Sport

Lazio, Lotito: "Prima i tifosi facevano pressioni dai club"

Il presidente vive un giorno da docente in occasione dell'Open Day dell'Università Europea e parla della tifoseria: "Le società erano tenute in scacco da loro". Sulle barriere: "Le curve non sono patrimonio esclusivo di nessuno"

2 minuti di lettura
ROMA - Ha tenuto banco il presidente Lotito, che si è destreggiato nel ruolo di docente in occasione dell'Open Day dell'Università Europea di Roma. Il patron dei biancocelesti ha tenuto una Lectio Magistralis sul tema della continuità tra la formazione universitaria e l'ingresso nella dimensione del lavoro, ma non è mancata occasione per parlare anche di Lazio e del calcio in generale.
 
LOTITO: "I TIFOSI PRIMA FACEVANO PRESSIONI SUI CLUB" - In particolare, Lotito ha toccato l'argomento dei rapporti con la tifoseria: "I giocatori oggi non possono andare a parlare sotto la curva, pena una multa di 40mila euro. Questo circuito va interrotto. I tifosi hanno avuto un forte peso interlocutorio con le società, facevano pressioni su chi doveva essere ceduto e acquistato. I club erano tenuti in scacco da loro. Ad esempio la Lazio per anni ha avuto il sostegno dei propri tifosi con sottoscrizione di capitali: famiglie che si sono rovinate producendo anche un'inversione di ruoli".
 
SULLE BARRIERE: "LE CURVE NON SONO PATRIMONIO ESCLUSIVO DI NESSUNO" -
Poi è stato affrontato il tema delle barriere in Curva: "Su questo argomento è stata fatta molta strumentalizzazione. La curva dell'Olimpico è molto numerosa rispetto a quelle di altre città e merita una gestione diversa. Sono state fatte scelte legate esclusivamente alla tutela della sicurezza. La curva è il luogo di tutti coloro i quali vi vogliono accedere, non è patrimonio esclusivo di nessuno. Se come società ci fossimo opposti, il prefetto avrebbe decretato la chiusura dello stadio. Non posso far altro che prenderne atto, perché ci sono stati dei comportamenti che sono stati sottoposti ad autorità giudiziaria. Sono scelte che magari non si condividono ma che bisogna comunque rispettare".
 
IL PROGETTO STADIO: "PRENDIAMO COME MODELLO IL REAL MADRID" - Lotito ha toccato anche il tema stadio: "Gli stadi hanno tre criticità: patrimoniale, economica e di sicurezza. L'impianto dovrebbe essere realizzato in periferia, così come nacque l'Olimpico, per motivi di traffico e sicurezza. Sarebbe bello poter creare un villaggio sportivo da vivere 365 giorni l'anno. Così lo stadio non sarebbe più un teatro di conquista, ma un qualcosa che lo stesso tifoso vorrebbe tutelare. La norma che abbiamo proposto è stata stravolta dal parlamento, tant'è che non sono stati costruiti molti stadi. È stata eliminata la possibilità per paura di speculazioni, ma con la possibilità di nuove cubature si potevano recuperare le spese effettuate. Prendiamo come modello il Real Madrid, che vicino al centro sportivo ha avuto a disposizione 3 grattacieli di proprietà: non c'è niente di scandaloso nel trarre degli utili dalla creazione di uno stadio, il problema è come sfruttare quegli introiti. Noi invece ogni mese diamo al Coni 370mila euro per usare l'Olimpico".
 
BLITZ PROCURA: "SONO OSTEGGIATO PERCHÉ HO FISSATO PALETTI NEL CALCIO" - C'è stato modo di parlare anche della recente perquisizione nei suoi confronti per presunta evasione fiscale: "Il blitz della procura di Napoli è solo legato all'interpretazione del procuratore. Sono stato e vengo ancora oggi osteggiato perché ho fissato paletti con diritti e doveri nel mondo del calcio". Il patron poi, parlando dei giocatori in scadenza, si lascia andare a una battuta su Konko: "Sapete che gli ho proposto? Che gli avrei rinnovato il contratto anno per anno. E così è resuscitato tutto insieme".
I commenti dei lettori