Infortuni, il calo di Immobile e una difesa in crisi: così è svanito il sogno della Lazio
di GIULIO CARDONE
Simone Inzaghi (ansa)
Tre sconfitte in cinque giornate, la squadra di Inzaghi si è allontanata - forse in maniera definitiva - dalla Juve capolista. Prima dello stop andava a mille, qualcosa non ha funzionato nella programmazione della preparazione atletica dopo il lockdown
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In quattro giorni, da sabato a martedì, perdendo in casa con il Milan e poi a Lecce, contro i giallorossi che erano terz'ultimi in classifica, la Lazio ha buttato al vento la concreta speranza di contendere lo scudetto alla Juve. Avevano sognato, i biancocelesti, perché la squadra di Inzaghi aveva chiuso la stagione "regolare", prima dello stop per Covid, a un solo punto dai bianconeri. Erano reduci da 21 risultati utili consecutivi e giocavano benissimo, forse il miglior calcio d'Italia, trascinati dai "Fab Four", cioè Milinkovic, Luis Alberto, Immobile e Correa. Il baricentro alto della squadra era bilanciato dall'architrave Leiva, formidabile playmaker fino appunto all'interruzione per la pandemia. E dietro, Strakosha faceva miracoli e Acerbi non sbagliava una partita. Era una macchina perfetta, la Lazio di Simone Inzaghi, capace anche di rimonte incredibili quando le gare sembravano compromesse.
Tutto questo, alla ripresa del campionato - inutile ricordare per la milionesima volta la battaglia di Lotito affinché si tornasse a giocare - è scomparso. Tre le sconfitte in 5 turni, mentre prima erano state appena 2 in 26 giornate. Evidentemente sono stati commessi errori nella programmazione della preparazione atletica dopo il lockdown, perché la Lazio è più lenta delle altre squadre. Fatica, arranca, cammina mentre le rivali corrono. Arriva quasi sempre seconda sul pallone. Diventa spesso pericolosa nella ripresa, è vero, ma appare più una reazione nervosa che altro. Il rimpianto, per Inzaghi, è però soprattutto quello di non aver potuto più schierare la formazione che lo aveva portato a un punto dalla Juve.[[ge:rep-locali:rep-roma:261288868]]
Quanti infortuni
Il fondamentale Leiva, operato al menisco il 4 aprile, alla ripresa - a quasi tre mesi dall'intervento - non era ancora pronto, il ginocchio si gonfiava. Gli infortuni hanno tormentato la squadra: stagione finita per Lulic e Marusic, Correa (stiramento al collaterale del ginocchio sinistro, out 20 giorni) e Cataldi in condizioni precarie, Luiz Felipe è rientrato a Lecce dopo 3 settimane di stop, Vavro ha la pubalgia. A disposizione, per la sfida con il Milan, considerando anche gli squalificati Immobile e Caicedo, i calciatori sani erano 13 più 2 portieri. A Lecce avevano problemi muscolari Jony, Luis Alberto e gli stessi Immobile e Caicedo. Una situazione incredibile. Insomma il tecnico ha dovuto rinunciare a uomini importanti in ogni reparto e anche su questo Lotito chiede spiegazioni, pretende risposte da staff tecnico e medico. Dopo gli elogi a tutti per un campionato da record (oltre alla vittoria della Supercoppa), ora il presidente è deluso dalle ultime prestazioni. Non si può parlare solo di sfortuna (che ha inciso per l'80%, secondo i dirigenti che sono sempre a contatto con la squadra) e di coincidenze: fatto sta che ancora una volta, la Lazio accusa una pesante flessione nella parte finale della stagione. E la sconfitta della Juve con il Milan aumenta i rimpianti.
Dal punto di vista mentale, la squadra di Inzaghi non è stata in grado di reggere lo stress di giocare ogni tre giorni, con lo scudetto in palio. Più delle riserve (il problema della famosa "rosa corta" non si sarebbe posto se non fosse scoppiata la pandemia), a Lecce hanno fallito i trascinatori della squadra, da Acerbi e Luis Alberto a Immobile. Ecco, il centravanti azzurro sembra la controfigura del cannoniere implacabile che la buttava dentro in ogni partita: ma i tifosi biancocelesti non hanno alcuna intenzione di prendersela con un attaccante capace di realizzare 29 in campionato. Sperano solo che torni a segnare, per centrare il secondo posto, traguardo - ricordiamolo - inimmaginabile a inizio stagione. In crisi anche la difesa, che era la migliore del campionato prima dello stop: da quando si è tornati in campo, invece, subisce due gol a partita, 10 in 5 gare. Attenuante credibile: delle prime 4 in classifica, solo la Lazio ha avuto un calendario che l'ha costretta effettivamente a giocare ogni tre giorni. Lo ha detto Tare prima della gara con il Lecce: la società è molto irritata, si sente penalizzata rispetto alle concorrenti che hanno avuto qualche giorno in più per riposare e recuperare. Lo ha sottolineato solo ora, il direttore sportivo, per non concedere alibi alla squadra. E il rapporto con gli arbitri continua a essere controverso (tre rigori contro in 3 gare di seguito). Tutti insieme, questi fattori nel giro di pochissimo tempo hanno spezzato l'incantesimo. Adesso riuscire a togliere lo scudetto alla Juve sarebbe davvero un miracolo.