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Milan, Allegri: "Tra dieci giorni saprete il mio futuro"

Il tecnico rossonero rimanda la sua decisione: "Non parlo di cosa farò il prossimo anno, prima c'è da conquistare il terzo posto, che sarebbe merito di tutti: società, squadra e tifosi". Ma guai a sottovalutare il Pescara: "Giocano senza pressioni, Bucchi vuole centrare la sua prima vittoria in A"
di STEFANO SCACCHI

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MILANO - La "sua" Pescara potrebbe regalargli un passo avanti decisivo verso la sicurezza del 3° posto: Massimiliano Allegri cerca un successo decisivo all'Adriatico, lo stadio dove ha debuttato in Serie A da calciatore e dove domani sera il Milan può avvicinarsi alla quasi certezza della posizione che spalanca i preliminari di Champions League.
Allegri, siete a un passo dal traguardo?
"C'è la voglia e c'è la consapevolezza di quello che i ragazzi hanno fatto e devono finire di fare. Non ci deve essere fretta, le partite si vincono quando l'arbitro fischia la fine. Le motivazioni devono fare la differenza".
Poi lei potrà decidere cosa fare nella prossima stagione?
"Sono sereno perché non parlo più del mio futuro, diventerebbe un tormentone, non ha senso anche perché andrebbero coinvolte altre società e altri allenatori, e non sarebbe rispettoso. Ora siamo tutti concentrati sul terzo posto. Ne parleremo a fine campionato con la società e poi, forse, con voi giornalisti".
Piersilvio Berlusconi oggi ha parlato bene di lei.
"Ho sempre sentito fiducia e stima da parte di tutta la società, a partire dal presidente che altrimenti non mi avrebbe tenuto tre anni al Milan. E mi hanno fatto piacere le parole dei tifosi, ho sempre avuto rispetto del pubblico. Non sono uno che fa grandi manifestazioni di gioia, questo non vuol dire che non apprezzi".
Il suo contratto scade nel 2014, resterebbe al Milan senza prolungamento?
"Prima si parlava di esonero, poi della mia decisione di andare via. Vi chiedo cortesemente di aspettare dieci giorni e poi saprete, magari prima dalla società e poi da me, se mi mandano via o se rimango. Da questo punto di vista, giocare ogni tre giorni ora è un vantaggio, aspettare una settimana potrebbe diventare un po' snervante. Invece giochiamo domani e possiamo scaricare in campo le tensioni e le preoccupazioni per centrare questo benedetto 3° posto".
Secondo lei, chiudere al 3° posto in questa stagione equivarrebbe a uno scudetto. Galliani invece ha detto che sono cose diverse.
"Il 3° posto avrebbe un sapore particolare, sarebbe una soddisfazione diversa da quella dello scudetto, ma avrebbe un'importanza molto vicina".
A inizio stagione però Galliani disse che, dopo i colpi di fine mercato, il Milan avrebbe dovuto puntare allo scudetto.
"L'input della società a inizio stagione era quello di dire che il Milan avrebbe dovuto lottare per il massimo obiettivo. Abbiamo fatto una rincorsa importante. La società ha detto che bisognava vincere lo scudetto, ma era solo un input".
Perché Balotelli continua a dare segni di nervosismo in campo, protestando molto con gli arbitri?
"Con Balotelli ho parlato anche stamattina, un campione deve saper gestire i momenti di difficoltà, imparerà. Gli posso solo dare consigli tecnici-tattici. Lui ha un padre. E' un ragazzo che sa dove sbaglia, migliorerà".
nvece cosa dice a El Shaarawy per tenerlo su di morale?
"In tempi non sospetti a Stefano ho detto che deve costruire la sua forza attraverso la prestazione, perché sarebbe arrivato un momento in cui avrebbe segnato meno. Gli auguro tutte le domeniche di far gol, ma non può essere così. Deve avere la forza di capire che quando si fanno meno gol non ci si deve abbattere né farsi condizionare. Deve restare sereno, nessuno si aspettava i suoi 16 gol, deve essere soddisfatto. Sono soddisfatto anche di quello che sta facendo adesso. Domenica non ha giocato bene come tutta la squadra, ma ci ha dato dentro. E' impensabile che possa giocare 40 partite alla stessa intensità. Tornerà a segnare".
Ha già deciso la formazione? Torna Ambrosini: cambierà qualcosa a centrocampo?
"No, a metà campo giocheranno gli stessi scesi in campo col Torino (Flamini, Muntari, Nocerino, ndr). Davanti Balotelli, poi due tra Niang, El Shaarawy e Pazzini. Può partire pure il Pazzo, ma è difficile: lui ci dà molto a partita in corso".
Andreazzoli propone l'introduzione del time-out nel calcio: cosa ne pensa?
"E' una cosa possibile ma andrebbero studiati i tempi per poter farlo perché durante una partita ci sono tempi in cui il time-out non si può fare. La tecnologia? Non so come funzionerebbe. Anche con la tecnologia ci sono casi in cui la decisione ultima è dell'uomo e altri in cui non c'è chiarezza. E con l'introduzione degli arbitri di porta le cose sono andate meglio, c'è più sicurezza nell'accertare certe situazioni".

BERLUSCONI JUNIOR CONTENTO  -  In mattinata era stato Piersilvio Berlusconi, dopo che nei giorni scorsi lo aveva fatto Barbara ("E' molto importante che Barbara sia all'interno del Milan, rende mio padre più vicino al club e la posizione di famiglia più forte"), a dedicare parole di stima ad Allegri: "Non c'è una questione allenatore", ha detto durante la conferenza stampa di presentazione dei canali free di Mediaset a Cologno Monzese. "Il mister ha fatto un buon lavoro, ma parlando esclusivamente da tifoso non saprei cosa dire riguardo al suo futuro. Non mi occupo del Milan. Credo che la strada intrapresa da Allegri sia quella giusta: puntare sui giovani e creare una squadra collettiva. In questo momento il terzo posto è il massimo cui possiamo arrivare ma prima bisogna ottenerlo". Berlusconi junior appoggia anche l'idea del ministro Cecile Kyenge di utilizzare Balotelli come testimonial per l'estensione della cittadinanza italiana a tutti i nati sul nostro territorio, indipendentemente dalla nazionalità dei genitori: "E' un'ottima idea, potrebbe servire anche a lui per maturare. Io sono contentissimo che lui sia al Milan. E' così forte che si fa perdonare qualunque cosa. Con El Shaarawy forma una grande coppia".
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