GALLIANI PER IL VIAGGIO - A Malpensa invece si è presentato Galliani per decollare con il gruppo. E' il classico programma dell'ad in occasione dei viaggi europei ma in queste settimane convulse assume il significato di una staffetta simbolica tra due figure che ormai viaggiano su rette parallele destinate a non incontrarsi più. Barbara Berlusconi a Milanello, Galliani a Malpensa. Barbara impegnata a costruire il nuovo Milan con la difficoltà di un ribaltone difficile da concretizzare a gennaio perché i manager prescelti hanno incarichi robusti dai quali è difficile svincolarsi breve (Claudio Fenucci nel Cda della Roma, Michele Uva dg di Coni Servizi e Demetrio Albertini al vertice del Club Italia che si avvicina al Mondiale). Galliani coinvolto nella trattativa per il conteggio di una maxi-liquidazione frutto di 27 anni da massimo dirigente del Milan. Un calcolo che la famiglia Berlusconi vuole concludere prima della fine dell'anno. E poi si vedrà se l'addio arriverà con l'inizio del 2014 o sarà sancito la prossima primavera.
BALOTELLI IN RITARDO - A valle c'è una squadra che sembra smarrita e senza rotta in questo scenario. I giocatori più rappresentativi sbandano. Anche questa mattina Balotelli non ha rispettato l'orario previsto che impone di presentarsi sessanta minuti prima dell'inizio dell'allenamento. L'appuntamento in campo era per le 11.30, il centravanti azzurro è arrivato a Milanello alle 10.55, quindi con circa 25 minuti di ritardo. ''Non so se era in ritardo o meno - ha detto Galliani -, l'allenamento era alle 11.30 e lui è arrivato prima. Chiedete all'allenatore se bisogna essere nello spogliatoio mezz'ora o un'ora prima. Balotelli via? Resta al 101%''.
La svogliatezza dell'attaccante è il segnale peggiore per Allegri, alle prese con l'ennesimo incrocio prossimo a un ultimatum della sua avventura milanista. Sono termini spesso abusati nei confronti del livornese che ha sempre retto a ogni scossone, resistendo sulla panchina rossonera anche quando il tempo a sua disposizione pareva scaduto. Ma un fallimento domani a Glasgow potrebbe provocare le conseguenze spesso rinviate negli ultimi mesi. Il Milan, infatti, non può permettersi un'uscita prematura dalla Champions League in un girone relativamente facile.
LE SOLITE OMBRE - E così tornano a profilarsi le solite ombre che hanno fattezze ormai note. Inzaghi che oggi viaggerà insieme alla prima squadra perché domani la sua Primavera sfiderà il Celtic nella Champions giovanile; Mangia possibile sostituto di Allegri a stagione in corso; Seedorf, l'uomo per la panchina del nuovo scorso al termine di questa stagione. "In questo momento mi piace ancora molto quello che sto facendo - dice l'olandese nel corso di un'intervista a Extra Globo - per questo motivo non sto affatto pensando a quando smetterò di giocare. Il mio obiettivo è quello di diventare il miglior allenatore del mondo. Colui al quale mi ispiro, anche se non appartiene al mondo del calcio, è Phil Jackson. Gli ho chiesto di incontrarci per parlare. Con lui i migliori atleti del mondo, compreso Michael Jordan, facevano meditazione ed accettavano certi valori, anche spirituali. Ha costruito gruppi speciali che hanno fatto la storia del basket". Sulle spalle della squadra pesano anche le cinque giornate senza vittorie in campionato, altri due infortuni a calciatori titolari (Mexes e Muntari) e la contestazione subita sabato a San Siro dagli ultrà. Al Celtic Park di Glasgow sarà uno spareggio per non affondare in questo mare di incertezze.