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Lazio, Felipe Anderson: ''Non siamo una sorpresa e io farò grandi cose''

Il brasiliano: ''Siamo contenti del lavoro compiuto finora, ma avremmo voluto vincere anche le altre partite che non ci hanno portato i tre punti. Possiamo solo migliorare. Ma conoscevamo già il nostro valore''. Poi la promessa: ''Questo sarà l'anno migliore della mia carriera"

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ROMA - La promessa è di quelle ambiziose, altisonanti. Il tono di voce sempre pacato ne maschera a fatica la portata: "Questo sarà l'anno migliore della mia carriera". Firmato Felipe Anderson. Facile migliorarsi, direte voi, per un ragazzo nato nel 1993. Una sfida complicata e al tempo stesso affascinante, invece, per chi appena due stagioni fa (con la Lazio di Pioli che centrò il terzo posto) riuscì a sfornare 11 gol e 10 assist. In queste prime sette giornate di campionato, l'ala brasiliana non è riuscita ancora a sbloccarsi, ma il feeling con i suggerimenti vincenti è di quelli incoraggianti: 3 assist contro Pescara, Empoli e Udinese. Contro il Bologna, al rientro dopo la sosta per le Nazionali, proverà a togliersi lo sfizio della prima rete stagionale. Intanto si gode il suo momento personale e quello di una Lazio terza in classifica, facendo il punto della situazione nella conferenza stampa andata in scena nel centro sportivo di Formello.
 
"EUROPA? DOBBIAMO PUNTARE AL MASSIMO" - "Non siamo sorpresi dal nostro cammino", giura il numero 10 biancoceleste. Anzi, trova pure il modo di nutrire qualche rammarico: "Siamo contenti del lavoro compiuto finora, ma avremmo voluto vincere anche le altre partite che non ci hanno portato i tre punti. Siamo sulla strada giusta, continuando così possiamo solo migliorare. Ma conoscevamo già il nostro valore". Parte deciso il 23enne di Brasilia, l'oro olimpico conquistato in patria gli ha infuso sicurezza. E ambizione, appunto. "A quale Europa possiamo ambire? Dobbiamo guardare il più in alto possibile, se sbagliamo poche partite possiamo raggiungere obiettivi più alti. È necessario però ragionare gara dopo gara, provando a vincerle tutte, anche contro le formazioni più dure. Abbiamo una squadra forte, con tanti giovani di grande qualità".
 
"LA LAZIO HA BISOGNO DI ME E KEITA" - Come Felipe Anderson, appunto. O come Keita, con cui la sintonia in campo sembra crescere partita dopo partita: "Lui è un grande giocatore, ma entrambi sappiamo che dobbiamo essere intelligenti e capire cosa possa essere più utile alla squadra. La Lazio ha bisogno di noi, noi dobbiamo aiutarla per far sì che questo sia il nostro grande anno". Da Candreva e Klose a Keita, appunto, e Immobile, il nazionale verdeoro è la costante nello storico passaggio di consegne tra i due tridenti: "Ma ci sono anche altri giocatori di qualità lì davanti, come Kishna, Lombardi o Djordjevic. L'unica cosa a cui dobbiamo pensare è che siamo una squadra che può segnare tanti gol, siamo veloci e stiamo trovando l'intesa giusta tra di noi. Col tempo daremo tante soddisfazioni alla Lazio".
 
"SONO CONTENTO ANCHE DA TERZINO" - Non solo il trionfo alle Olimpiadi, anche la partenza di Candreva sembra averlo responsabilizzato di più: "Ma a questo non ci ho mai pensato, anche con Antonio cercavo sempre di fare del mio meglio". Dopo l'exploit nel 2014/15, lo scorso anno il bottino di 9 gol e 6 assist non è riuscito a sgomberare il campo dai dubbi sul reale valore del giovane brasiliano. Troppo discontinuo, la critica più comune: "Tutti i giocatori vivono dei momenti di fasi alternate. So bene che tutti dicono che gioco bene due partite e poi due male, ma credo che la continuità stia arrivando". Ed eccola, la promessa: "Sarà l'anno migliore della mia carriera". Anche sacrificandosi in nome delle esigenze tattiche, come gli è stato richiesto da Simone Inzaghi quando l'ha schierato da esterno nel 3-5-2: "Tutti sappiamo che sono un attaccante, ma il mister sa bene che, dovunque mi impiegherà, darò il massimo. Sono contento della fiducia che ha avuto in me nel chiedermi di giocare in un altro ruolo. Per quanto mi riguarda, se gioco da terzino o difensore, sarò felice lo stesso. Da trequartista sicuramente mi sento il vero Felipe. Però la libertà sulla fascia che ho avuto nell'ultima partita mi permette di provare l'uno contro uno e di aiutare il terzino. L'importante è sapere come e quando sfruttare le mie caratteristiche". Insomma, la dedizione alle richieste di Inzaghi è totale: "Se continuiamo con metodi utilizzati dal mister e dal suo staff, possiamo fare un'intera stagione ad alto livello. Quest'anno ho lavorato diversamente, per via delle vacanze anticipate in vista delle Olimpiadi. Ora mi sento in ottima forma, mi sento molto bene anche al termine delle partite".
 
"VOGLIO CONTINUARE A CRESCERE ALLA LAZIO" - Tra gli obiettivi da portare a termine, una gioia che finora gli è mancata: "Ancora non sono riuscito a vincere un derby uno anche se ho segnato. Quando vincerò sarà speciale. Avremo una nuova opportunità, ma ora dobbiamo pensare partita per partita". Testa al presente, insomma. E alla domanda se la Lazio rappresenti per lui un punto di partenza o di arrivo, Felipe ha le idee chiare: "Fin dal primo momento ho sempre voluto compiere grandi cose qui, non ho mai pensato di stare qui per poter poi andare da un'altra parte. Nel calcio può succedere di tutto, ma ho rinnovato a lungo il mio contratto. La Lazio è una grande squadra, piace anche alla mia famiglia. E poi amo questa città. Voglio crescere e riuscirci con la Lazio sarà ancora più bello".
 
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