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Lazio, Djordjevic 'chiama' Klose: "Vorrei rimanesse per imparare"

Il serbo, biancoceleste dal prossimo anno, non vede l'ora di iniziare la sua avventura: "Avevo bisogno di una nuova sfida dopo 6 anni e mezzo con il Nantes". E spera di giocare accanto al tedesco: "Uno dei più grandi attaccanti di sempre"
di MARCO ERCOLE

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ROMA - Deve ancora concludere l'avventura al Nantes, ma la sua mente è già alla Lazio. Filip Djordjevic non vede l'ora di cominciare a giocare per il club biancoceleste. La settimana scorsa è stato lui stesso ad annunciare di aver firmato un contratto che lo legherà alla società capitolina per i prossimi quattro anni. Una scelta di vita importante quella di trasferirsi in Italia, nonostante le numerose offerte arrivate da Germania e Inghilterra: "Ho scelto la Lazio - racconta in una lunga intervista rilasciata al portale serbo www. rts.rs - perché mi ha voluto fortemente. Ho avuto offerte economiche migliori, ma volevo giocare in un campionato importante e in una grande squadra per dimostrare il mio valore. Quindi, una società che mi garantisse di giocare con continuità, e questo è stato il caso della Lazio. Ho 26 anni e non volevo andare in un club con il rischio di stare in panchina. Poi, la Lazio lotta ogni anno per posti europei e ciò si sposa alla perfezione con le mie ambizioni".

DJORDJEVIC CHIAMA KLOSE: "VORREI GIOCARE CON LUI" - Se ne andrà dal Nantes a parametro zero, ma con il club francese i rapporti sono rimasti ottimi: "I proprietari delle società sportive sono imprenditori ed è una cosa normale che pensino a come guadagnare soldi. Tuttavia ho ottimi rapporti con il presidente del Nantes e con suo figlio. Con loro non ho mai avuto alcun problema. Alla fine mi hanno augurato buona fortuna, si sono congratulati e mi hanno detto che per loro sarà strano iniziare la nuova stagione senza di me". La decisione di andare via risale allo scorso inverno: "Avevo bisogno di una nuova sfida dopo 6 anni e mezzo con il Nantes. Abbiamo negoziato per un'eventuale rinnovo del contratto, ma in inverno ho deciso che al termine del campionato me ne sarei andato". Alla Lazio potrebbe incontrare Klose, per lui sarebbe un sogno: "Il suo contratto scade al termine della stagione. Vorrei davvero che lui rimanesse, potrei imparare i trucchi del mestiere da uno dei più grandi attaccanti di sempre".
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LE LEZIONI DI ITALIANO E I CONSIGLI DI KOLAROV - Nel frattempo si prepara studiando l'italiano e chiedendo consigli ai suoi connazionali che giocano o hanno giocato in Italia: "Sto prendono lezioni di italiano da quattro settimane. Cercherò di impararlo il prima possibile. Sto prendendo informazioni anche sulla Serie A: Tomovic della Fiorentina me ne ha parlato in modo approfondito. Kolarov mi ha spiegato cosa significhi giocare per la Lazio e Ljajic mi ha raccontato della vita di un calciatore a Roma". L'Italia è una sfida affascinante e non vuole lasciarsi cogliere impreparato. "Le prime cose che mi vengono in mente quando si parla di Italia? Il calcio, la bellezza di Roma, l'ottima pasta e il clima gradevole". Spera di conoscere molte altre sfaccettature, perché quando gli viene domandato cosa si aspetti dal futuro la risposta non lascia spazio a interpretazioni: "Non mi dispiacerebbe se tra cinque anni stessi ancora in Italia".

L'ESPERIENZA FRANCESE E IL CONFRONTO CON THIAGO SILVA - In Francia ci è rimasto 6 anni e mezzo, in cui si è trasformato da giovane scommessa a punto di riferimento del Nantes: "Il periodo di adattamento è stato il più difficile. Quando sono arrivato ero ancora un adolescente, non conoscevo la lingua. E poi, proprio all'inizio della mia avventura in Francia, sono stato messo ai margini per otto mesi a causa di un infortunio. In seguito però mi sono trovato sempre meglio. I momenti migliori li sto vivendo in questo momento. Sono il capitano della squadra e ho aiutato il Nantes a tornare in Ligue1, la categoria giusta per questo club". Ciò gli ha permesso di affrontare una squadra di assoluto livello come il Psg: "È una delle compagini più forti d'Europa. È stata una grande sfida giocare contro il migliore difensore del mondo, Thiago Silva. Sono felice, perché mi sono reso conto di poter affrontare alla pari giocatori del suo calibro. La Francia rimarrà una grande parte della mia carriera e della mia vita. Altrimenti non sarei rimasto per 6 anni e mezzo. Chi tiferò sei ai mondiali si dovessero incontrare Francia e Italia? Nessuno, spero solo sia una bella gara con tanti gol".
 
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