LIVORNO - La Lazio continua a sperare nella conquista del sesto posto che vale l'Europa e spinge in basso il Livorno. I labronici disegnano una prova con poche e decisive sbavature. Nicola, tornato in panchina per la mission impossible, chiama i suoi "all'impresa sportiva". Il Livorno ci mette la faccia e gioca dignitosamente. Ma i limiti offensivi sono palesi e fatali. Sarà pure incerottata e in emergenza, questa Lazio. Eppure Reja riesce a darle equilibrio tra reparti e credibilità. E' vero che ci sono dei rischi, soprattutto Pereirinha fa assai bene la fase d'attacco, sulla destra, ma quando deve abbassarsi lascia a Mesbah immense praterie. Ma il moto perpetuo di una squadra flessibile non dà riferimenti fissi agli avversari. Ed è un vantaggio non indifferente. Il Livorno si esprime a folate. Lascia l'iniziativa e poi per alcuni minuti aumenta la sua intensità cercando così di sorprendere il più dotato avversario. Al 4' Bardi vince il primo duello a distanza con Mauri, girata del capitano e volo a respingere del giovane portiere; Unidici minuti dopo, però, Mauri tira da posizione angolatissima, con precisione ma neppure con troppa convinzione, Castellini lo lascia fare, Bardi è in ritardo, la sfera si insacca. E dire che tre minuti prima un colpo di testa di Biagianti angolatissimo su azione d'angolo (10 ne tirano i labronici nella prima parte!) ha fatto gridare al gol ma ha trovato la deviazione miracolosa di Berisha, sempre più convincente. La Lazio comanda la parte centrale del tempo, con Biglia che chiama Bardi a una gran devizaione dalla distanza, il finale di tempo è amaranto, con lo stesso Biglia a regalar palla a Siligardi che si mette in proprio e viene anticipato al momento del tiro vincente da Ciani.
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Ripresa e in cinque minuti il risultato finisce in cassaforte. E' decisivo ancora Mauri, il capitano riceve in libertà sul dischetto del rigore e prova a piazzare il colpo del ko, Rinaudo s'immola, respinge con tronco, la palla carambola su un braccio, l'arbitro di porta suggerisce rigore, De Marco indica il dischetto. Candreva fa la solita scena dell'ex, gol senza esultanza (ma il suo è un gol 'storico' per la Lazio: con 12 reti supera Hernanes e Nedved e diventa il centrocampista biancoceleste ad aver segnato di più in un campionato). Il Livorno è all'inferno. Nicola prova a scuoterlo, dentro Belfodil, attaccante potente e involuto. Berisha vede ronzare i labronici attorno all'area ma non deve mai intervenire. Reja chiede ai suoi di aggredire i portatori palla e non abbassarsi troppo. Quello che risponde meglio è il senatore Ledesma, partita magistrale. Il Livorno si scopre, attaccando a testa bassa, Nicola inserisce anche i giovani Piccini e Bruzzi, ma va più vicina la Lazio al tris che i toscani all'1 a 2. Bardi si fa perdonare l'esitazione fatale con parate importanti, chiudendo la strada a Keita, Onazi, Candreva e Anderson. Per il Livorno la speranza si fa più flebile, la Lazio è attesa domenica alla sfida per l'Europa con il Verona.
LIVORNO-LAZIO 0-2 (0-1)
LIVORNO: Bardi 6- Valentini 5,5 (79' Bruzzi 6), Emerson 6, Rinaudo 5,5 - Castellini 5 (63' Piccini 5,5), Duncan 6, Biagianti 6,5, Greco 6 (53' Belfodil 5), Mesbah 6,5 - Siligardi 5,5 - Paulinho 5. All. Nicola.
LAZIO: Berisha 6.5 - Pereirinha 6, Ciani 6, Cana 6,5, Lulic 6 - Biglia 6, Ledesma 7, Onazi 6 (71' Gonzalez 6)- Candreva 6,5 (80' Anderson 6), Mauri 6,5, Keita 6,5 (88' Perea sv.). All. Reja.
ARBITRO: De Marco di Chiavari 5
RETI: 15' Mauri; 51' Candreva (rigore).
NOTE: ammoniti: Bardi, Greco, Rinaudo, Pereirinha. Recupero 1' e 4'.
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Ripresa e in cinque minuti il risultato finisce in cassaforte. E' decisivo ancora Mauri, il capitano riceve in libertà sul dischetto del rigore e prova a piazzare il colpo del ko, Rinaudo s'immola, respinge con tronco, la palla carambola su un braccio, l'arbitro di porta suggerisce rigore, De Marco indica il dischetto. Candreva fa la solita scena dell'ex, gol senza esultanza (ma il suo è un gol 'storico' per la Lazio: con 12 reti supera Hernanes e Nedved e diventa il centrocampista biancoceleste ad aver segnato di più in un campionato). Il Livorno è all'inferno. Nicola prova a scuoterlo, dentro Belfodil, attaccante potente e involuto. Berisha vede ronzare i labronici attorno all'area ma non deve mai intervenire. Reja chiede ai suoi di aggredire i portatori palla e non abbassarsi troppo. Quello che risponde meglio è il senatore Ledesma, partita magistrale. Il Livorno si scopre, attaccando a testa bassa, Nicola inserisce anche i giovani Piccini e Bruzzi, ma va più vicina la Lazio al tris che i toscani all'1 a 2. Bardi si fa perdonare l'esitazione fatale con parate importanti, chiudendo la strada a Keita, Onazi, Candreva e Anderson. Per il Livorno la speranza si fa più flebile, la Lazio è attesa domenica alla sfida per l'Europa con il Verona.
LIVORNO-LAZIO 0-2 (0-1)
LIVORNO: Bardi 6- Valentini 5,5 (79' Bruzzi 6), Emerson 6, Rinaudo 5,5 - Castellini 5 (63' Piccini 5,5), Duncan 6, Biagianti 6,5, Greco 6 (53' Belfodil 5), Mesbah 6,5 - Siligardi 5,5 - Paulinho 5. All. Nicola.
LAZIO: Berisha 6.5 - Pereirinha 6, Ciani 6, Cana 6,5, Lulic 6 - Biglia 6, Ledesma 7, Onazi 6 (71' Gonzalez 6)- Candreva 6,5 (80' Anderson 6), Mauri 6,5, Keita 6,5 (88' Perea sv.). All. Reja.
ARBITRO: De Marco di Chiavari 5
RETI: 15' Mauri; 51' Candreva (rigore).
NOTE: ammoniti: Bardi, Greco, Rinaudo, Pereirinha. Recupero 1' e 4'.