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Milan, "casting" per scegliere il nuovo consiglio di amministrazione

Con il passaggio di proprietà da Fininvest alla cordata cinese cambia tutto il cda: i tre membri di minoranza (su sette) saranno italiani e scelti tra manager e imprenditori di provata fede rossonera

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MILANO – L’Inter l’ha fatto per scegliere il suo nuovo allenatore. Sembrava una bizzarria nel tradizionalista mondo del calcio italiano. Invece, l’idea del casting per scegliere figure chiave sta prendendo piede. E per trovare il secondo episodio, nel giro di pochi giorni, non bisogna nemmeno cambiare città, visto che riguarda il futuro assetto societario del Milan.
 
A fine mese ci sarà la firma del “closing” che sancirà la vendita definitiva del 99,9% delle azioni del club rossonero, dalla famiglia Berlusconi ai nuovi proprietari cinesi, per 740 milioni (compresi 240 di debiti). Ed è normale che la cordata guidata dal fondo di investimento Sino Europe stia già guardando al futuro, accelerando i tempi per il passaggio di consegne.
 
Dopo la firma, entrerà Marco Fassone, ex manager di Inter e Juventus, verrà cooptato in consiglio di amministrazione. Un passaggio intermedio perché possa iniziare a operare per conto di Sino Europe. Ma la vera “rivoluzione” avverrà solo dopo l’assemblea di Fininvest che indicherà il nuovo cda, con Silvio Berlusconi che ha accettato di rimanere presidente onorario.
 
I componenti sono sette, di cui quattro strettamente legati a Sino Europe (tra cui Fassone) e tre “indipendenti”. Ma quali figure verranno scelte? L’indicazione che arriva da fonti vicine all’operazione, parla di manager o imprenditori italiani, di provata fede milanista: in modo da unire competenza economico-finanziaria e passione sportiva. Una serie di nomi sono già stati indicati a Sino Europe dallo stesso Fassone, da consulenti legali e finanziari, ma anche da Fininvest. Di sicuro non ci sarà, dopo 30 anni Adriano Galliani.
 
Il “casting” dovrebbe concludersi a breve, visto che Fassone è appena tornato dalla Cina, dove ha incontrato una serie di sponsor, di aziende che vogliono legare il proprio marchio alle sorti sportive del Milan. E dovrà ora sentire le disponibilità dei papabili.
 
Ma è già possibile avanzare qualche indicazione? L’unico nome trapelato finora è quello del banchiere Fabrizio Viola, con un passato alla guida di Bpm e Mps. Altri nomi (ma non è detto che siano stati contatti) di manager noti milanisti sono quelli di Marco Patuano, ex ad di Telecom Italia, Sergio Iasi, ora alla guida dell’Interporto campano e prima ad del gruppo immobiliare Prelios, Roberto Italia, un ex Telecom ora attivi proprio nei fondi di investimento.
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