ROMA - Lukaku si è bloccato, certo, ma il suo infortunio dovrebbe essere di poco conto, circa 2-3 settimane. E poi manca ancora de Vrij con l'Olanda, per ovvi motivi l'uomo più atteso. Intanto la Lazio può certamente dirsi soddisfatta per come rientreranno i propri giocatori dalle rispettive nazionali. Parolo (che ha dato la scossa contro la Macedonia), Immobile e Keita, in particolare, hanno fatto brillare gli occhi di Simone Inzaghi e Claudio Lotito.
MEGLIO DI IMMOBILE SOLO HIGUAIN - L'attaccante arrivato dal Siviglia, con la doppietta alla Macedonia ha confermato la sua vena realizzativa di questo inizio stagione, che in Italia - tra nazionale e club - è seconda solo a un certo Higuain (8 a 7 per l'argentino della Juventus). Niente male per un attaccante reduce da due anni non felicissimi in giro per l'Europa tra Borussia Dortmund e Siviglia, riscattati solo parzialmente dal finale della scorsa stagione al Torino. Alla Lazio, adesso, Ciro Immobile è rinato un'altra volta: "Ciro - spiega l'agente a Radio Crc - ha ritrovato la tranquillità per esprimersi al meglio in campo come ha fatto in Azzurro e come sta facendo con la maglia della Lazio. I ragazzi hanno bisogno della fiducia dell’ambiente per fare bene, in campo sta dimostrando cosa sa fare. Ha fatto un Mondiale, un Europeo e ha giocato in Champions. Non è l’ultimo arrivato. Nel calcio ci vogliono i tempi giusti per fare le cose, è giusto che si facciano degli errori per fare in modo che non accadano più".
KEITA, QUESTA È LA STRADA GIUSTA - Una lezione, questa, che la Lazio spera abbia imparato anche Keita, decisivo con il Senegal così come accaduto in biancoceleste a Udine. Un gol (il secondo in nazionale) e un assist di tacco contro il Capo Verde per il talento ribelle di Simone Inzaghi, che gongola per aver ritrovato quel giocatore su cui aveva scommesso da subito nelle sue prime sette partite da subentrato la scorsa stagione. E sul quale non aveva invece potuto contare nell'inizio di quella in corso per i problemi con il club sul rinnovo e degli atteggiamenti discutibili del ragazzo. Dal punto di vista contrattuale non è ancora cambiato niente, Keita è in attesa. Ma rispetto alle bizze estive ha deciso di mettersi al servizio della squadra e anche di se stesso. A Inzaghi per ora va bene così, a Lotito pure. I problemi nel caso ci saranno quando si parlerà di nuovo del contratto.
MEGLIO DI IMMOBILE SOLO HIGUAIN - L'attaccante arrivato dal Siviglia, con la doppietta alla Macedonia ha confermato la sua vena realizzativa di questo inizio stagione, che in Italia - tra nazionale e club - è seconda solo a un certo Higuain (8 a 7 per l'argentino della Juventus). Niente male per un attaccante reduce da due anni non felicissimi in giro per l'Europa tra Borussia Dortmund e Siviglia, riscattati solo parzialmente dal finale della scorsa stagione al Torino. Alla Lazio, adesso, Ciro Immobile è rinato un'altra volta: "Ciro - spiega l'agente a Radio Crc - ha ritrovato la tranquillità per esprimersi al meglio in campo come ha fatto in Azzurro e come sta facendo con la maglia della Lazio. I ragazzi hanno bisogno della fiducia dell’ambiente per fare bene, in campo sta dimostrando cosa sa fare. Ha fatto un Mondiale, un Europeo e ha giocato in Champions. Non è l’ultimo arrivato. Nel calcio ci vogliono i tempi giusti per fare le cose, è giusto che si facciano degli errori per fare in modo che non accadano più".
KEITA, QUESTA È LA STRADA GIUSTA - Una lezione, questa, che la Lazio spera abbia imparato anche Keita, decisivo con il Senegal così come accaduto in biancoceleste a Udine. Un gol (il secondo in nazionale) e un assist di tacco contro il Capo Verde per il talento ribelle di Simone Inzaghi, che gongola per aver ritrovato quel giocatore su cui aveva scommesso da subito nelle sue prime sette partite da subentrato la scorsa stagione. E sul quale non aveva invece potuto contare nell'inizio di quella in corso per i problemi con il club sul rinnovo e degli atteggiamenti discutibili del ragazzo. Dal punto di vista contrattuale non è ancora cambiato niente, Keita è in attesa. Ma rispetto alle bizze estive ha deciso di mettersi al servizio della squadra e anche di se stesso. A Inzaghi per ora va bene così, a Lotito pure. I problemi nel caso ci saranno quando si parlerà di nuovo del contratto.