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Milan: Galliani in tribuna a Catania, una domenica (quasi) come tutte le altre

Passata la bufera, rientrate le dimissioni, l'ad rossonero ha come sempre assistito alla partita della squadra di Allegri: sorridente e sereno, almeno in apparenza, ha applaudito i giocatori, che sono tornati al successo in campionato dopo un mese e mezzo
dal nostro inviato ANDREA SORRENTINO

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CATANIA - Rieccolo in tribuna, come sempre, per una partita del Milan. La bufera è appena passata, le dimissioni rientrate, lo stato dell'unione (con Barbara) in apparenza sereno dopo l'intervento di Silvio Berlusconi e insomma la domenica di Adriano Galliani sembra proprio uguale a tante altre. Con la ciliegina della vittoria del Milan, che torna ad arpionare tre punti tutti insieme 43 giorni dopo l'ultima volta (Milan-Udinese 1-0, 19 ottobre) cogliendo la prima affermazione in trasferta di un campionato fin qui grigio-topo, e grazie ai gol di Balotelli e Kakà, proprio le ultime due operazioni più importanti messe a segno da Galliani da gennaio in qua. Una giornata perfetta, si direbbe. L'ad rossonero arriva in tribuna corrucciato e pensieroso dieci minuti prima del via, al solito in trance agonistica. Poco prima Mauro Tassotti, il vice di Allegri, ha assicurato: "Siamo tutti più contenti dopo il chiarimento con Berlusconi". Antonio Pulvirenti, presidente del Catania, garantisce: "Ho visto Galliani sereno, lui è il miglior dirigente italiano". Galliani si siede in mezzo ad Ariedo Braida e Umberto Gandini, storici dirigenti rossoneri, e soffre le sue pene nel primo tempo, perché il Milan fatica, va sotto per il gol di Castro, subisce il pressing avversario, raramente mette la testa fuori dalla tana. Poi le cose migliorano col pareggio di Montolivo e i dirigenti milanisti si rasserenano un po'.

Alla fine del primo tempo Galliani non va negli spogliatoi a parlare con la squadra ma si trattiene in tribuna, poi nei pressi del bar, circondato dagli uomini del servizio di sicurezza che lo seguono ovunque. "Oggi non parlo, non posso mica rilasciare dichiarazioni tutti i giorni", mormora nella calca, mentre intorno fioccano le richieste di fotografie ed è tutto uno scattare istantanee coi telefonini. Galliani si concede volentieri ai tifosi, anche se per tutto l'intervallo armeggia misteriosamente col suo telefonino, senza parlare con nessuno in particolare ma inviando sms a destinatari ignoti. A un tifoso milanista che lo incrocia lamentandosi per la prova fin lì deludente del Milan, Galliani ribatte serio: "Va bene, però oggi giochiamo con cinque riserve" e il riferimento è all'intero pacchetto difensivo, portiere compreso, che è di assoluta emergenza.

Nel secondo tempo le cose si mettono subito bene: il Milan cresce e segna il 2-1 con Balotelli su punizione. Esultanza contenuta dell'ad. Poi c'è l'espulsione esagerata di Tachtsidis che spiana la strada alla vittoria rossonera, in tribuna c'è chi inveisce con l'arbitro e chi invece si alza per gridare qualcosa a Galliani: vecchia storia anche questa, infatti il dirigente non raccoglie, tanto è abituatissimo. Infine arriva il 3-1 di Riccardino Kakà in contropiede e i giochi sono fatti, l'ad si può rilassare, la domenica dopo la bufera va in archivio con una delle poche notizie positive di questa stagione disgraziata. Al fischio finale di Rizzoli, Galliani si complimenta con Braida, gli dà un buffetto sul viso, si distende in un sorriso. Uscendo dalla tribuna, con gesto galante, vede una cronista in difficoltà con una valigia troppo ingombrante e la solleva del peso, aiutandola. Ora sorride felice, Galliani: "Per la prima volta in questa stagione abbiamo vinto due partite consecutive in Champions e in campionato, ed entrambe in trasferta, Glasgow e Catania. È un segnale positivo, ci può dare finalmente serenità". E parla di tutti, ma forse soprattutto di se stesso.
 
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