MILANO - Il caso Montolivo. O meglio, il giallo Montolivo. C’è una coda velenosa nella vittoria del Milan sul Catania, ma forse il veleno era ll’inizio: al momento di scegliere la formazione. Pare proprio che il centrocampista titolare della nazionale di Prandelli fosse stato escluso da Seedorf che poi, per qualche motivo, ci ha ripensato e lo ha inserito negli undici titolari.
Mossa fortunata, visto e considerato che il tiro della vittoria è stato proprio dell’ex fiorentino. Tutti hanno però notato la non esultanza di Montolivo, il suo profilo basso. E dunque qualche interrogativo, qualche dubbio, qualche sospetto ha cominciato a farsi largo fino all’ammissione - a denti stretti - di qualcuno che ha rivelato come Montolivo fosse previsto in panchina, prima dell’improvviso dietrofront.
A fine match Seedorf ha dovuto fronteggiare la questione, ribadendo - parole sue - che non erano assolutamente vere le accuse, e che la formazione la fa sempre lui, senza alcun suggerimento occulto. Salvo però, e qui l’ammissione colpevole c’è, aggiungere che certe cose dovrebbe restare nello spogliatoio.
Dunque le voci non erano così infondate, e che l’atmosfera nell’ambiente rossonero resta tesa, con equivoci anche tecnici che stanno diventando sempre più palesi, vedi l’utilizzo di Abate, terzino per Prandelli ma rincalzo del centrocampo per Seedorf.
Intanto Galliani pretende l’Europa League, per la prossima stagione, e il tecnico olandese sa cosa deve fare: Roma e Inter - previste come sfide nel prossimo futuro - sono avvertite.
Mossa fortunata, visto e considerato che il tiro della vittoria è stato proprio dell’ex fiorentino. Tutti hanno però notato la non esultanza di Montolivo, il suo profilo basso. E dunque qualche interrogativo, qualche dubbio, qualche sospetto ha cominciato a farsi largo fino all’ammissione - a denti stretti - di qualcuno che ha rivelato come Montolivo fosse previsto in panchina, prima dell’improvviso dietrofront.
A fine match Seedorf ha dovuto fronteggiare la questione, ribadendo - parole sue - che non erano assolutamente vere le accuse, e che la formazione la fa sempre lui, senza alcun suggerimento occulto. Salvo però, e qui l’ammissione colpevole c’è, aggiungere che certe cose dovrebbe restare nello spogliatoio.
Dunque le voci non erano così infondate, e che l’atmosfera nell’ambiente rossonero resta tesa, con equivoci anche tecnici che stanno diventando sempre più palesi, vedi l’utilizzo di Abate, terzino per Prandelli ma rincalzo del centrocampo per Seedorf.
Intanto Galliani pretende l’Europa League, per la prossima stagione, e il tecnico olandese sa cosa deve fare: Roma e Inter - previste come sfide nel prossimo futuro - sono avvertite.