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Lazio, il piano di Inzaghi: quattro vittorie prima del derby

Frosinone, Empoli, Genoa e Udinese in serie. Il tecnico chiede la reazione per arrivare lanciatissimi alla sfida con la Roma

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ROMA - Contro il Frosinone come se di fronte ci fosse Cristiano Ronaldo. Non è un motto motivazionale scelto da Simone Inzaghi per caricare i suoi in vista della partita di domenica, ma il modo concreto in cui l’allenatore sta preparando questa partita. Alla Lazio serve una vittoria, non ci sono alternative. Perché è vero che il tecnico sta facendo di tutto per non far guardare la classifica ai suoi ragazzi, ma lui la osserva eccome, così come il calendario. 
 
IL PIANO DI INZAGHI: 4 VITTORIE PRIMA DEL DERBY - Dopo l’avvio in salita con Napoli e Juventus, ora (almeno sulla carta) la squadra biancoceleste avrà un quartetto di gare alla portata, con Frosinone, Empoli, Genoa e Udinese. L’obiettivo è provare a fare 12 punti, in modo da arrivare con una classifica molto diversa da quella attuale al derby in programma alla settima giornata. Ecco perché contro il Frosinone la Lazio non può permettersi di sbagliare. Ed ecco perché Inzaghi confermerà in blocco l’undici che ha sfidato la Juventus di Cristiano Ronaldo allo Juventus Stadium. È questo almeno quello che si evince dalle prove tattiche andate in scena questo pomeriggio nel centro sportivo di Formello, con l’allenatore che ha mischiato le carte, ma lasciando capire quali siano le sue intenzioni.
 
CON IL FROSINONE STESSO 11 VISTO CON LA JUVENTUS - Quindi, davanti a Strakosha, difesa a tre con Wallace (confermatissimo dopo l’ottima prestazione a Torino), Acerbi e Radu, centrocampo con Marusic, Parolo, Lucas Leiva, Milinkovic e Lulic, Luis Alberto e Immobile in attacco. Di fronte non ci saranno Cristiano Ronaldo e Massimiliano Allegri, ma la squadra di Camillo Ciano e Moreno Longo (tra l’altro bestia nera di Simone Inzaghi ai tempi delle sfide nella Primavera). Sulla bilancia due pesi diversi, è evidente, ma la posta in palio è pressoché la stessa. Talmente alta che questa gara all'Olimpico viene considerata davvero come una finale. E l’allenatore della Lazio non vuole lasciare nulla al caso.
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