MILANO - Nella settimana che conduce alla sfida con la Roma, in programma domenica sera a San Siro, in casa Milan tengono banco proprio gli intrecci con il club giallorosso. Tra mercato ed ex giocatori, molte piste portano in direzione della squadra di Trigoria. I rossoneri sembrano avere messo la freccia nella trattativa che porta verso l’atalantino Frank Kessiè, elemento che piace moltissimo anche agli uomini mercato di Pallotta.
DOPPIO INCONTRO - Ieri tre ore di incontro tra Fassone e Percassi a Milano. La nuova dirigenza milanista è forte dell’accordo con il giocatore, una situazione che sta mettendo in difficoltà la Roma che non ha parificato l'offerta di ingaggio milanista per Kessiè, pari a 2,2 milioni a stagione. Da capire però se il Milan arriverà ai 28 milioni garantiti dai giallorossi all’Atalanta per il cartellino. Se proseguirà l’operazione sorpasso, il 20enne ivoriano rappresenterebbe così il primo rinforzo per il centrocampo del Milan 2017-18. In difesa invece l’obiettivo più vicino sembra Musacchio del Villarreal. Più complessi invece gli inseguimenti che portano a Aubameyang, Morata e Keita. Difficile per il Milan pensare anche a Pellegrini dopo Kessiè: per la Roma sarebbe una doppia beffa. L’ex giallorosso Romagnoli oggi si è allenato a parte: non restano più molti giorni per recuperarlo in vista di domenica sera (torna in gruppo invece Vangioni).
PER IL MERCATO 50 SICURI - Il mercato milanista sarà finanziato di sicuro con uno dei due bond emessi sulla Borsa di Vienna che saranno sottoscritti dal fondo Elliott: 50 milioni (la seconda obbligazione da 73 milioni serve per la gestione del club). E’ stata scelta la capitale austriaca perché la sua piazza finanziaria è specializzata nell’agevolare una costruzione contrattuale dei bond secondo le esigenze dei clienti, una situazione ideale in un caso come questo dove non è prevista un’asta pubblica (molte altre aziende italiane ricorrono a Vienna per operazioni di questo tipo). Per andare oltre questi 50 milioni sicuri e raggiungere la cifra di 100/150 milioni trapelata nei giorni scorsi, serviranno cessioni di calciatori in rosa oppure iniezioni di liquidità da parte di Yonghong Li che è già chiamato a immettere nelle casse del Milan i 120 milioni per l’aumento di capitale previsto a maggio: 60 subito più 60 sotto forma di delega concessa dall’assemblea al Cda.
TITOLO RIAMMESSO - A proposito del patrimonio del nuovo presidente del Milan, è stato riammesso dopo un giorno di stop alla Borsa di Shenzhen il titolo della Zhuhai Zhongu, la società della quale Yonghong Li è azionista principale dell’11.39%. L’azienda a fine marzo non ha rimborsato un bond da 77 milioni: adesso la sua capitalizzazione è scesa da un miliardo a 800 milioni. Queste evoluzioni non sempre positive dell’attività imprenditoriale di Yonghong Li spiegano perché la governance milanista è stata blindata dal fondo Elliott con un sistema nel quale il peso decisionale dei componenti cinesi del Cda è molto ridotto. In questo modo il Milan, nel periodo del prestito ponte di 18 mesi, non subirà pregiudizi da eventuali situazioni negative legate alla sua nuova proprietà in Cina.
DOPPIO INCONTRO - Ieri tre ore di incontro tra Fassone e Percassi a Milano. La nuova dirigenza milanista è forte dell’accordo con il giocatore, una situazione che sta mettendo in difficoltà la Roma che non ha parificato l'offerta di ingaggio milanista per Kessiè, pari a 2,2 milioni a stagione. Da capire però se il Milan arriverà ai 28 milioni garantiti dai giallorossi all’Atalanta per il cartellino. Se proseguirà l’operazione sorpasso, il 20enne ivoriano rappresenterebbe così il primo rinforzo per il centrocampo del Milan 2017-18. In difesa invece l’obiettivo più vicino sembra Musacchio del Villarreal. Più complessi invece gli inseguimenti che portano a Aubameyang, Morata e Keita. Difficile per il Milan pensare anche a Pellegrini dopo Kessiè: per la Roma sarebbe una doppia beffa. L’ex giallorosso Romagnoli oggi si è allenato a parte: non restano più molti giorni per recuperarlo in vista di domenica sera (torna in gruppo invece Vangioni).
PER IL MERCATO 50 SICURI - Il mercato milanista sarà finanziato di sicuro con uno dei due bond emessi sulla Borsa di Vienna che saranno sottoscritti dal fondo Elliott: 50 milioni (la seconda obbligazione da 73 milioni serve per la gestione del club). E’ stata scelta la capitale austriaca perché la sua piazza finanziaria è specializzata nell’agevolare una costruzione contrattuale dei bond secondo le esigenze dei clienti, una situazione ideale in un caso come questo dove non è prevista un’asta pubblica (molte altre aziende italiane ricorrono a Vienna per operazioni di questo tipo). Per andare oltre questi 50 milioni sicuri e raggiungere la cifra di 100/150 milioni trapelata nei giorni scorsi, serviranno cessioni di calciatori in rosa oppure iniezioni di liquidità da parte di Yonghong Li che è già chiamato a immettere nelle casse del Milan i 120 milioni per l’aumento di capitale previsto a maggio: 60 subito più 60 sotto forma di delega concessa dall’assemblea al Cda.
TITOLO RIAMMESSO - A proposito del patrimonio del nuovo presidente del Milan, è stato riammesso dopo un giorno di stop alla Borsa di Shenzhen il titolo della Zhuhai Zhongu, la società della quale Yonghong Li è azionista principale dell’11.39%. L’azienda a fine marzo non ha rimborsato un bond da 77 milioni: adesso la sua capitalizzazione è scesa da un miliardo a 800 milioni. Queste evoluzioni non sempre positive dell’attività imprenditoriale di Yonghong Li spiegano perché la governance milanista è stata blindata dal fondo Elliott con un sistema nel quale il peso decisionale dei componenti cinesi del Cda è molto ridotto. In questo modo il Milan, nel periodo del prestito ponte di 18 mesi, non subirà pregiudizi da eventuali situazioni negative legate alla sua nuova proprietà in Cina.