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Milan, Berlusconi scarica Mihajlovic: "Mi ha deluso"

La dura polemica messa in atto dal tecnico dopo il pari con il Verona non viene raccolta dal club, segnale ulteriore di un certo distacco. E il presidente è fin troppo chiaro nella sua amarezza. Difficile comunque immaginare un esonero, anche se le trasferte contro Sampdoria - in Coppa Italia - e Frosinone sono assolutamente da non fallire

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MILANO – Deluso da Mihajlovic e dal Milan, "una squadra poco affiatata". Così si è espresso il presidente rossonero Silvio Berlusconi, come riferisce all'ANSA, dopo il pareggio con il Verona. Secondo la stessa fonte, discutendo del Milan Berlusconi non avrebbe fatto riferimento all'operato degli arbitri, di cui si è lamentato l'allenatore

OGNI GIORNO UNA POLEMICA - Insomma, ogni partita un processo. Proprio quello che non vorrebbe Sinisa Mihajlovic. Ma è inevitabile che finisca così di fronte al secondo pareggio consecutivo con una delle ultime della classifica. Dopo lo 0-0 di Modena col Carpi, l’1-1 casalingo con il Verona. Così il post-partita ha preso esattamente il copione contrario ai desideri del tecnico serbo alla vigilia che aveva criticato il clima da processo continuo successivo a ogni uscita milanista. Ieri forse per creare un diversivo, al termine del deludente pareggio con i gialloblù di Delneri, Mihajlovic si è scagliato duramente contro l’arbitraggio.
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POLEMICA POCO SOSTENUTA – L’allenatore del Verona ha avuto buon gioco nella replica, ricordando che una squadra come il Milan dovrebbe battere l’ultima in classifica a prescindere da eventuali torti arbitrali. La stessa società rossonera, pur infastidita da alcune valutazioni arbitrali, non ha rafforzato pubblicamente le lamentele di Mihajlovic. E’ il sentiero stretto lungo il quale è costretto a muoversi il serbo che in questo momento sembra un po’ solo. D’altronde fin dall’inizio ha scelto di rivendicare con forza (giustamente) la sua autonomia tecnica da Berlusconi. Lo ha fatto anche sabato alla vigilia della partita col Verona. Galliani fa da mediatore ricordando a Mihajlovic che al Milan le cose sono sempre andate in un certo modo, come ha detto ieri prima della partita col Verona.
 
AUTONOMIA DIFFICILE – I risultati non aiutano certo l’allenatore milanista che ora deve affrontare l’ennesimo crocevia di questa stagione delicatissima. Stessi punti di Inzaghi, zone alte della classifica che si allontanano e un equilibrio di squadra difficile da trovare nonostante i tanti cambiamenti. Difficile immaginare un nuovo esonero. Il Milan ora ha due chance  per chiudere in crescendo il 2015. Gli ottavi di finale di Coppa Italia, a questo punto unico possibile da sollevare in assenza di coppe europee. Il destino mette di fronte ai rossoneri la Sampdoria, allenata nella passata stagione da Mihajlovic protagonista di una cavalcata esaltante (potrebbe tornare tra i convocati Balotelli oggi a Monaco per una visita di controllo dopo l'operazione per risolvere i problemi di pubalgia). Poi trasferta col Frosinone, terza di questo filotto di partite da vincere a ogni costo con le prime due già andate in pareggio.
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PATO ANCORA CRITICO – Intanto un ex col dente avvelenato continua a prendersela col Milan. Si tratta di Pato: "Quando sono arrivato al Milan – ha detto il Papero al Telegraph – c’erano Inzaghi, Ronaldo, Gilardino, Kakà, e Seedorf eppure giocavo. Dopo un po’ però il mio corpo ha avuto bisogno di un lavoro speciale ma dopo i primi infortuni mi sono accorto che non stavamo facendo un buon lavoro. Appena tornavo in campo mi infortunavo di nuovo, allora mi sono confrontato anche con la mia famiglia e abbiamo deciso che avevo bisogno di tornare in Brasile per rimettermi in piedi”.

BERLUSCONI-BEE, C'E' VOGLIA DI CHIUDERE - Silvio Berlusconi e Bee Taechaubol hanno espresso entrambi la volontà di chiudere al più presto la trattativa che, dopo le feste, riprenderà a gennaio per portare il broker thailandese all'acquisto del 48% del Milan. I due hanno confermato le proprie intenzioni nel corso di una telefonata per scambiarsi gli auguri prima di Natale.
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