ROMA - Meno 24 ore al derby. Cresce l'attesa e le due squadre si avvicinano alla partita che vale una stagione. Nonostante i tentativi mantenere sereni gli animi l'ambiente è già caldo: in mattinata sono arrivati dei messaggi intimidatori ad alcuni giocatori della Lazio da parte di tifosi romanisti. Il tutto "è già stato denunciato alle autorità preposte", sottolinea il responsabile della comunicazione Stefano De Martino. Si apre così la conferenza stampa della vigilia, che per l'occasione si è tenuta proprio all'interno dello Stadio Olimpico. Ci sono Petkovic e Mauri per presentare una partita che vale una stagione: "Vale tanto - ammette il tecnico - perché vincere una competizione non è mai facile. Non tutti hanno avuto la fortuna di arrivare in finale, siamo orgogliosi del nostro percorso. Ci aspettavamo di più in stagione, ma vincere una Coppa del genere dà un grande valore. L'importante è non pensare a tutto questo ma solo a dare il massimo. Con la positività possiamo raggiungere l'obiettivo".
PETKOVIC: "IMPORTANTE PENSARE IN MODO POSITIVO" - L'ultimo rimasto per non rendere fallimentare una stagione, dopo un campionato buttato via nel girone di ritorno e l'eliminazione dall'Europa League ai quarti di finale: "Non penso che in caso di sconfitta diventi fallimentare, ma sicuramente deludente perché siamo arrivati fino in fondo in tutte le competizioni. Ma adesso dobbiamo guardare tutto in modo positivo, combattente e fare di tutto per vincere quest'ultima sfida". Sarà importante incanalare l'inevitabile nervosismo e tensione nella giusta direzione: "Un po' di nervosismo ci deve essere, sarebbe brutto che i giocatori non sentissero la pressione. Significherebbe che non siamo pronti a vivere una partita del genere. A Norcia ho visto un gruppo compatto, che ha vissuto questa settimana tutti insieme ma con spirito sereno che voglio vedere anche in campo". In ritiro la squadra ha lavorato intensamente dal punto di vista psicologico, anche con il mental coach Sandro Corapi: "Ho già avuto esperienze di questo tipo, lui ci aiuta a innalzare le nostri doti e potenzialità. È un percorso appena iniziato e abbiamo voglia di continuare. Come allenatore è molto utile la sua figura anche nel rapporto con i singolo calciatori. Nel calcio sono tecniche innovative che ancora non sono molto diffuse".
MAURI NON HA DUBBI: "LA MIA PARTITA PIÙ IMPORTANTE" - Per Stefano Mauri non sarà la prima finale, ma questa ha senza dubbio un sapore particolare: "Forse si tratta della partita più importante della mia carriera. Abbiamo giocato altre finali di Coppa con la Lazio, ma questa per quello che riveste sia a livello locale che italiano, penso sia la più importante". Soprattutto per come si è sviluppata questa stagione: "Le aspettative erano diverse, a maggior ragione dopo l'inizio di campionato quando abbiamo girato a dicembre-gennaio in posizione molto alta in classifica. Poi per una serie di motivi sono andate un po' male le cose e questa partita serve un po' per raddrizzare la stagione". Difficilmente scenderà in campo dal primo minuto. Un infortunio ne ha condizionato l'ultima parte di campionato, ma il capitano della Lazio è pronto per dare il suo contributo: "La formazione la farà il mister. Io posso solo dire che sono pronto e che mi sono andato a curare all'estero per essere a disposizione per questa partita". A prescindere dal suo impiego o meno dal primo minuto, Mauri sarà determinante anche per creare la giusta atmosfera all'interno dello spogliatoio: "In questi momenti non bisogna essere troppo tranquilli. Si deve saper gestire la tensione, portarla dalla propria parte e sfruttarla in campo".
PETKOVIC: "IMPORTANTE PENSARE IN MODO POSITIVO" - L'ultimo rimasto per non rendere fallimentare una stagione, dopo un campionato buttato via nel girone di ritorno e l'eliminazione dall'Europa League ai quarti di finale: "Non penso che in caso di sconfitta diventi fallimentare, ma sicuramente deludente perché siamo arrivati fino in fondo in tutte le competizioni. Ma adesso dobbiamo guardare tutto in modo positivo, combattente e fare di tutto per vincere quest'ultima sfida". Sarà importante incanalare l'inevitabile nervosismo e tensione nella giusta direzione: "Un po' di nervosismo ci deve essere, sarebbe brutto che i giocatori non sentissero la pressione. Significherebbe che non siamo pronti a vivere una partita del genere. A Norcia ho visto un gruppo compatto, che ha vissuto questa settimana tutti insieme ma con spirito sereno che voglio vedere anche in campo". In ritiro la squadra ha lavorato intensamente dal punto di vista psicologico, anche con il mental coach Sandro Corapi: "Ho già avuto esperienze di questo tipo, lui ci aiuta a innalzare le nostri doti e potenzialità. È un percorso appena iniziato e abbiamo voglia di continuare. Come allenatore è molto utile la sua figura anche nel rapporto con i singolo calciatori. Nel calcio sono tecniche innovative che ancora non sono molto diffuse".
MAURI NON HA DUBBI: "LA MIA PARTITA PIÙ IMPORTANTE" - Per Stefano Mauri non sarà la prima finale, ma questa ha senza dubbio un sapore particolare: "Forse si tratta della partita più importante della mia carriera. Abbiamo giocato altre finali di Coppa con la Lazio, ma questa per quello che riveste sia a livello locale che italiano, penso sia la più importante". Soprattutto per come si è sviluppata questa stagione: "Le aspettative erano diverse, a maggior ragione dopo l'inizio di campionato quando abbiamo girato a dicembre-gennaio in posizione molto alta in classifica. Poi per una serie di motivi sono andate un po' male le cose e questa partita serve un po' per raddrizzare la stagione". Difficilmente scenderà in campo dal primo minuto. Un infortunio ne ha condizionato l'ultima parte di campionato, ma il capitano della Lazio è pronto per dare il suo contributo: "La formazione la farà il mister. Io posso solo dire che sono pronto e che mi sono andato a curare all'estero per essere a disposizione per questa partita". A prescindere dal suo impiego o meno dal primo minuto, Mauri sarà determinante anche per creare la giusta atmosfera all'interno dello spogliatoio: "In questi momenti non bisogna essere troppo tranquilli. Si deve saper gestire la tensione, portarla dalla propria parte e sfruttarla in campo".