Serie A, Brescia-Lazio 1-2: Inzaghi suona la nona grazie alla doppietta di Immobile
di LUIGI BOLOGNINI
Ciro Immobile, 19 gol in 17 partite in Serie A (reuters)
Eguagliato il record di vittorie consecutive risalente ai tempi di Eriksson. I biancocelesti vincono ancora nel recupero, ribaltando con due reti del capocannoniere il vantaggio iniziale di Balotelli
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BRESCIA - Nove, come le vittorie consecutive della Lazio in Serie A (record del 1989-99 eguagliato), dieci come un decennio, e Mario Balotelli è l'unico uomo della storia ad averne cominciati due in gol: il 6 gennaio 2010 segnò in Chievo-Inter, oggi in Brescia-Lazio. Con due piccoli dettagli: la squadra in cui giocava, allora uno squadrone stavolta una che lotta per la salvezza (ma con qualità non indifferenti), e il fatto che ai tempi era stata una rete decisiva, stavolta no, visto che più di lui ha fatto Immobile, che con una doppietta ha regalato la vittoria alla Lazio. Regalato può non essere un verbo del tutto sbagliato: la Lazio non ha giocato male, ma neppure bene, risentendo delle squalifiche di Lucas Leiva e soprattutto Luis Alberto, squalificati, e se alla fine ha vinto (proprio alla fine: il 2-1 arriva al '91') è per una superiorità tecnica che ha faticato molto a imporsi grazie anche a un bel Brescia, dove oltre a Balotelli (crediateci o no, partita esemplare anche per tattica e gestione mentale) ha brillato Tonali, giocatore fantastico, da copiare e incollare in una grande italiana o europea per i numeri tecnici, la visione di gioco e la sicurezza che trasmette.
Ne è uscita una partita molto divertente anche se aspra assai, e i 9 cartellini dell'arbitro Manganiello non l'hanno calmata, anzi spesso l'hanno incattivita di più. La Lazio parte bene, sfondando sulla destra con Lazzari, ma senza mai incidere, e anzi al primo tiro in porta segna il Brescia: è il 18' quando Cistana sfodera un lancio lungo che Luiz Felipe legge male nella traiettoria, Strakosha non esce e Balotelli in diagonale sinistro segna. 1-0, e Brescia che si mette tutto dietro, subendo senza troppo soffrire una Lazio a cui mancano i tagli di Luis Alberto: giocano molto più in orizzontale, i romani, diventando prevedibili. Fino al 38' quando Caicedo viene cinturato in area da Cistana in modo sciocco: il gol era fatto, tanto valeva non perdere anche l'uomo. Invece Manganiello deve espellere il difensore prima che Immobile pareggi dal dischetto.
A questo punto sembrerebbe fatta, invece il Brescia si esalta, trascinato da Tonali in mezzo e da Balotelli davanti: fa una gran massa in difesa e poi prova a ripartire. La Lazio continua con un gioco monotono, con al massimo qualche sprazzo di Milinkovic, e poi di Cataldi quando rileva un Parolo davvero sfasato. Ne esce una partita che si complica a centrocampo, ricca di botte e di tentativi da entrambe le parti. Senza dimenticare che il Brescia è inferiore come tecnica e come uomini in campo. Eppure con un paio di situazioni va vicino al nuovo vantaggio. Che invece coglie la lazio, e non si può esattamente definire una novità, visto che i gol segnati nel recupero in stagione sono stati 11. pardon, 12: al 1' di recupero Milinkovic inventa un pallonetto che Caicedo (che se segnasse la metà di quanto rende sarebbe un giocatore da Champions) aggiusta per la zoccolata di Immobile. La Lazio resta terza, ma al di là della posizione e del record eguagliato può essere serena, perché se riesce a risolvere partite che non gioca esattamente bene ha magnifiche prospettive davanti a sé.