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Calori e la 'maledizione' di quel gol: ''E pensare che tifavo per la Juve...''

Il gol di Calori in Perugia-Juventus 
Il difensore del Perugia, che ora fa l'allenatore, ricorda quel pomeriggio che decise proprio lui. ''Ho fatto tanto in carriera, ma si parla solo di quell'episodio''. E sulla pioggia: "Sembrava la fine del mondo, 75' fermi, la partita andava sospesa"
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La vita compressa in un attimo. Giuliano Sarti ha giocato con Fiorentina, Inter, Juventus e Nazionale. Ha vinto tre scudetti, due Coppe dei Campioni, due coppe Intercontinentali ed una Coppa delle Coppe. Eppure nella memoria collettiva c'è la palla più innocua del mondo che gli sfugge dalle mani in un pomeriggio mantovano del 1967, facendo perdere all'Inter uno scudetto praticamente vinto. Il Milan del 1973, quello della stella che poi stella no fu, ha vinto la Coppa Italia battendo la Juve, la Coppa delle Coppe piegando dopo una battaglia il 'cattivo' Leeds del 'cattivo' Don Revie, ma viene ricordato per il 5-3 nella fatal Verona che gli costò il decimo titolo. Alessandro Calori ha giocato con Pisa, Udinese, Perugia, Brescia e Venezia. Come allenatore ha guidato una decina di squadre, eppure... Quattordici maggio 2000: Perugia-Juventus 1-0, Calori al 50', uno scudetto che sembra juventino vira verso la Lazio.


''Ancora vogliamo parlare di quel gol! Penso di aver fatto parecchie cose nel calcio, è incredibile che venga ricordato sempre e solo per quello''.
Mica è colpa nostra se i muri di Roma sono ancora 'dipinti' di 'grazie Calori'...
''Lo immagino, del resto le radio laziali mi chiamano sempre. E anche i tifosi quando organizzano degli eventi non si dimenticano mai di me''.
E non è contento?
''Da una parte fa piacere. Chissà quanti vorrebbero avere il mio ruolo in questa storia. Dall'altra però sminuisce il resto. Insomma, questo gol se non proprio una condanna, rappresenta quanto meno una rottura...''.
Ma torniamo a quel 5' del secondo tempo. Se le ricapitasse quel pallone?
''Sono sempre stato un professionista corretto e segnerei di nuovo. Però certo, far perdere uno scudetto alla Juve... Io, juventino cresciuto nel mito di Gaetano Scirea''.
Riavvolgiamo il nastro di qualche giorno indietro. Voi salvi, Juve famelica: vi sentivate vittime sacrificali?
''Si è detto tanto in questi anni, ma mentre c'erano polemiche tra Juve e Lazio per il gol non dato a Cannavaro (che all'epoca era nel Parma, ndr) a Torino, la settimana che portava all'incontro per noi fu all'insegna del relax. Non avevamo niente da chiedere al campionato. Vero, vincendo avremmo conquistato l'Intertoto, un torneo per accedere in Coppa Uefa, ma non c'era alcuna pressione''.
Si disse che Luciano Gaucci però vi caricò come molle.
''Il presidente era un personaggio vulcanico, caricava sempre la squadra, in qualunque partita''.
E poi in panchina c'era un certo Carlo Mazzone, uno poco disposto a convenevoli.
''Sor Carletto era uno spettacolo continuo. Diceva sempre 'Me devono dà la scudetto degli onesti, me so sempre comportato da omo coretto' (ride e sfoggia un dialetto romanesco, risultato simile a quando Celentano al cinema faceva 'Er più', ndr)''.
Ma quel giorno Mazzone fece qualche raccomandazione particolare?
''No, ci disse di andare in campo e fare la nostra partita''.
Ad inizio gara la Juve spinse a tutta.
''Sì, mangiandosi un sacco di gol. In particolare Filippo Inzaghi, uno che non sbagliava mai, la porta quel giorno non la vide proprio''.
Poi l'intervallo e la pioggia.
''Pioggia? La fine del mondo direi. Il sottopassaggio che portava al campo sembrava un fiume. Siamo stato un'ora e un quarto chiusi in spogliatoio ad aspettare, cosa non semplice: né fisicamente né psicologicamente. Noi aspettavamo senza patemi la decisione se riprendere, la Juve invece non voleva più giocare. E Collina stava al telefono, penso a parlare con il Nicchi dell'epoca, per capire il da farsi...''
La Lazio intanto aveva vinto la sua partita. Ed alla fine si giocò.
''Ma onestamente va detto la gara andava rinviata. Dopo 75' di sospensione, nonostante il campo avesse tenuto in modo accettabile, non c'erano più le condizioni per giocare''.


Lei segnò subito, e per la Juve fu il panico.
''Si fecero prendere dalla foga, inoltre Zambrotta fu espulso e restarono in dieci. Poi la stanchezza prese il sopravvento. Avevano cominciato a luglio dell'anno prima con l'Intertoto'.
Alcuni di voi, Materazzi su tutti, difesero con le unghie la vittoria.
''Materazzi è Materazzi, se sposa una causa lo fa fino in fondo...''.
Calori adesso fa all'allenatore. Quest'anno a Terni non è andata granché. Programmi?
''Mi rifaccio all'insegnamento di Mazzone. Non voglio regali da nessuno, mi piacerebbe però prendere una squadra X, piccola, e portarla in serie A''.
Facciamo un gioco. La squadra X da lei allenata è già salva, ed all'ultima giornata riceve la Juventus a caccia dello scudetto.
''Facciamo che è meglio di no. Ho già dato''.
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