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Milan, tra Lazio e crisi: ultima chiamata per Inzaghi. Mexes non convocato

In caso di mancata qualificazione in Coppa Italia -martedì al Meazza contro i biancocelesti- ma soprattutto in assenza di una reazione caratteriale, il tecnico rischia grosso. Le premesse non sono delle migliori: El Shaarawy ha riportato una frattura al piede destro, stagione a rischio. Il francese escluso dopo la reazione violenta di sabato scorso. La curva contro Galliani
di STEFANO SCACCHI

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MILANO - E' la vigilia più lunga del Milan di Pippo Inzaghi. Martedì sera contro la Lazio in Coppa Italia a San Siro i rossoneri si giocano moltissimo: il prosieguo del cammino nell'unica competizione che può essere ancora vinta in questa annata, la possibilità di qualificarsi all'Europa League a prescindere dalla posizione finale in campionato e con ogni probabilità il destino dell'allenatore. In questo clima è arrivata la pessima notizia di un altro infortunio di Stephan El Shaarawy. La visita effettuata ad Amsterdam con il professor Niek Van Dijk, ha evidenziato una frattura composta alla base del quinto osso metatarsale del piede destro, conseguenza di un contrasto di gioco sabato sera all'Olimpico. Per ora non ci sarà nessun intervento, ma una terapia conservativa. Per circa sei settimane El Shaarawy porterà un tutore. Dopo questo periodo, nuova visita di controllo in Olanda per decidere se l'attaccate potrà tornare a giocare. Per il numero 92 un altro ko al piede. Tra 2013 e 2014 era stato il piede sinistro a causare un calvario sportivo (era stato lo stesso professor Van Dijk a operarlo). Insomma, la stagione è a rischio.

ULTIMA SPIAGGIA -
Inzaghi è appeso a questa partita che deve segnare una svolta dopo il rovinoso inizio di 2015: tre sconfitte e un pareggio in Serie A, unico sorriso con il sofferto 2-1 in Coppa Italia con il Sassuolo. In caso di ulteriore ko e soprattutto di altra prestazione incolore (senza segni di reazione da parte dei giocatori), il club farà le sue valutazioni sulla guida tecnica. Pronta una soluzione interna con Tassotti, vice da quasi quindici anni. Per il resto è tutto un volteggiare di nomi per la sostituzione immediata oppure per la prossima stagione: Spalletti, Prandelli, Ranieri, Donadoni e Lippi (il Ct Campione del Mondo più come direttore tecnico).

MEXES ESCLUSO DALLA LISTA DEI CONVOCATI - Dopo la reazione violenta di sabato nei confronti del capitano della Lazio Stefano Mauri, Philippe Mexes non è convocato per la sfida alla Lazio. Il difensore era a disposizione ma è stato escluso dai 23 convocati "per scelta della società".

SOLO MENEZ - La squadra cerca di fare quadrato nel ritiro di Milanello, misura decisa dopo il tracollo con la Lazio in campionato. Inzaghi non parla. Anche prima della partita del turno precedente con il Sassuolo il tecnico non aveva rilasciato dichiarazioni (era andato Abbiati in conferenza stampa). A maggior ragione oggi con una situazione decisamente più problematica. L'unico a chiarire qual è l'umore del gruppo è Jeremy Menez, autore degli ultimi due gol in campionato. Il francese, protagonista di una delle stagioni della sua carriera, rischia di essere ricordato come l'attaccante che segna prima della rimonta avversaria.

SERVE PIU' CATTIVERIA -
"I giocatori sono sempre con Inzaghi, non lo dico così per dire, ma tutti lo pensiamo", dice a Milan Channel l'ex di Roma e Psg che individua uno dei motivi della crisi: "A questo Milan manca un po' di cattiveria, perché a Torino e Roma vincevamo 1-0. Sembriamo troppo gentili. Dobbiamo avere più cattiveria, perché i veri campioni hanno questa caratteristica. Adesso tocca noi". Secondo Menez, deve cambiare la mentalità: "Cerchiamo di portare un po' di gioia sul campo. Questo è una cosa che manca alla squadra. Dobbiamo divertirci di più. Mi fanno piacere i gol, ma non questa situazione un po' particolare".

LA CURVA CONTRO GALLIANI - "Al presidente chiediamo, oltre che di investire nuovamente nel Milan, di allontanare il responsabile vero di questa situazione che è il responsabile tecnico". Dura la presa di posizione della Curva Sud contro l'ad Adriano Galliani che secondo gli ultrà rossoneri "seppur costretto ad operare in ristrettezza economica, agisce nella più totale assenza di un progetto, strapagando ingaggi a giocatori di dubbio valore o addirittura buttando via i pochi soldi a disposizione per il mercato in operazioni pessime. Abbiamo una rosa di giocatori che rappresenta la terza squadra più pagata del campionato, e che a fronte di ciò rende poco in campo e insieme ha preso 23 punti di distacco dalla prima in sole 20 partite", si legge in una nota della Curva.

 
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