ROMA - Conferenza stampa infinita (prevedibile vista la presenza del presidente Lotito) nel centro sportivo di Formello. Prima la (ri)presentazione del nuovo mister Edy Reja e del suo vice Alberto Bollini. Poi il tiro al bersaglio verso l'ex allenatore, Vladimir Petkovic, contro il quale si è scagliato Lotito, che ha definito un "vero tradimento" l'atteggiamento tenuto dal tecnico di Sarajevo nell'ultimo periodo. Che dalla Svizzera ha parlato della questione: "Non rimango a guardare mentre la mia immagine viene rovinata".
LOTITO: "IL MIO UNICO ERRORE È STATO QUELLO DI FIDARMI" - Un vero e proprio tiro al bersaglio verso il tecnico croato di origine bosniaca: "Le persone non si finiscono mai di conoscere - l'inizio dell'arringa lotitiana - e mi sono fidato di un collaboratore scelto per determinati valori, che però con il passare del tempo sono venuti meno. Quando si parlava della trattativa con la Svizzera, io ho chiesto al diretto interessato se fosse vero. La sua risposta è sempre stata un 'no' categorico. Mi sono fidato, e questo è stato l'unico errore della società in questa vicenda". "Lo abbiamo preso da sconosciuto, lo abbiamo 'inventato' dal punto di vista mediatico, con risultati nel primo semestre della sua gestione. Poi il calo nella seconda parte, compensato dai buoni risultati in Europa League e in Coppa Italia. Perché non l'ho esonerato prima? Lo ho sempre difeso e ho sperato fino all'ultimo che la situazione potesse migliorare. Eppure sul campo ogni volta snaturava la formazione, con scelte talvolta incomprensibili. Anche per quanto riguarda Keita, che hai giocato quattro partite solo perché è stata la società a spronare".
"HA RIFIUTATO IL RINNOVO E PRIMA DI VERONA HA SVUOTATO L'ARMADIETTO" - Il presidente continua, svelando alcuni retroscena: "L'anno scorso le cose andavano male, poi abbiamo vinto quattro partite consecutive grazie all'intervento della società. In seguito è arrivata la sconfitta con il Cagliari subito prima della finale di Coppa con la Roma. Il tecnico aveva concesso ai giocatori riposo fino a mercoledì, io mi sono impuntato per portare tutti subito in ritiro. Così è stato e alla fine i risultati si sono visti. È stata comunque una vittoria storica: noi come società siamo rimasti con i piedi per terra, altri evidentemente no. Sia prima che dopo quella partita gli abbiamo proposto il rinnovo di contratto, come da accordi precedenti. Lui ha risposto sempre no". E ancora: "La mia valutazione su di lui è cambiata. L'allenatore non è una dipendente qualsiasi, è il più importante. Ed è venuto meno il rapporto fiduciario su una base oggettiva. Due giorni fa (nella riunione tra gli avvocati, ndr) ho avuto la conferma che la persona in questione perseguiva esclusivamente un interesse personale. Prima della partita con il Verona l'allenatore e il suo staff avevano svuotato i loro armadietti, ma io ancora non avevo parlato con nessuno. Poi c'è stato l'incontro, in cui abbiamo ascoltato le loro richieste. Prima sembrava che il tecnico volesse i soldi fino a marzo anticipatamente, poi ha cambiato idea pure su quello".
REJA: "SONO TORNATO A CASA" - In secondo piano il "ritorno a casa" di Reja, definito così dallo stesso allenatore. Il goriziano ha preso la parola, visibilmente emozionato: "Entrando a Formello ho avuto l'impressione di non essere mai andato via. Ho ricevuto tante manifestazioni di affetto che mi danno ulteriore carica". A lui il compito di rigenerare una Lazio che nell'ultimo periodo con Petkovic si era persa: "Forse mancava qualche riferimento e c'era un po' sfiducia. D'altra parte se un allenatore viene sostituito qualcosa che non va c'è. Il rendimento della Lazio in campionato da gennaio in poi non è stato consono alle potenzialità della squadra. Noi dovremo lavorare proprio su questi aspetti. Questo adesso è il nostro obiettivo, senza pensare a lungo termine". Sul mercato: "È prematuro parlarne, voglio prima vedere i ragazzi per due-tre settimane. A primo impatto mi sembra che la rosa abbia ottime potenzialità e sia competitiva già così". Sul contratto: "Lotito mi ha offerto un anno e mezzo, ho accettato anche perché la Lazio ha un progetto e non sarebbe stato utile firmare per soli sei mesi". Sulla gara con l'Inter: "Con Mazzarri sono sempre tante battaglie leali. Lo ho sentito, lui dice che la Lazio è avvantaggiata per il cambio di allenatore e le motivazioni che questo comporta. Io invece dico che parte avanti a lui, che ha una squadra già collaudata".
PROBABILE FORMAZIONE (4-3-2-1) - Marchetti; Konko, Biava, Dias, Radu; Gonzalez, Ledesma, Hernanes; Candreva, Lulic; Klose. All. Reja.
LOTITO: "IL MIO UNICO ERRORE È STATO QUELLO DI FIDARMI" - Un vero e proprio tiro al bersaglio verso il tecnico croato di origine bosniaca: "Le persone non si finiscono mai di conoscere - l'inizio dell'arringa lotitiana - e mi sono fidato di un collaboratore scelto per determinati valori, che però con il passare del tempo sono venuti meno. Quando si parlava della trattativa con la Svizzera, io ho chiesto al diretto interessato se fosse vero. La sua risposta è sempre stata un 'no' categorico. Mi sono fidato, e questo è stato l'unico errore della società in questa vicenda". "Lo abbiamo preso da sconosciuto, lo abbiamo 'inventato' dal punto di vista mediatico, con risultati nel primo semestre della sua gestione. Poi il calo nella seconda parte, compensato dai buoni risultati in Europa League e in Coppa Italia. Perché non l'ho esonerato prima? Lo ho sempre difeso e ho sperato fino all'ultimo che la situazione potesse migliorare. Eppure sul campo ogni volta snaturava la formazione, con scelte talvolta incomprensibili. Anche per quanto riguarda Keita, che hai giocato quattro partite solo perché è stata la società a spronare".
"HA RIFIUTATO IL RINNOVO E PRIMA DI VERONA HA SVUOTATO L'ARMADIETTO" - Il presidente continua, svelando alcuni retroscena: "L'anno scorso le cose andavano male, poi abbiamo vinto quattro partite consecutive grazie all'intervento della società. In seguito è arrivata la sconfitta con il Cagliari subito prima della finale di Coppa con la Roma. Il tecnico aveva concesso ai giocatori riposo fino a mercoledì, io mi sono impuntato per portare tutti subito in ritiro. Così è stato e alla fine i risultati si sono visti. È stata comunque una vittoria storica: noi come società siamo rimasti con i piedi per terra, altri evidentemente no. Sia prima che dopo quella partita gli abbiamo proposto il rinnovo di contratto, come da accordi precedenti. Lui ha risposto sempre no". E ancora: "La mia valutazione su di lui è cambiata. L'allenatore non è una dipendente qualsiasi, è il più importante. Ed è venuto meno il rapporto fiduciario su una base oggettiva. Due giorni fa (nella riunione tra gli avvocati, ndr) ho avuto la conferma che la persona in questione perseguiva esclusivamente un interesse personale. Prima della partita con il Verona l'allenatore e il suo staff avevano svuotato i loro armadietti, ma io ancora non avevo parlato con nessuno. Poi c'è stato l'incontro, in cui abbiamo ascoltato le loro richieste. Prima sembrava che il tecnico volesse i soldi fino a marzo anticipatamente, poi ha cambiato idea pure su quello".
REJA: "SONO TORNATO A CASA" - In secondo piano il "ritorno a casa" di Reja, definito così dallo stesso allenatore. Il goriziano ha preso la parola, visibilmente emozionato: "Entrando a Formello ho avuto l'impressione di non essere mai andato via. Ho ricevuto tante manifestazioni di affetto che mi danno ulteriore carica". A lui il compito di rigenerare una Lazio che nell'ultimo periodo con Petkovic si era persa: "Forse mancava qualche riferimento e c'era un po' sfiducia. D'altra parte se un allenatore viene sostituito qualcosa che non va c'è. Il rendimento della Lazio in campionato da gennaio in poi non è stato consono alle potenzialità della squadra. Noi dovremo lavorare proprio su questi aspetti. Questo adesso è il nostro obiettivo, senza pensare a lungo termine". Sul mercato: "È prematuro parlarne, voglio prima vedere i ragazzi per due-tre settimane. A primo impatto mi sembra che la rosa abbia ottime potenzialità e sia competitiva già così". Sul contratto: "Lotito mi ha offerto un anno e mezzo, ho accettato anche perché la Lazio ha un progetto e non sarebbe stato utile firmare per soli sei mesi". Sulla gara con l'Inter: "Con Mazzarri sono sempre tante battaglie leali. Lo ho sentito, lui dice che la Lazio è avvantaggiata per il cambio di allenatore e le motivazioni che questo comporta. Io invece dico che parte avanti a lui, che ha una squadra già collaudata".
PROBABILE FORMAZIONE (4-3-2-1) - Marchetti; Konko, Biava, Dias, Radu; Gonzalez, Ledesma, Hernanes; Candreva, Lulic; Klose. All. Reja.