Allegri, cosa c'è di vero?
"Sono arrivate le smentite di tre società (Inter compresa perché anche i nerazzurri sono stati inseriti tra i pretendenti al tecnico toscano, ndr). E non c'è bisogno che mi aggiunga a queste smentite. Queste sono illazioni, ho un contratto con il Milan e sono concentrato con i ragazzi e la società, all'ottenimento di un obiettivo importante e quasi impossibile mesi fa. Questo argomento va chiuso da ora fino a fine stagione, e fortunatamente è stato chiuso - ha continuato alzando il tono di voce - nel rispetto mio, della Roma e dell'Inter, che hanno allenatori importanti".
Ma ormai manca poco al termine della stagione.
"Parlare di mercato non ha senso e mi dispiace leggere di aver firmato con la Roma perché sono una persona onesta e qualsiasi cosa dovesse succedere ho sempre detto che i primi a saperlo sarebbero i miei datori di lavoro. Da ora fino a fine stagione non parlerò più del mio futuro e ne parlerò poi solo con il mio presidente e con l'ad Galliani (che al termine della conferenza ha salutato i giornalisti con una battuta: ''Vado a mangiare con il mio allenatore del cuore''). In tre anni col presidente ho avuto e ho un ottimo rapporto".
La squadra come reagisce a queste voci?
"Sono illazioni che non ci destabilizzano e non ci distraggono dal nostro obiettivo che è il terzo posto. E' normale che in questo periodo ci siano voci di mercato su allenatori e giocatori, ma in questo momento non mi interessano, nella testa ho solo la voglia di finire al meglio la stagione. Il terzo posto sarebbe come uno scudetto per come è andata la stagione. Il quarto posto non sarebbe un fallimento, ma sarebbe un risultato amaro e non ci voglio nemmeno pensare. Per come è concentrata la squadra, potrebbe anche giocare senza allenatore le ultime quattro partite di campionato".
Ma quali sono i suoi rapporti attuali con Berlusconi?
"Non si può sempre essere d'accordo su tutto, ma non è detto che uno scambio di vedute fra l'allenatore e il presidente o l'amministratore delegato possa creare malumori. Con il presidente ho un ottimo rapporto da tre anni, e con Galliani ancor di più perché abbiamo un confronto quotidiano. Quello che mi interessa è sapere di avere la fiducia della società".
Quando deciderà cosa fare nella prossima stagione?
"Ne parlerò a campionato finito con il presidente Berlusconi e Galliani. Come ho detto un mese e mezzo fa, se dovesse esserci qualcosa, i primi a saperlo sarebbero il presidente Berlusconi e l'ad Galliani. Nei migliori matrimoni, anche se su questo non posso essere affidabile (battuta legata al fatto che Allegri ha deciso di non sposarsi a poche ore dal primo matrimonio e ha alle spalle un divorzio, ndr), la diversità di vedute non significa che non vado d'accordo con il presidente. Ci siamo sentiti prima e dopo la partita di domenica con il Catania, con lui non ho mai avuto problemi. Quando parliamo lui mi dice cosa penso e io pure, ma è il normale rapporto fra datore di lavoro e dipendente".
Ma quali sono le sue intenzioni?
"Il mio intento è quello di rimanere al Milan. E' il club più titolato al mondo e tutti gli allenatori ambirebbero a sedere qui in panchina. Io ci sono e non capisco perché dovrei pensare di andarmene. Tranquillo? E' una parola che non mi piace, sono sereno".
Dubbi di formazione per domani?
"In attacco ci saranno Balotelli e Boateng e poi deciderò se El Shaarawy o Robinho. Devo valutare la situazione di El Shaarawy (ha una leggera infiammazione alla caviglia destra, ndr)".