MILANO - Un particolare conferma che, da sabato scorso, l’asse della trattativa per la cessione del Milan ha iniziato a spostarsi dalla Cina verso Europa e Stati Uniti. Nel nuovo consiglio di amministrazione, che sarà nominato dall’assemblea dei soci rossoneri del prossimo 14 aprile, ci sarà spazio anche per un rappresentante del fondo anglo-americano Elliott Management, l’hedge fund che ha concordato un prestito di 303 milioni di euro per consentire alla negoziazione di andare in porto. Un esito necessario dopo mesi di caparre inviate da Sino Europe Sports (o società collegate), l’entità uscita di scena sabato scorso per cedere il posto esclusivamente alla fiduciaria lussemburghese Rossoneri Sports Investment Lux, basata in Lussemburgo, ultimo anello della filiera societaria in origine partita da Changxing.
MODIFICHE DELLO STATUTO - Nel nuovo Cda quindi, come rivela l’Ansa, troverà posto anche una figura espressione di Elliott, uno dei colossi della finanza speculativa mondiale che ovviamente avrà un ruolo significativo in questa transizione, dal momento che è stato il suo “prestito ponte” a permettere a Yonghong Li di proseguire fino alla linea del traguardo. La struttura del Cda sarà uno dei punti oggetto della parte straordinaria dell’assemblea del 14 aprile. All’ordine del giorno c’è la modifica di sei articoli dello Statuto. A proposito del consiglio dovrebbe essere innalzato il numero minimo dei componenti in questo momento fissato a tre (il massimo invece è quindici: attualmente i consiglieri sono otto). Le modifiche dello Statuto non erano all’ordine del giorno delle assemblea andate in fumo a dicembre e marzo, ad eccezione di quella dell’articolo 6 relativa alla clausola di gradimento. Dimostrazione che questa volta, con l’entrata in scena del fondo anglo-americano, si fa davvero sul serio dal punto di vista dell’effettività della cessione, dopo la confusa fase degli ultimi otto mesi.
NON CONVOCA GALLIANI - Alla convocazione ufficiale dell’assemblea del 14 aprile è legata anche una curiosità: contrariamente a tutte le assemblee degli ultimi anni, non è stato Adriano Galliani a firmare, ma il notaio Arrigo Roveda. Una circostanza che aveva fatto immaginare addirittura una possibile assenza dell’attuale ad che in qualità di vicepresidente vicario ha il compito di guidare l’assemblea. Invece, a quanto si apprende, si è trattato semplicemente di un disguido legato a circostanze tecniche per l’invio della convocazione. Galliani condurrà i lavori di questa assemblea che si annuncia davvero decisiva dopo due “fumate nere”. Anche se l’approdo finale della proprietà del Milan probabilmente conoscerà ancora nuove pagine nei prossimi 18 mesi, come dimostra la presenza di un rappresentante del nuovo fondo nel Cda.
MODIFICHE DELLO STATUTO - Nel nuovo Cda quindi, come rivela l’Ansa, troverà posto anche una figura espressione di Elliott, uno dei colossi della finanza speculativa mondiale che ovviamente avrà un ruolo significativo in questa transizione, dal momento che è stato il suo “prestito ponte” a permettere a Yonghong Li di proseguire fino alla linea del traguardo. La struttura del Cda sarà uno dei punti oggetto della parte straordinaria dell’assemblea del 14 aprile. All’ordine del giorno c’è la modifica di sei articoli dello Statuto. A proposito del consiglio dovrebbe essere innalzato il numero minimo dei componenti in questo momento fissato a tre (il massimo invece è quindici: attualmente i consiglieri sono otto). Le modifiche dello Statuto non erano all’ordine del giorno delle assemblea andate in fumo a dicembre e marzo, ad eccezione di quella dell’articolo 6 relativa alla clausola di gradimento. Dimostrazione che questa volta, con l’entrata in scena del fondo anglo-americano, si fa davvero sul serio dal punto di vista dell’effettività della cessione, dopo la confusa fase degli ultimi otto mesi.
NON CONVOCA GALLIANI - Alla convocazione ufficiale dell’assemblea del 14 aprile è legata anche una curiosità: contrariamente a tutte le assemblee degli ultimi anni, non è stato Adriano Galliani a firmare, ma il notaio Arrigo Roveda. Una circostanza che aveva fatto immaginare addirittura una possibile assenza dell’attuale ad che in qualità di vicepresidente vicario ha il compito di guidare l’assemblea. Invece, a quanto si apprende, si è trattato semplicemente di un disguido legato a circostanze tecniche per l’invio della convocazione. Galliani condurrà i lavori di questa assemblea che si annuncia davvero decisiva dopo due “fumate nere”. Anche se l’approdo finale della proprietà del Milan probabilmente conoscerà ancora nuove pagine nei prossimi 18 mesi, come dimostra la presenza di un rappresentante del nuovo fondo nel Cda.