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Klose: "E' la Lazio più forte degli ultimi anni"

Il tedesco fotografa il momento dei biancocelesti dopo la quinta vittoria nelle ultime sei partite. Merito anche del tecnico Pioli, che concede a tutti le stesse chance senza gerarchie prestabilite
di MARCO ERCOLE

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ROMA - L'aquila biancoceleste è tornata a volare. L'ultima deludente stagione della Lazio ha portato un terremoto in casa biancoceleste, un cambio generazionale che ha coinvolto tutti gli aspetti: tecnico, mentalità, squadra, rapporto con la tifoseria e, soprattutto, risultati. È cambiato un po' tutto nel centro sportivo di Formello. I ragazzi di mister Pioli giocano e divertono, vincono e riempiono lo stadio. Un circolo virtuoso, che permesso alla Lazio di occupare - in compagnia con la Sampdoria - il terzo posto in classifica con 19 punti, 20 gol fatti (miglior attacco della serie A) e 11 subiti. E la vera notizia, soprattutto nella Capitale, è che la tanto celebrata Roma dista appena tre punti. Dopo la decima giornata di campionato, una situazione che forse nemmeno il più ottimista dei laziali avrebbe potuto auspicare prima dell'inizio della stagione.

PRESSING FORSENNATO E CINISMO SOTTO PORTA -
Eppure non c'è tanto da stupirsi, perché in questo momento la Lazio è una delle squadre a giocare il miglior calcio in serie A. Il primo tempo con il Cagliari è stato praticamente perfetto: corsa, pressing, cinismo, qualità. Certo, gli avversari ci hanno messo del loro, ma la Biancoceleste gioca così ormai da qualche settimana e non può trattarsi solo di un caso. In fase di possesso ci sono sempre almeno 5 giocatori che accompagnano la fase offensiva, garantendo alternative al portatore di palla di turno. Ma ciò che più impressiona è la fase difensiva: non appena viene perso il pallone, la squadra si ricompatta immediatamente e pressa gli avversari, sia il portatore (sistematicamente raddoppiato) che chiudendo le varie possibilità di passaggio. Un gioco molto dispendioso, che spesso la Lazio ha pagato nei secondi tempi con un calo di intensità, compensato però da una certa autorità nella gestione del risultato e nel sapere colpire con cinismo sfruttando gli spazi creati dagli avversari. È successo, seppur con qualche sofferenza di troppo, anche contro Zeman, con la partita chiusa prima riaperta e poi chiusa definitivamente con la rete a tempo scaduto di Ederson. Il brasiliano era all'esordio stagionale, così come Pereirinha, preferito a Konko e schierato terzino destro per le defezioni contemporanee di Basta e Cavanda.

TUTTI I GIOCATORI COINVOLTI NEL PROGETTO -
Ecco, questo è un altro grande merito di Pioli: quello di aver concesso una chance praticamente a tutti, senza gerarchie prestabilite o vincoli di altro genere. Chi si allena meglio in settimana gioca la domenica. Tra infortuni, squalifiche e scelte tecniche, dei 27 giocatori in rosa (che diventano 29 con il baby Tounkara e il terzo portiere Strakosha), 26 hanno totalizzato almeno una presenza in questo campionato e 8 di loro sono andati a segno. Solo Cataldi ancora deve debuttare in campionato, ma solo perché un infortunio gli ha fatto saltare tutta la prima parte di stagione. Tutti, insomma, sono coinvolti nel progetto e chiunque venga chiamato in campo sa perfettamente cosa fare: "È la Lazio più forte degli ultimi anni", continua a dichiarare Klose, decisivo con una doppietta. Fatica a contenere l'entusiasmo, Pioli, ma non nasconde che una situazione del genere sia particolarmente piacevole da gestire: "Ero più preoccupato quando si respirava un'aria poco positiva. L'entusiasmo fa bene, la squadra può assorbire questa atmosfera dall'ambiente". E l'ambiente a suo volta può caricarsi con le prestazioni della squadra in campo. Un circolo virtuoso, appunto. Che ha permesso alla Lazio di tornare a volare.
 
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