MILANO - Ora l'imperativo del Milan è quello di evitare il ripetersi del contraccolpo post-Barcellona andato in scena un anno fa quando i rossoneri persero 1-2 in casa con la Fiorentina quattro giorni dopo l'eliminazione ai quarti di finale di Champions League sempre con i catalani. Quella partita costò il sorpasso scudetto della Juventus. Ora in gioco, dopo l'uscita di scena agli ottavi dell'ex Coppa Campioni, c'è la rincorsa al 2° posto e la difesa del 3°, le posizioni che permettono di ripresentarsi ai nastri dell'Europa che conta ad agosto (preliminari) o settembre (qualificazione diretta ai gironi). L'avversario di domenica sembra più abbordabile dei viola dell'aprile 2012: il Palermo a un passo dalla Serie B.
LA CARICA DI BALOTELLI - Allegri ritrova Balotelli che può giocare dal primo minuto dopo l'ingresso in campo al posto di Pazzini a Genova, quando era ancora malconcio per l'infortunio del derby (invece Pazzini anche oggi si è allenato a parte per smaltire i postumi della botta rimediata a Marassi col Genoa). E proprio Balotelli cerca di scuotere la squadra: "La nostra crescita non era prevista contro il Barcellona in una sola partita - scrive sul suo profilo Facebook secondo quanto riporta Sky Sport - ma siamo proiettati verso il futuro. Ne sono sicuro dal momento in cui ho firmato il contratto. Quando mi muovo, lo faccio solo per vincere ed è successo in ogni squadra in cui sono andato. Torneremo a farlo fin dal prossimo anno".
"LA COSA GIUSTA" - Ma è difficile voltare subito pagina dopo la mazzata del Camp Nou. Mentre Boateng omaggia Iniesta ("Martedì ho incontrato il miglior centrocampista del mondo, Iniesta"), Niang torna su uno dei momenti chiave della partita: il palo colpito nel primo tempo sull'1-0 per il Barcellona: "Tutti mi hanno detto che ho fatto la cosa giusta - dichiara al giornale francese L'Equipe - attraverso questo genere di episodi si impara. Quando ho visto Valdes fuori dai pali, ho pensato al pallonetto ma era rischioso. Ho deciso quindi di aggiustarmi la palla prima di incrociare il tiro, ma ho trovato il palo".
ALLEGRI E LA ROMA - La fragorosa sconfitta di Barcellona, che ha capovolto in 90' tre settimane di speranza rossonera, apre anche i discorsi sul futuro della panchina milanista. La capacità mostrata nel plasmare con discreto successo un gruppo uscito rivoluzionato e impoverito dalla scorsa estate ha fatto guadagnare ad Allegri consensi in Italia e all'estero. In Serie A punta su di lui la Roma che, non a caso, è alle prese da un paio di stagioni con una squadra piena di giovani talenti da assemblare. Le voci sul livornese (contratto in scadenza nel 2014) in giallorosso sono sempre più insistenti. Nel caso in cui le strade tra il tecnico dello scudetto 2011 e i rossoneri si separassero davvero, la linea di successione principale sarebbe quella che segue i nomi del Milan di Arrigo Sacchi: i soluti Rijkaard, Van Basten e Donadoni. In questo momento è in prima fila il bergamasco, protagonista di un ottimo lavoro alla guida del Parma, la stessa squadra dalla quale partì il capostipite di Fusignano 26 anni fa.
LA CARICA DI BALOTELLI - Allegri ritrova Balotelli che può giocare dal primo minuto dopo l'ingresso in campo al posto di Pazzini a Genova, quando era ancora malconcio per l'infortunio del derby (invece Pazzini anche oggi si è allenato a parte per smaltire i postumi della botta rimediata a Marassi col Genoa). E proprio Balotelli cerca di scuotere la squadra: "La nostra crescita non era prevista contro il Barcellona in una sola partita - scrive sul suo profilo Facebook secondo quanto riporta Sky Sport - ma siamo proiettati verso il futuro. Ne sono sicuro dal momento in cui ho firmato il contratto. Quando mi muovo, lo faccio solo per vincere ed è successo in ogni squadra in cui sono andato. Torneremo a farlo fin dal prossimo anno".
"LA COSA GIUSTA" - Ma è difficile voltare subito pagina dopo la mazzata del Camp Nou. Mentre Boateng omaggia Iniesta ("Martedì ho incontrato il miglior centrocampista del mondo, Iniesta"), Niang torna su uno dei momenti chiave della partita: il palo colpito nel primo tempo sull'1-0 per il Barcellona: "Tutti mi hanno detto che ho fatto la cosa giusta - dichiara al giornale francese L'Equipe - attraverso questo genere di episodi si impara. Quando ho visto Valdes fuori dai pali, ho pensato al pallonetto ma era rischioso. Ho deciso quindi di aggiustarmi la palla prima di incrociare il tiro, ma ho trovato il palo".
ALLEGRI E LA ROMA - La fragorosa sconfitta di Barcellona, che ha capovolto in 90' tre settimane di speranza rossonera, apre anche i discorsi sul futuro della panchina milanista. La capacità mostrata nel plasmare con discreto successo un gruppo uscito rivoluzionato e impoverito dalla scorsa estate ha fatto guadagnare ad Allegri consensi in Italia e all'estero. In Serie A punta su di lui la Roma che, non a caso, è alle prese da un paio di stagioni con una squadra piena di giovani talenti da assemblare. Le voci sul livornese (contratto in scadenza nel 2014) in giallorosso sono sempre più insistenti. Nel caso in cui le strade tra il tecnico dello scudetto 2011 e i rossoneri si separassero davvero, la linea di successione principale sarebbe quella che segue i nomi del Milan di Arrigo Sacchi: i soluti Rijkaard, Van Basten e Donadoni. In questo momento è in prima fila il bergamasco, protagonista di un ottimo lavoro alla guida del Parma, la stessa squadra dalla quale partì il capostipite di Fusignano 26 anni fa.