L'ombra del Sassuolo e una sosta nemica, Montella si gioca il Milan
di STEFANO SCACCHIQuella di domenica a Reggio Emilia potrebbe essere davvero l'ultima spiaggia per il tecnico rossonero, che deve fare i conti con una tradizione non favorevole contro i neroverdi (già giustizieri di Allegri e Seedorf) e lo stop al campionato che potrebbe 'agevolare' un cambio in panchina
MILANO - Il "mal di Sassuolo" inizia ad allungare la sua ombra sulla panchina milanista. La partita di domenica sera a Reggio Emilia contro gli emiliani rischia di diventare un "remake" di una situazione già vista negli ultimi anni in casa rossonera. A gennaio 2014 Massimiliano Allegri venne esonerato dopo una sconfitta contro Berardi e compagni. E al ritorno a San Siro la gara con i nero-verdi fu l'ultima della gestione Seedorf: l'olandese, già logorato dal rapporto conflittuale con Adriano Galliani, pagò anche il fatto di aver vinto "solo" 2-1 finendo con una peggior differenza reti rispetto al Torino che così si qualificò all'Europa League.
QUESTA VOLTA C'E' TEMPO - Coincidenze che rendono ancora più complicato il compito cha attende Vincenzo Montella al Mapei Stadium. Sono state tante le "ultime spiagge" delle ultime settimane. Ma l'Aeroplanino è ancora al suo po…
QUESTA VOLTA C'E' TEMPO - Coincidenze che rendono ancora più complicato il compito cha attende Vincenzo Montella al Mapei Stadium. Sono state tante le "ultime spiagge" delle ultime settimane. Ma l'Aeroplanino è ancora al suo po…
MILANO - Il "mal di Sassuolo" inizia ad allungare la sua ombra sulla panchina milanista. La partita di domenica sera a Reggio Emilia contro gli emiliani rischia di diventare un "remake" di una situazione già vista negli ultimi anni in casa rossonera. A gennaio 2014 Massimiliano Allegri venne esonerato dopo una sconfitta contro Berardi e compagni. E al ritorno a San Siro la gara con i nero-verdi fu l'ultima della gestione Seedorf: l'olandese, già logorato dal rapporto conflittuale con Adriano Galliani, pagò anche il fatto di aver vinto "solo" 2-1 finendo con una peggior differenza reti rispetto al Torino che così si qualificò all'Europa League.
QUESTA VOLTA C'E' TEMPO - Coincidenze che rendono ancora più complicato il compito cha attende Vincenzo Montella al Mapei Stadium. Sono state tante le "ultime spiagge" delle ultime settimane. Ma l'Aeroplanino è ancora al suo posto. La partita con il Sassuolo però ha una particolarità: sarà seguita da due settimane di sosta per gli impegni delle Nazionali. Un tempo che può consentire al club di prendere una decisione nel caso in cui non arrivi una vittoria del Milan. Anche se la società non smania dalla voglia di cambiare in corsa per motivi economici e tecnici. Ma, in assenza di un cambio di passo, questa volta ci sarà modo di valutare un eventuale intervento.
SOLUZIONE INTERNA - In questo momento l'unica alternativa sembra quella di affidare la squadra a Gattuso, tecnico della Primavera, quindi una soluzione interna. Non è facile per allenatori "esterni" accettare un contratto solo fine al termine della stagione in corso. Per citare due papabili: Paulo Sousa sta trattando con club cinesi e Mazzarri è attratto dalla possibilità di un'altra esperienza in Premier League. Il pareggio di Atene rappresenta un'altra tappa del momento difficile del Milan: sei partite senza segnare nelle ultime nove uscite ufficiali, la qualificazione ai sedicesimi non ancora messa in sicurezza e un lungo inseguimento a uno schieramento affidabile.
MONTELLA PIU' NERVOSO - Anche la pazienza di Montella sembra arrivata al limite. Per la prima volta l'allenatore rossonero - sempre molto pacato ed educato anche in questa fase avara di soddisfazioni - ha avuto uno sfogo con un tifoso nella zona del pullman fuori dallo stadio di Atene ("Dici che ti sei annoiato? Non venire più a vedermi") e si è lasciato andare a una battuta amara sul possibile esonero: "Da un po' di tempo sto guardando da vivo il mio funerale". Impossibile ignorare, nonostante le continue rassicurazioni di comunione di intenti con il club, le dichiarazioni che marcano una certa distanza dialettica tra allenatore e dirigenti. Prima la dichiarazione di Mirabelli sulla squadra: uscita dal campo al 70' contro la Roma, non pervenuta nel primo tempo con l'Inter e in tutta la partita contro la Sampdoria. Poi il richiamo di Fassone sulla necessità dei risultati, non solo delle prestazioni.
GIUSTA INTUIZIONE - Sono tutte spie di un confronto che è cominciato, a fasi alterne, subito dopo il "closing". Ed è proseguito in questo deludente avvio di stagione rossonera che ha fatto piazza pulita dell'entusiasmo sfrenato dell'estate. Un'euforia che qualcuno in casa Milan ha sempre cercato di mitigare: da uomo di calcio, con una certa consuetudine a questo sport ad alto livello, a suggerire prudenza era stato proprio Montella.
QUESTA VOLTA C'E' TEMPO - Coincidenze che rendono ancora più complicato il compito cha attende Vincenzo Montella al Mapei Stadium. Sono state tante le "ultime spiagge" delle ultime settimane. Ma l'Aeroplanino è ancora al suo posto. La partita con il Sassuolo però ha una particolarità: sarà seguita da due settimane di sosta per gli impegni delle Nazionali. Un tempo che può consentire al club di prendere una decisione nel caso in cui non arrivi una vittoria del Milan. Anche se la società non smania dalla voglia di cambiare in corsa per motivi economici e tecnici. Ma, in assenza di un cambio di passo, questa volta ci sarà modo di valutare un eventuale intervento.
SOLUZIONE INTERNA - In questo momento l'unica alternativa sembra quella di affidare la squadra a Gattuso, tecnico della Primavera, quindi una soluzione interna. Non è facile per allenatori "esterni" accettare un contratto solo fine al termine della stagione in corso. Per citare due papabili: Paulo Sousa sta trattando con club cinesi e Mazzarri è attratto dalla possibilità di un'altra esperienza in Premier League. Il pareggio di Atene rappresenta un'altra tappa del momento difficile del Milan: sei partite senza segnare nelle ultime nove uscite ufficiali, la qualificazione ai sedicesimi non ancora messa in sicurezza e un lungo inseguimento a uno schieramento affidabile.
MONTELLA PIU' NERVOSO - Anche la pazienza di Montella sembra arrivata al limite. Per la prima volta l'allenatore rossonero - sempre molto pacato ed educato anche in questa fase avara di soddisfazioni - ha avuto uno sfogo con un tifoso nella zona del pullman fuori dallo stadio di Atene ("Dici che ti sei annoiato? Non venire più a vedermi") e si è lasciato andare a una battuta amara sul possibile esonero: "Da un po' di tempo sto guardando da vivo il mio funerale". Impossibile ignorare, nonostante le continue rassicurazioni di comunione di intenti con il club, le dichiarazioni che marcano una certa distanza dialettica tra allenatore e dirigenti. Prima la dichiarazione di Mirabelli sulla squadra: uscita dal campo al 70' contro la Roma, non pervenuta nel primo tempo con l'Inter e in tutta la partita contro la Sampdoria. Poi il richiamo di Fassone sulla necessità dei risultati, non solo delle prestazioni.
GIUSTA INTUIZIONE - Sono tutte spie di un confronto che è cominciato, a fasi alterne, subito dopo il "closing". Ed è proseguito in questo deludente avvio di stagione rossonera che ha fatto piazza pulita dell'entusiasmo sfrenato dell'estate. Un'euforia che qualcuno in casa Milan ha sempre cercato di mitigare: da uomo di calcio, con una certa consuetudine a questo sport ad alto livello, a suggerire prudenza era stato proprio Montella.