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Lazio, Morrison sempre più vicino all'addio

Nonostante la società (con il nuovo tecnico in arrivo) sia intenzionata a puntare ancora sul giovane inglese, il suo futuro sembra sempra più lontano da Roma: "Questa vita internazionale non fa per me" il suo ultimo tweet, subito cancellato

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ROMA - Quando si ha tempo libero, ci sono più occasioni per fermarsi a riflettere, soprattutto quando magari si attraversa un periodo difficile. Ravel Morrison, centrocampista della Lazio (considerati i soli 152 minuti giocati in stagione non si direbbe, ma è così), sta vivendo entrambe queste situazioni.
 
MORRISON: "QUESTA VITA INTERNAZIONALE NON FA PER ME" - Anzi, è proprio il troppo tempo libero ad aver generato in lui un malessere costante per quel che riguarda la sua vita professionale. Se poi ci si aggiungono pure altri problemi, ben più importanti, a livello familiare, ecco che allora partorire pensieri negativi diventa quasi una logica conseguenza. Rientra nella categoria di questi pensieri, probabilmente, il suo tweet pubblicato nel primo pomeriggio: "This international life is not for me!". La traduzione - "questa vita internazionale non fa per me - è abbastanza intuitiva, così come l'inevitabile collegamento con la sua prima esperienza fuori dall'Inghilterra, quella attuale nella Lazio. Il "cinguettio" è stato cancellato pochi secondi dopo, sufficienti però per farlo diffondere nel web. Se il riferimento sia alla Lazio o meno non si può sapere con certezza, ma se lo fosse non ci sarebbe da stupirsi. Già in passato Morrison è stato redarguito dal ds Tare per l'utilizzo polemico del social network e proprio attraverso Twitter l'ex West Ham aveva intavolato una discussione con il suo tecnico Pioli, che in conferenza stampa si era lamentato del fatto che il 23enne britannico non avesse ancora imparato l'italiano. È solo una delle tante "morrisonate" (è già un cult la sua fuga dal centro sportivo di Formello in pieno di ritiro, eludendo la vigilanza) caratterizzanti il suo rapporto con la Lazio. Che nonostante tutto è ancora pronta a scommettere su di lui nella prossima stagione, quando ci sarà un nuovo allenatore.
 
IL FUTURO DELL'INGLESE SEMPRE PIÙ LONTANO DALLA LAZIO -  Sia il presidente Lotito che il ds Tare sono certi delle qualità di questo ragazzo, tanto fragile a livello psicologico quando irresistibile con il pallone tra i piedi. Un talento che aveva stregato un certo Sir Alex Ferguson ai tempi delle giovanili del Manchester United, ma che mai è riuscito a scrollarsi di dosso quell'etichetta di "bad boy". Questa stagione per lui è già virtualmente conclusa. È più di una settimana che non si allena con il resto dei pochi compagni rimasti a Roma e il motivo della sua assenza è ancora avvolto nel mistero: almeno è così  a livello ufficiale, visto che da oltre un mese Pioli ha evitato che venissero pubblicati bollettini medici sulle condizioni dei giocatori della Lazio. In realtà è tornato in Inghilterra (con il permesso del club) per risolvere alcune delicate situazioni personali. E nel frattempo riflettere su presente e futuro. Quest'anno trascorso tra panchina e tribuna lo ha ferito profondamente nell'orgoglio e nell'autostima: si è ritrovato dal cullare il sogno di guadagnarsi una chance per l'Europeo, al contare i giorni che lo separano dal post-Europeo, quando forse ricomincerà la sua carriera da calciatore. Difficile sia ancora alla Lazio, nonostante il quadriennale che lo lega al club biancoceleste. Molto dipenderà dal prossimo tecnico e dalle garanzie (già quella di essere considerato sarebbe qualcosa) che gli saranno date. E comunque, anche se ci fossero, non è detto che siano poi sufficienti per fargli cambiare idea.
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