato da evitare sarà la sconfitta, che riporterebbe a -3 i giallorossi e farebbe riavvicinare anche l'Atalanta. Di contro vincere significherebbe qualificazione matematica, la fine di una via crucis iniziata alla fine di gennaio, il primo passo di un percorso che ha portato dalla lotta scudetto all'incertezza del pass Champions: "Il calcio è quasi impossibile da spiegare - ha raccontato Allegri in conferenza stampa -. Ci sono momenti della stagione in cui va tutto bene e altri in cui diventa più difficile ottenere risultati positivi. Ora dobbiamo guardare soltanto avanti, saranno venti giorni importanti per noi".

Il piano perfetto sarebbe mettere al sicuro la qualificazione domenica e concentrarsi su un altro appuntamento chiave all'Olimpico, la finale di Coppa Italia del 15 maggio con l'Atalanta: "Domani ci attende una partita bella in uno stadio meraviglioso, contro una squadra forte che ha giocatori in organico che possono risolvere la partita come Dybala, Pellegrini, Paredes che sta facendo bene quest'anno. Bisogna prepararsi a una bellissima partita". Da giocare senza Yildiz, fermato da una gastroenterite, e Alex Sandro.

Allegri contro De Rossi, generazioni a confronto

Entrambi centrocampisti, anche se Allegri era più avanzato, entrambi allenatori, con De Rossi da poco ai piani alti del calcio. Roma contro Juventus è anche la sfida tra due tecnici agli antipodi per storia e percorso, ma accomunati dal rispetto reciproco. Alle parole di De Rossi, che ha elogiato Allegri alla vigilia della partita, fanno seguito quelle del tecnico bianconero: "Ringrazio Daniele per le sue parole, io ho giocato con suo papà nel Livorno nell'86, ero bambino e lui stava finendo di giocare: è una persona meravigliosa. Daniele ha dato entusiasmo, spensieratezza nonostante non si debba dimenticare il lavoro di Mourinho: nel calcio si dimentica troppo spesso, ha portato la Roma a due finali in due anni. Credo che Daniele possa fare una buona carriera. Troveremo una Roma quasi all'ultima spiaggia, arrabbiata da giovedì e che vuole tornare a combattere per le prime quattro in campionato".

Non l'avversaria migliore per una squadra, la Juventus, che non vince lontano da Torino dal 21 gennaio, quando una doppietta di Vlahovic e un gol di Bremer regolarono per 0-3 il Lecce: "Vedremo se riusciremo a tornare alla vittoria, l'ultima è stata a Lecce: sarà una partita bella e affascinante ma anche complicata". Una sfida che potrebbe mettere fine al periodo nero della Juventus, reduce, come espresso da Galeone, il maestro di Allegri, da un girone d'andata da 8,5 e un ritorno da 4: "Sono dati di fatto. All'andata abbiamo fatto 46 punti, nel ritorno non siamo riusciti a ripeterci, abbiamo fatto molto peggio. Nonostante ciò siamo lì, vicini alla Champions. Dobbiamo rimanere concentrati e attenti finché la matematica non ci dà la certezza, il calcio ti regala sempre delle sorprese".

Volti noti e assenze illustri

Dall'altra parte ci saranno Dybala, Paredes e Hujisen, passato e, nel caso dell'olandese con passaporto spagnolo, futuro della Juventus. La Joya ha trovato a Roma la sua dimensione, risultando decisivo in diverse occasioni, mentre il difensore ha scelto il giallorosso e dopo qualche passaggio a vuoto sta trovando continuità: "Hujisen è giovane, avrà un futuro importante. Dybala è un giocatore straordinario a livello tecnico, anche quest'anno ha dimostrato di essere un calciatore di valore assoliuto. Paredes non ha fatto bene l'anno scorso ma non si discute il giocatore: a volte cambi squadra e fai meglio, ma il valore di Paredes non si discute". Sul fronte bianconero mancherà Alex Sandro, che dovrà rinviare ancora una volta l'aggancio a Nedved al primo posto per presenze in bianconero tra gli stranieri. Oltre al brasiliano non ci sarà neanche il giovane turco Yildiz, che rimarrà a Torino fermato da una gastroenterite, assenza che rilancia Chiesa al fianco di Vlahovic: "Ho parlato con Dusan come con tutti, in settimana è stato anche bene. Le punte stanno discretamente bene, quando fanno gol nelle partitine vuol dire che stanno bene. Ho scelte davanti che anche a partita in corso possono essere importanti. Spiace non avere Yildiz ma Kean sta meglio, Milik è in fiducia dopo il gol qualificazione in Coppa Italia, sabato con il Milan ha fatto bene. Abbiamo quattro partite di campionato e una di coppa, abbiamo bisogno di tutti".

Tra il ricordo del Grande Torino e il futuro

Inevitabile un approfondimento sul Grande Torino il 4 maggio, il giorno della commemorazione della squadra scomparsa tragicamente il 4 maggio 1949 a Superga: "Una squadra che ha fatto la storia del calcio italiano e mondiale dell'epoca, un giorno memorabile e quindi è giusto ricordarlo con grande affetto". Altrettanto inevitabile avere il punto di vista di Allegri sul rinvio di Atalanta-Fiorentina a fine campionato, quando i giochi saranno praticamente fatti, decisione che aveva scatenato la reazione tra i tanti di Tudor: "Fortunatamente il nostro destino è nelle nostre mani, siamo davanti e dobbiamo essere bravi a fare punti. Il calendario è pieno, le soluzioni sono due: o spostare la partita di Coppa Italia o il campionato. L'anno prossimo sarà peggio tra la Champions e il Mondiale, speriamo non vengano rimandate le partite".

Quando si parla dell'anno prossimo, riaffiorano i dubbi sulla prosecuzione del rapporto con Allegri, sul suo futuro e sulla panchina che in molti sussurrano possa essere affidata a Thiago Motta, protagonista ieri sera del pareggio 0-0 contro il Torino di Juric. Un nome, quello del tecnico del Bologna, che Allegri non pronuncia mai glissando sulle parole di Juric, che aveva elogiato proprio l'allenatore italo-brasiliano: "Stanno facendo un'ottima stagione e nessuno se l'aspettava. La mia juventinità? Ormai sono 8 anni più 2 che non ho allenato, 10 che vivo a Torino. Ho avuto la fortuna di far parte di questa famiglia, di questo club, che ha un Dna unico come altre squadre. Difficilmente cambierà. Può essere modellato, ma non cambiato. Il Dna di ogni società va rispettato".

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