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Milan, fumata nera: si va verso l'ennesimo rinvio

Il bonifico con gli ulteriori 100 milioni, garantito per mercoledì scorso, slitta a settimana prossima. Sale il pessimismo sulla trattattiva. Ghedini in procura: ha portato i documenti che certificano la tracciabilità dei pagamenti

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MILANO - Un altro giorno è andato e dei soldi per il Milan nemmeno l'ombra. In compenso, nuvole sempre più scure si addensano sulla tratttiva per la cessione dei club rossonero alla cordata cinese rappresentata da Sino Europe Sport. Nonostante la volontà di Fininvest di cedere il club e disfarsi di una attività che costa alle casse della finanziaria di Silvio Berlusconi dagli 80 ai 100 milioni all'anno, la firma di un nuovo contratto slitta continuamente in avanti. Il bonifico con gli ulteriori 100 milioni (dopo i 200 milioni di caparra già versati) che era stata promesso per mercoledì scorso non è ancora arrivato. E fonti vicine alla trattativa fatto intendere che se ne riparla per lunedì prossimo.

Lo scetticismo, ormai, regna sovrano non solo tra i tifosi. E salgono le scommesse sul fatto che la trattativa possa saltare. Soprattutto tenendo conto che, in questo momento, non c'è nessuna esclusiva valida, visto che la precedente è caduta il 3 marzo, quando si sarebbe dovuta tenere l'assemblea dei soci con l'elezione del nuovo consiglio di amministrazione a maggioranza cinese. Ma come è stato raccontato, i responsabili di Sino Europe - Yonghong Li e David Han - hanno dovuto ammettere di non avere la somma disponibile. Secondo quanto sostengono fonti a loro vicine, i capitali raccolti in Cina sono stati bloccati dal Governo che non gradisce più gli investimenti all'estero nel settore del calcio. Per cui l'operazione è diventata tutta a debito, con capitali raccolti "off shore" da istituzioni finanziarie.

Ma anche se dovessero arrivare i 100 milioni della terza tranche, la cordata cinese è ben lontana dall’avere a disposizione l’intera cifra. Ne mancherebbero ancora 220 del saldo definitivo a Fininvest, a cui andrebbero aggiunti altri 150 milioni  per la gestione della società nonché per la copertura delle perdite accumulate dal club: Sino Europe garantisce che li troverà entro il 7 aprile prossimo. Ma come? La difficoltà con cui Sino Europe rinvia giorno dopo giorno il versamento dei 100 milioni, non dopone a favore della solidità di tutta l’operazione che si fa ogni giorno più complicata.

Secondo fonti finanziarie vicine ai cinesi, Sino Europe sta cercando di prendere tempo per convincere le autorità a sbloccare i fondi che sarebbero stati raccolti a suo tempo ma appartenenti a società controllate dal Governo. Anche se ci si domanda come pensa di farlo, visto che ha avuto cinque mesi di tempo per ottenere le autorizzazioni per l'espatrio e non le ha ancora ottenute.

Come ha rivelato l'altro giorno Piersilvio Berlusconi, il padre porebbe decidersi a tenersi il Milan. Ma anche i 200 milioni già incassati, visto che Sino Europe è inadempiente rispetto al contratto preliminare firmato in agosto. Lo farebbe pensare la visita dell'avvocato Nicolò Ghedini alla procura di Milano, anticipata da Repubblica: pochi giorni fa ha consegnato le carte che assicurano sulla provenienza della caparra versata dai cinesi. Chiaro il riferimento alle voci sul possibile rientro di capitali da parte della famiglia Berlusconi. Come ha detto Paolo Berlusconi in una recente intervista è "inutile indagare su questa operazione, sarebbe solo una perdita di temnpo". E di tempo se ne sta già perdendo anche troppo.
   
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