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Lazio, Luis Alberto si scusa per la polemica sugli stipendi: "Non era il momento giusto"

Lo spagnolo dopo la sparata nel giorno dell'inagurazione dell'aereo biancoceleste. "Mi scuso e ci metto la faccia"
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"Mi prendo le mie responsabilità, ho fatto una caz**. Non era il momento giusto". Dopo il duro attacco alla Lazio per la questione degli stipendi arretrati, Luis Alberto ci mette la faccia e chiede scusa. Lo fa attraverso una diretta su Instagram: "Sono qui per sistemare tutto questo. Avevo qui un discorso preparato con Angelo (Peruzzi, ndr), ma mi sembrava un po’ freddo, per questo ho deciso di parlarvi io in diretta. Ho sempre detto ciò che penso: i soldi non sono tutto ed è un periodo difficile per tutti, ne sono consapevole.  Ora voglio chiudere la questione e pensare solo a giocare a calcio. Non parlo solamente per me, dico per tutti. Voglio che la Lazio lavori per il bene di tutti, c’è tanta gente dietro".

La società, già al centro della tempesta sui tamponi, si era molto irritata per la polemica di Luis Alberto. E ha così preteso un chiarimento dal giocatore, che potrebbe essere comunque sanzionato con una multa: "Non sono laziale, ma devo ringraziare la Lazio per tutto ciò che mi ha dato. Dobbiamo continuare a essere una famiglia, ho sbagliato il momento. Dobbiamo migliorare, e fare tutte le cose per bene. Continuiamo a lavorare, speriamo di festeggiare titoli in più". Poi alla gente biancoceleste: "Ho dato il massimo e lo farò sempre, finché starò qui. Sono sceso in campo anche da infortunato, anche quando sto male. Mi sono arrivati tanti messaggi dai tifosi. Non posso essere laziale come voi o come Danilo (Cataldi, ndr). Chiedo scusa alla gente che si è sentita offesa, non era mia intenzione".
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