MILANO - Anche dagli Stati Uniti arrivano conferme sulla necessità di aggiustamenti della cordata cinese che sta per acquistare il Milan. Secondo un articolo pubblicato da Bloomberg, il gruppo guidato da Sino Europe e Li Yonghong starebbe ancora cercando tutti i fondi necessari a raggiungere le cifre contenute nel preliminare firmato il 5 agosto, al di là della caparra da 100 milioni di euro già versata a Fininvest nei tempi previsti.
FONDI DA CERCARE - Secondo Bloomberg, la ricerca di investitori prosegue. In questa ultima fase i rappresentanti di Sino Europe starebbero proponendo un prospetto nel quale si assicura che il Milan potrebbe arrivare a 500 milioni di euro di ricavi annui e a un valore complessivo del club di 2.9 milioni di euro, in linea con Real Madrid e Manchester United. "Il gruppo è nella fase finale dell'operazione di acquisto - si legge in una replica di Sino Europe a Bloomberg - e sta offrendo informazioni sui progetti esistenti per il Milan ai partner esistenti e ad altri partner interessati a essere parte del "closing" che sarà completato entro la fine di quest'anno". Una risposta che lascia aperta la possibilità di una dinamica ancora fluida sulla composizione della cordata.
INVESTITORI DA SOSTITUIRE - Non a caso nei giorni scorsi si era diffusa la notizia di un incontro tra Han Li e rappresentanti del governo di Pechino per fare il punto della situazione. E più in generale continua a esserci un riserbo molto forte sui componenti industriali della cordata, ancora tutti coperti a parte l'azienda di magneti Jilin Yongda (poche informazioni anche sui due Li che hanno firmato il preliminare a Villa Certosa). Senza dimenticare la necessità di sopperire all'uscita di scena del versante più "americano" del gruppo, avvenuta tra fine luglio e inizio agosto con la scomparsa dai radar di Galatioto, Gancikoff e il fondo GSR di Sonny Wu che aveva finanziatori alle spalle.
TRAGUARDO IN VOLATA - Secondo una fonte vicina alla trattativa, Li Yonghong e Han Li (da non trascurare Chen Huashan che compare come referente di Sino Europe in Cina, ma non ha mai trattato con i protagonisti italiani di questa operazione) stanno ancora cercando tutti i fondi, ma alla fine dovrebbero riuscire a farcela: l'asticella è fissata a 420 milioni da versare a Fininvest in aggiunta alla caparra già pagata (più l'accollo di 220 milioni di debiti) più 100 milioni per il Milan come prima tranche dei 350 milioni complessi previsti in tre anni. L'orizzonte del "closing" è fissato ufficialmente entro fine anno. A questo proposito potrebbe esserci uno slittamento di qualche settimana dal termine finora previsto della prima metà di novembre, legato anche al complesso iter di autorizzazioni necessarie in Cina.
RITORNA LO STADIO - Ma questa volta i tifosi milanisti non dovrebbero temere la beffa di una nuova sessione di mercato in bianco. Anche se la firma arriverà all'ultimo momento (quindi entro fine dicembre) ci sarebbe il versamento di 100 milioni questa volta direttamente a beneficio del club rossonero: primi obiettivi Fabregas e Badelj. Altri ambienti vicini alla trattativa, come riferisce l'AdnKronos, assicurano che "non ci sono problemi, il closing ci sarà entro fine anno ed è normale cercare nuovi finanziatori anche per dare corpo all'ambizione di realizzare un nuovo stadio". In ogni caso le date del "closing", secondo questa ricostruzione oscillavano tra 6 novembre e 6 dicembre, quindi non si tratterebbe di un rinvio significativo.
CAPELLO HA FRETTA - Di sicuro questa vicenda continua a seguire un andamento a singhiozzo che riserva sempre colpi di scena. Anche i grandi ex chiedono di fare in fretta: "Spero che tutto vada per il verso giusto - dice Fabio Capello alla presentazione dei palinsesti Sky - come è successo con l'Inter. Mi auguro che il closing si faccia al più presto, in modo da consentire di pensare agli eventuali acquisti per il mercato, anche se a gennaio è difficile prendere buoni giocatori a meno che non li strapaghi. Speriamo che questi cinesi siano più che mai all'altezza". E sul tema bandiere aggiunge: "Sicuramente sarebbe una cosa importante che un milanista doc trasmetta l'essere milanista ai nuovi proprietari".
FONDI DA CERCARE - Secondo Bloomberg, la ricerca di investitori prosegue. In questa ultima fase i rappresentanti di Sino Europe starebbero proponendo un prospetto nel quale si assicura che il Milan potrebbe arrivare a 500 milioni di euro di ricavi annui e a un valore complessivo del club di 2.9 milioni di euro, in linea con Real Madrid e Manchester United. "Il gruppo è nella fase finale dell'operazione di acquisto - si legge in una replica di Sino Europe a Bloomberg - e sta offrendo informazioni sui progetti esistenti per il Milan ai partner esistenti e ad altri partner interessati a essere parte del "closing" che sarà completato entro la fine di quest'anno". Una risposta che lascia aperta la possibilità di una dinamica ancora fluida sulla composizione della cordata.
INVESTITORI DA SOSTITUIRE - Non a caso nei giorni scorsi si era diffusa la notizia di un incontro tra Han Li e rappresentanti del governo di Pechino per fare il punto della situazione. E più in generale continua a esserci un riserbo molto forte sui componenti industriali della cordata, ancora tutti coperti a parte l'azienda di magneti Jilin Yongda (poche informazioni anche sui due Li che hanno firmato il preliminare a Villa Certosa). Senza dimenticare la necessità di sopperire all'uscita di scena del versante più "americano" del gruppo, avvenuta tra fine luglio e inizio agosto con la scomparsa dai radar di Galatioto, Gancikoff e il fondo GSR di Sonny Wu che aveva finanziatori alle spalle.
TRAGUARDO IN VOLATA - Secondo una fonte vicina alla trattativa, Li Yonghong e Han Li (da non trascurare Chen Huashan che compare come referente di Sino Europe in Cina, ma non ha mai trattato con i protagonisti italiani di questa operazione) stanno ancora cercando tutti i fondi, ma alla fine dovrebbero riuscire a farcela: l'asticella è fissata a 420 milioni da versare a Fininvest in aggiunta alla caparra già pagata (più l'accollo di 220 milioni di debiti) più 100 milioni per il Milan come prima tranche dei 350 milioni complessi previsti in tre anni. L'orizzonte del "closing" è fissato ufficialmente entro fine anno. A questo proposito potrebbe esserci uno slittamento di qualche settimana dal termine finora previsto della prima metà di novembre, legato anche al complesso iter di autorizzazioni necessarie in Cina.
RITORNA LO STADIO - Ma questa volta i tifosi milanisti non dovrebbero temere la beffa di una nuova sessione di mercato in bianco. Anche se la firma arriverà all'ultimo momento (quindi entro fine dicembre) ci sarebbe il versamento di 100 milioni questa volta direttamente a beneficio del club rossonero: primi obiettivi Fabregas e Badelj. Altri ambienti vicini alla trattativa, come riferisce l'AdnKronos, assicurano che "non ci sono problemi, il closing ci sarà entro fine anno ed è normale cercare nuovi finanziatori anche per dare corpo all'ambizione di realizzare un nuovo stadio". In ogni caso le date del "closing", secondo questa ricostruzione oscillavano tra 6 novembre e 6 dicembre, quindi non si tratterebbe di un rinvio significativo.
CAPELLO HA FRETTA - Di sicuro questa vicenda continua a seguire un andamento a singhiozzo che riserva sempre colpi di scena. Anche i grandi ex chiedono di fare in fretta: "Spero che tutto vada per il verso giusto - dice Fabio Capello alla presentazione dei palinsesti Sky - come è successo con l'Inter. Mi auguro che il closing si faccia al più presto, in modo da consentire di pensare agli eventuali acquisti per il mercato, anche se a gennaio è difficile prendere buoni giocatori a meno che non li strapaghi. Speriamo che questi cinesi siano più che mai all'altezza". E sul tema bandiere aggiunge: "Sicuramente sarebbe una cosa importante che un milanista doc trasmetta l'essere milanista ai nuovi proprietari".