Montella, sarà una sfida decisiva per la classifica del Milan?
"Quello che conta è che sarà una partita d'alta classifica. Questo ci riempie di orgoglio e responsabilità. Vale molto in termini di risultato ma non sarà decisiva per il 3° posto. Visto che parliamo di Napoli, gli esami non finiscono mai. Il Napoli è nel pieno di un percorso internazionale iniziato con Benitez. E' una squadra programmata per la Champions League. Lo dico al mio amico Sarri. La rosa è numericamente importante costruita con un budget da Champions. Questa partita mi emoziona".
Sente il confronto con Sarri?
"No, lo stimo come allenatore. Sono d'accordo con chi dice che il Napoli gioca un calcio tra i migliori d'Europa. Le sue squadre sono molto riconoscibili. Può essere un vantaggio per gli avversari se interpretano bene le situazioni. Ma facciamo parte di due generazioni diverse. Non avverto contrapposizione con Sarri".
La sua emozione è diventata ancora più forte vedendo la presenza di Maradona a Napoli in questi giorni?
"Mi auguro che abbia distratto giocatori e allenatore. Maradona a Napoli muove le coscienze. Non è possibile restare indifferenti. Spero che Diego abbia disturbato l'ambiente".
Lei però da ragazzino tifava Milan.
"Sì, avevo 13 anni quando arrivò Maradona. Mio fratello maggiore mi portò due volte allo stadio. Di fronte c'erano Verona e Lazio, Maradona fece magie e gol incredibili. Ma io avevo occhi solo per Van Basten, così da adolescente tifavo per il Milan. Poi ho un po' rimosso nel corso della carriera. Da adulto ho simpatizzato per il Napoli per il legame con la mia terra. Ma il tifo vero è stato quello di quando ero ragazzino. Però ricordo che questo Napoli va in Europa da 7 anni consecutivi. Non era successo nemmeno ai tempi di Maradona".
Allora domani che partita sarà per lei dal punto di vista emotivo?
"Un derby perché la mia famiglia è tutta napoletana. E c'è una cosa che mi dà un po' fastidio quando gioco contro il Napoli: devo comprare biglietti per parenti e amici che mi tiferanno contro".
Chi toglierebbe al Napoli?
"Dico Reina, senza portiere sarebbe più facile fare gol. E poi all'andata è stato furbo". (Fa riferimento all'espulsione di Niang proprio per un contatto con lo spagnolo).
La partita di Torino è stata seguita da molte critiche.
"Ci sta perché il livello delle nostre prestazioni si è alzato. Siamo pronti. Mediaticamente è stata vissuta come una sconfitta. Fino a poco tempo fa sarebbe stata accolta come un mezzo miracolo".
E' possibile sognare ancora la Champions?
"Guardando la classifica, tutto è molto vicino. Rischi di ambire a qualcosa in più dell'Europa League e contemporaneamente rischi di restare fuori dall'Europa League perché Atalanta e Fiorentina stanno facendo un gran campionato. Tutto è molto affasciante. Si è alzata l'asticella anche per l'Europa League".
Come mai la squadra fa così bene nei secondi tempi e fatica in avvio?
"Si possono leggere i numeri in tanti modi. Vuol dire che sfianchiamo l'avversario con coraggio e tecnica. Le chiavi di lettura sono diverse. Ma dobbiamo migliorare. Non decidiamo noi di andare in svantaggio. Tutte le squadre hanno queste difficoltà. Il bicchiere è mezzo pieno, dobbiamo arrivarci per gradi".
Cosa serve?
"All'inizio percepivo le insicurezze delle passare stagioni. Ognuno di noi ha la tendenza ha rimanere nella propria zona di comfort. Invece chi ha successo è sfrontato ed esce da questa zona di comfort, esce dall'ordinario".
Ha sentito Berlusconi negli ultimi giorni?
"Mi sento spesso con il presidente. E' partecipe. Facciamo così: se non lo sento, vi avviso io".
Sarà difficile sostituire Romagnoli e Locatelli?
"No, non perderemo niente. Giocheremo sempre in 11. Qualche squalifica ci sta".
De Sciglio è distratto dalle voci di mercato che lo danno verso la Juventus?
"Non si è allenato perché ha un problema al tallone. Temo non sia in grado di recuperare per domani. Ma la sua serenità è totale anche perché è da inizio anno che si parla di De Sciglio alla Juventus".