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Milan-Atalanta 0-2: i rossoneri affondano, Europa sempre più lontana

Ilicic segna il gol del raddoppio (ap)
Cristante e Ilicic acuiscono una crisi già evidente. Rossoneri fischiati a fine partita
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MILANO - L'Atalanta ha agganciato il sesto posto della zona Europa League, la coppa in cui ha stupito tutti col suo gioco frizzante. Invece il Milan se ne sta allontanando sempre più e il suo declino pare inarrestabile. E' l'esito dello scontro diretto del Meazza, chiuso dalla scena più eloquente: i giocatori rossoneri che abbozzano un transito sotto la curva Sud, per applaudire i tifosi, e ne ricevono ovviamente i fischi per l'ottava sconfitta in 18 giornate, la quarta in casa e probabilmente la più dolorosa, perché la differenza è stata innanzitutto tecnica. L'Atalanta è più forte del Milan e nessun ritiro prenatalizio, come quello appena consumato a Milanello, può cambiare la sostanza.    

SOLITA ILLUSIONE - L'illusione della buona partenza si è ripetuta. Il serrato duello tattico tra i due allenatori era già evidente nelle premesse: Gattuso doveva aggiustare la fase difensiva e limitare il divario di condizione atletica, Gasperini voleva riaffermare l'efficacia delle giocate memorizzate. Il Milan ha dunque raddoppiato l'attenzione nel pressing sugli avversari, quando riconquistavano palla per ribaltare l'azione. L'Atalanta ha perseguito la consueta marcatura a tutto campo con la ricerca sistematica dell'anticipo, per arrivare dritto nel cuore dell'area di Donnarumma. La partita a scacchi ha prodotto un quarto d'ora di evidente equilibrio, col Milan che si affidava ai lanci in verticale, saltando spesso il centrocampo senza scoprirsi al rischio di perdere il pallone, per mandare in porta Kalinic sullo scatto, nei corpo ma corpo col suo marcatore Caldara, oppure Cutrone esterno d'attacco assai simile a una vecchia ala tornante. Così bloccata, la sfida poteva vivere qualche impennata soltanto per guizzi individuali o errori singoli (Musacchio il maggiore indiziato) e di reparto.

VAR IMPLACABILE - La distrazione dell'Atalanta - un'uscita maldestra di Berisha, ostacolato da Caldara su un cross a rientrare di Kessié - non è stata punita soltanto per via del fallo di mano di Cutrone, che ha servito Bonaventura per il gol a porta vuota. Fabbri ha convalidato, il Var ha rettificato. La distrazione del Milan, invece, è arrivata dopo il vantaggio sfiorato da Montolivo con un rasoterra dal limite (parata in corner di Berisha) e dopo una fase abbastanza lunga in cui il centrocampo di Gattuso si è abbandonato a un promettente possesso palla. E'stato fatale un fallo di Cutrone (ammonito) su Gomez. L'annessa punizione a spiovere, colpita di testa da Caldara con mancata trattenuta di Donnarumma, si è trasformata in assist per l'ex Cristante, che da terra nell'area piccola, in scivolata, ha segnato l'1-0. Sia sulla traiettoria della punizione sia sulla mischia la difesa milanista non è stata affatto irreprensibile.

SFOTTO'  PER DONNARUMMA - Lo svantaggio dopo mezz'ora era esattamente il copione peggiore per Gattuso, quello che lui avrebbe voluto evitare: il contraccolpo psicologico davanti alle difficoltà è il limite principale della squadra, più volte indicato dall'allenatore. Anche stavolta, malgrado il pari sfiorato subito da Bonaventura in mischia (eccellenti i riflessi di Berisha), il Milan si è illanguidito: Musacchio ha abboccato a una finta di Gomez e Donnarumma, fischiato secondo prassi dai tifosi di casa e non solo preso in giro da quelli avversari, ha incassato a gioco fermo (fallo in area di De Roon) un gol con palla sotto le gambe.

PASSAGGI SBAGLIATI - Nel secondo tempo il Milan non è caduto nella trappola della frenesia alla ricerca del pareggio. Ha attaccato in maniera razionale, insediandosi nell'altrui metà campo, e ha raggiunto l'area di Berisha soprattutto con le incursioni di Kessié e con i tagli di Kalinic. I tiri ci sono stati, gli assalti pure. Proprio Kessié, Kalinic e Borini hanno però sbagliato mira o hanno centrato qualche stinco, amico e nemico. Via via che passavano i minuti e la stanchezza annebbiava i riflessi, è emerso il vero e più grande limite del Milan attuale: il livello tecnico medio, illusoriamente alzato dalla campagna acquisti estiva e certamente abbassato dall'assenza dello squalificato Suso. I passaggi sbagliati si sono moltiplicati, le avanzate contemporanee di Kessié, Borini e Abate hanno sguarnito la fascia destra rossonera. Gasperini ha scelto il momento giusto per la staffetta Ilicic-Petagna. Il neoentrato, più abile nel gioco di sponda sulla trequarti, ha sfruttato la freschezza per infilarsi in area sul perfetto cross da sinistra di Spinazzola, al culmine di una felice fuga nel deserto, e toccare in porta il 2-0, osservato a distanza da Rodriguez.

BONUCCI FURIBONDO - San Siro ha cominciato a disapprovare, curva Sud inclusa, e anche Gattuso ha scosso la testa, di fronte all'evidente affanno della squadra. Le correzioni graduali, l'inserimento di Çalhanoglu per Bonaventura e poi quelli di Silva e Biglia per Kalinic (fischiatissimo) e Montolivo, ormai non potevano più correggere nulla. L'Atalanta si è ingegnata ad abbozzare qualche contropiede, il Milan si è spento senza più accendersi, se non nel volto di un furibondo Bonucci, stavolta da assolvere nella figuraccia generale. Non è più possibile ignorare la sufficienza con cui scendono in campo tanti decantati neoacquisti: valga per tutti l'ingresso del nervoso nazionale argentino Biglia. La frana continua.

MILAN - ATALANTA 0-2 (0-1)
MILAN (4-3-3) Donnarumma - Abate, Musacchio, Bonucci, Rodriguez - Kessie, Montolivo (38’ st Biglia), Bonaventura (31’ st Chalanoglu) - Borini, Kalinic (37’ st André Silva), Cutrone.
ATALANTA (3-4–1-2)  Berisha - Toloi, Caldara, Masiello - Hateboer, De Roon, Freuler, Spinazzola - Cristante (35’ st Kurtic) - Petagna (19’ st Ilicic), Gomez.
Arbitro: Fabbri di Ravenna
Marcatori: 32’ pt Cristante, 26’ st Ilicic
Note: ammoniti Cutrone, Kessie. Spettatori 45.746 per un incasso di 1.088.688 euro. 

 
 
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