Cancellare il ricordo di Inzaghi? No, Sarri non ci pensa proprio: “Il mio compito non è questo. Inzaghi deve essere ricordato con piacere e affetto, io invece devo fare i risultati ed essere amato dal popolo laziale”. Alla vigilia di Lazio-Inter, il tecnico biancoceleste spende parole al miele per l’ex allenatore biancoceleste, ora alla guida dei nerazzurri: “È tra i migliori in Italia, lo era già prima, ha fatto un grande ciclo alla Lazio. Adesso allena una squadra forte, tra le favorite per la vittoria del campionato. Ha dei valori assoluti di grandissimo livello, sia tecnici che fisici”. L’esito del big match di venerdì all’Olimpico (oltre 50 mila spettatori) non è però scontato per Sarri: “Hanno qualcosa in più di noi, ma nella partita secca abbiamo dimostrato lo scorso anno che possiamo giocarcela”.
Sarri: "Ci manca solo il gol"
Sarri spera di ritrovare la precisione in zona gol che è mancata contro il Torino: “Non sono preoccupato per la fase offensiva, adesso ci può mancare un pizzico di brillantezza nei giocatori che fanno la differenza davanti. A Torino poi abbiamo avuto 6 palle gol nette che non abbiamo concretizzato: l’anno scorso la nostra percentuale di realizzazione era altissima, adesso non lo è, sicuramente anche per motivi fisici”.
Mercato, Reguillón prima scelta
Sul mercato ha chiesto a Lotito un ultimo rinforzo, un terzino sinistro (Reguilón del Tottenham è il profilo individuato): “Se lo vorrei prendere più simile a Lazzari? Non devo sceglierlo io, c’è chi lo fa di lavoro perché devo farlo io”. In chiusura sull’episodio dell’anno scorso, con il gol di Felipe Anderson con Dimarco a terra, da cui sono nate polemiche: “È giustissimo a livello sportivo e anche da regolamento morale, bastava che loro non tirassero in porta. Mi aspetto una Lazio arrabbiata, l’Inter non lo so”.