Milan, Gattuso: "Io e Montella diversi, qui è il Paradiso. Non mi sento un traghettatore"
di STEFANO SCACCHI
Massimiliano Mirabelli e Gennaro Gattuso
La conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico: "Si può fare di più. C'è solo bisogno di passione, di amare questo lavoro, qui penso di avere tutto questo. Per me il sogno continua, è un privilegio allenare una società così. Seedorf e Inzaghi? Spero di non fare la loro fine". Fassone: "Rino non è un tappabuchi"
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MILANO - La grinta da sola non basta, ma Rino Gattuso vuole partire soprattutto dal carattere per cercare di raddrizzare la stagione del Milan. Nella sua prima conferenza da allenatore rossonero l'ex mediano fa capire che il primo tentativo sarà quello di dare maggiore compattezza alla squadra sul campo: "Questa formazione può fare di più, ha grandissime qualità, ci sono 16 nazionali, ma dobbiamo diventare squadra. Saper soffrire, coprire bene il campo e non prendere ripartenze. Serve lo spirito battagliero. Finora questa squadra ha dimostrato di saper far girare bene palla, ora bisogna aggiungere compattezza e capacità di soffrire".
ESEMPIO CUTRONE - L'esempio è rappresentato da Patrick Cutrone: "Ha il veleno addosso, non si ferma mai, sembra tarantolato, spero di vedere questo spirito anche negli altri". Le prime indicazioni tattiche vanno nella direzione di una difesa a tre con centrocampo a quattro e posizioni dell'attacco da definire. Possibile vedere Suso trequartista con due punte (oppure due rifinitori con un attaccante): "Vediamo se Suso può sviluppare qualcosa di diverso, mi incuriosisce, non è detto che debba per forza partire largo per accentrarsi". Bonucci resterà capitano. Il giocatore a cui Gattuso chiede più progressi è Kessie: "Non va più dentro, è forse il giocatore che mi assomiglia di più".
ALLENAMENTI DA MEZZOFONDISTI - L'allenatore calabrese ("Ma sono andato via da casa a 12 anni, ormai ho vissuto più tempo a Gallarate che in Calabria, sono quasi più lumbard") vuole un cambio di atteggiamento: "Quando perdi ti deve bruciare... Deve sembrare un funerale. Si deve vedere la differenza tra vittoria e sconfitta". E invita a un confronto aperto nello spogliatoio: "Alla fine di ogni allenamento chiedo scusa per qualche parola di troppo che dico. Ma deve finire tutto lì. Non bisogna essere permalosi o portare rancore. Bisogna dirsi le cose in faccia, pane al pane e vino al vino". Gli allenamenti saranno particolarmente intensi: "Martedì e mercoledì sono i giorni di carico. I giocatori devono percorrere 7-8 chilometri".
Milan, Gattuso: ''Con Montella grande stima, ma sul calcio la pensiamo diversamente''
CALCIO DIVERSO - Scontato l'appello al dna Milan ("Milanello è un paradiso, ho allenato in posti dove non c'erano nemmeno due campi"), Gattuso vuole coinvolgere tutti: "Una squadra non è fatta solo da 25 giocatori, ma da tutti quelli che ruotano intorno ai calciatori. Se non vanno bene loro, possono provocare più danni della grandine. Il segreto è questo". Quasi a volere dare l'esempio, Gattuso ha salutato con una stretta di mano tutti i giornalisti presenti nella sala stampa di Milanello. Una differenza col calcio di Montella è stata descritta: "Vincenzo ama il palleggio e partire dal basso. Anche a me piace, ma negli ultimi 20-30 metri mi piace verticalizzare e creare qualche movimento con gli attaccanti per sorprendere avversari. Anche se le mie squadre non hanno mai segnato tanto".
BATTUTA SU SEEDORF E INZAGHI - Dall'investitura sono arrivate le telefonate di Terim, Sacchi, Capello, Ancelotti e Cannavaro: "Mi hanno chiamato tantissime persone ieri. Ho spento alle 11 quando ho visto che iniziava a girare il fotomontaggio della mia faccia con Savastano di Gomorra - scherza Gattuso - in tanti mi hanno detto di picchiare duro".
Nessun timore di finire come Brocchi, Inzaghi o Seedorf: "Non vado in ospedale prima di essermi rotto la testa. Non sono un calcolatore. Altrimenti non sarei andato all'Ofi Creta o al Pisa. Prima di me sono arrivati Seedorf e Inzaghi che avevano il 10 e il 9 in quella grande squadra rossonera. Cosa devo dire? Speriamo che non finisca così anche l'8", sorride l'ex centrocampista che inizia a mettere nel mirino la prima partita a Benevento: "Deve essere come la finale di Coppa del mondo. I giocatori devono chiudere gli occhi e pensare che alla fine, se vincono, c'è la Champions League".
Milan, Gattuso: "Bonucci resterà capitano"
SENZA INTERPRETE PER YONGHONG - Ha telefonato Silvio Berlusconi ("L'ho ascoltato bene, non ho fatto finta"), ma non ancora Yonghong Li: "Il presidente non parla inglese o calabrese. Non avevamo persone che facessero da tramite. Ci siamo detti con Fassone che nei prossimi giorni organizzeremo e ci sentiremo per scambiarci due parole".
FULMINE (NON) A CIEL SERENO - L'ad Marco Fassone ha spiegato i motivi della scelta: "Ho letto che qualcuno ha parlato di un fulmine a ciel sereno. Ma il cielo non era sereno sopra Milanello. I numeri sono numeri. Così lunedì mattina, dopo una notte difficile, ho chiamato Han Li che a sua volta ha parlato con Yonghong Li. Sembra passata un'era dall'entusiasmo di luglio e agosto. Adesso giriamo pagina per un capitolo che auspichiamo più positivo. Tutti abbiamo fatto errori. Ribadisco la mia fiducia a Mirabelli. A gennaio non andremo sul mercato perché questa squadra ha potenzialità. E giro a Rino il benvenuto di Yonghong Li che mi ha incaricato di rivolgergli un abbraccio virtuale da Guangzhou".
TEMPO FINITO - Mirabelli difende le sue scelte di mercato: "Non solo i nuovi arrivati, ma tutta la rosa ha reso meno delle aspettative. I bilanci devono essere fatti a fine stagione. Montella ha condiviso tutte le scelte di mercato e noi ci siamo mossi sul suo modo di giocare. Abbiamo dato a Vincenzo un tempo importante, 23 partite, per cercare di vedere un'anima e un'identità. Non le abbiamo viste, c'erano troppi ritardi".